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Emergenza a Parco Leonardo: rubinetti a secco per 260 famiglie e 30 negozi
foto di repertorio

Il distacco della fornitura idrica causato dalla crisi della società costruttrice Ambrosia Uno lascia centinaia di residenti e commercianti senza un servizio essenziale.

Fiumicino, 8 maggio 2026 – L’incubo per i residenti di Parco Leonardo, nel comune di Fiumicino, è iniziato ufficialmente il 7 maggio 2026, quando i tecnici di Acea Ato 2 hanno apposto il sigillo numero AA687744 al contatore principale che serve un vasto comparto edilizio. Non si è trattato di un guasto tecnico improvviso, ma di un intervento drastico dovuto a ragioni amministrative legate alla morosità dell’utenza.

Le conseguenze sono pesanti: oltre 260 nuclei familiari e 30 attività commerciali, situati nei condomini P5E, P5F, P5G e P5H, si sono ritrovati improvvisamente con i rubinetti a secco. La notizia ha generato immediata preoccupazione tra i residenti, mentre i commercianti dell’area devono ora fare i conti con l’impossibilità di operare regolarmente senza l’approvvigionamento idrico.

Le radici del problema e l’utenza mai volturata

Per comprendere l’origine di questo blackout idrico bisogna risalire al 2005, anno di realizzazione degli edifici. L’impianto di adduzione è stato progettato con un’unica linea principale intestata alla società costruttrice, la Ambrosia Uno Srl, dalla quale si diramano le condutture per i singoli condomini.

Nonostante il tempo trascorso, la voltura delle utenze non è mai stata effettuata, anche perché la società detiene ancora oggi una quota rilevante delle proprietà, pari a oltre 18.000 millesimi su un totale di 40.000. Negli anni si era consolidata una prassi che vedeva la società pagare le fatture per poi ripartire i costi tra i condomini in base ai consumi rilevati dai sotto-contatori, regolando gli importi mediante compensazione.

La crisi societaria travolge il servizio idrico

L’equilibrio si è rotto definitivamente negli ultimi mesi, in coincidenza con l’avvio della procedura di composizione negoziata della crisi della società Ambrosia Uno Srl. Fino al 2025 non si erano mai verificati episodi di questo tipo, ma la situazione finanziaria della ditta ha portato a una interruzione dell’erogazione che Acea ha motivato con la morosità dell’utenza.

L’amministratore dei condomini interessati, Giorgini, ha chiarito che non risultano altre esposizioni debitorie direttamente imputabili ai condomini, se non la morosità della società stessa sull’utenza principale. Le comunicazioni ufficiali inviate tramite PEC per ottenere garanzie sono rimaste prive di riscontro concreto, portando all’attuale paralisi del servizio.

Azioni legali e mobilitazione per il ripristino

L’amministrazione condominiale si è immediatamente attivata per tutelare i diritti delle centinaia di persone coinvolte, richiedendo al gestore l’immediata riattivazione della fornitura e diffidando la società intestataria ad intervenire con urgenza. Con il supporto dei legali, si stanno valutando azioni decise per difendere gli interessi dei condomini nelle sedi competenti.

L’obiettivo primario è superare l’attuale fase di emergenza, ma si guarda già a soluzioni strutturali definitive che possano prevenire il ripetersi di simili criticità. Tra queste, si valuta l’intestazione diretta dell’utenza ai condomini o l’eventuale costituzione di una comunione tra i fabbricati per garantire la necessaria autonomia gestionale.

Il futuro della fornitura e i tempi d’attesa

Al momento regna l’incertezza sui tempi tecnici necessari per rimuovere i sigilli e far tornare l’acqua nelle abitazioni di Parco Leonardo. Il ripristino non dipende esclusivamente dall’amministrazione condominiale, ma è legato alle determinazioni di Acea e della società intestataria; per questo i residenti chiedono al Comune di farsi parte attiva, con il suo “peso specifico” come garante della salute pubblica.

Sono in corso tutte le iniziative necessarie per ottenere il ripristino nel più breve tempo possibile. L’amministratore condominiale ha invitato i residenti a non alimentare allarmismi tramite la diffusione di informazioni non verificate, promettendo massima trasparenza e aggiornamenti costanti non appena disponibili. La vicenda resta al centro dell’attenzione pubblica a Fiumicino, in attesa che le azioni intraprese portino a una rapida risoluzione di un disagio che sta colpendo duramente la vita quotidiana di migliaia di cittadini.