l'emergenza
Fiumicino, trenta famiglie al buio ad Aranova: “Siamo ostaggi senza luce né acqua”
Notte da incubo in via Ferdinando Neri: i residenti denunciano il distacco improvviso dei servizi essenziali in un complesso residenziale.
Aranova, 13 maggio 2026 – La notte di Aranova si è trasformata in un incubo per circa trenta famiglie residenti nel complesso di via Ferdinando Neri 48. Da ore, il caseggiato è completamente al buio, una situazione critica che non riguarda solo l’illuminazione ma che ha messo in ginocchio l’intero sistema idrico.
Senza corrente elettrica, infatti, le pompe di risalita sono bloccate, lasciando gli appartamenti privi di acqua corrente. La tensione è alta e i residenti sono scesi in strada per manifestare il proprio disagio, documentando con video e audio una condizione che definiscono insostenibile.
Una crisi improvvisa nel cuore di Aranova
Il complesso, un ex hotel acquistato regolarmente da privati dopo un fallimento, è diventato teatro di una contesa che sta gravando sulla pelle dei cittadini. I residenti sottolineano con forza la regolarità della loro posizione: “Siamo tutti proprietari, abbiamo acquistato con regolare rogito. Non siamo occupanti, siamo tutti lavoratori che hanno comprato con o senza mutuo” spiegano nelle testimonianze raccolte. Il distacco della corrente sarebbe avvenuto in modo selettivo, poiché gli stabili vicini risultano regolarmente illuminati, alimentando il sospetto di un’azione deliberata per creare disagio.
Disagi per anziani e bambini: l’intervento delle forze dell’ordine
La mancanza di servizi essenziali sta colpendo le fasce più deboli della popolazione. All’interno degli appartamenti ci sono anziani e bambini piccoli, costretti a muoversi con l’ausilio di torce elettriche. “I frigoriferi hanno iniziato a scongelarsi e non abbiamo acqua per le necessità primarie” denunciano gli abitanti. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, ma non trattandosi di ordine pubblico hanno potuto solo “registrare” i disagi.
La battaglia per i contatori e la trasparenza
Al centro della vicenda ci sarebbe la mancata consegna del codice Pod dei contatori, necessario per regolarizzare le posizioni con i gestori di energia come Enel o Acea. I residenti sospettano che dietro il distacco ci sia la mano del vecchio proprietario o di chi gestisce attualmente l’area, ma la priorità resta il ripristino immediato della dignità abitativa.
Per la serata era già prevista un’assemblea condominiale, un appuntamento che ora assume i contorni di un tavolo di crisi per decidere come muoversi legalmente e riportare la normalità in via Ferdinando Neri.
Le famiglie chiedono a gran voce che la situazione venga portata alla luce per evitare che il silenzio cali su una vicenda che sta privando decine di persone dei diritti fondamentali. La speranza è che l’interessamento delle istituzioni e la pressione mediatica possano sbloccare uno stallo burocratico e tecnico che dura ormai da troppe ore, lasciando una comunità intera nel buio più totale.
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