CAUSA TRA COLOSSI
|OpenAI, la “guerra” tra cofondatori finisce in tribunale: Elon Musk perde contro Sam Altman
Musk accusava OpenAI di avere tradito la missione originaria no profit per inseguire il business dell’intelligenza artificiale. I giudici hanno respinto la causa
San Francisco, 19 maggio 2026 – Elon Musk perde la battaglia legale contro OpenAI e contro il suo amministratore delegato Sam Altman. Una giuria federale di Oakland, in California, ha respinto le accuse del fondatore di Tesla e SpaceX, stabilendo che l’azione legale è stata presentata oltre i termini previsti dalla legge. Il verdetto è arrivato dopo meno di due ore di deliberazione, al termine di un processo durato circa tre settimane.
L’accusa di Musk: “OpenAI ha tradito la sua missione”
Musk sosteneva che OpenAI avesse tradito la propria missione originaria: sviluppare l’intelligenza artificiale a beneficio dell’umanità, senza trasformarsi in una macchina commerciale. L’imprenditore accusava Altman e il presidente di OpenAI, Greg Brockman, di avere orientato la società verso un modello sempre più vicino al profitto, anche grazie alla partnership con Microsoft.
La giuria, però, non è entrata nel merito politico e industriale del conflitto. Ha stabilito che Musk ha aspettato troppo per avviare la causa. Il giudice Yvonne Gonzalez Rogers ha accettato il verdetto consultivo della giuria e ha respinto le pretese dell’imprenditore.
La causa ruotava attorno alla storia stessa di OpenAI. Musk, tra i cofondatori della società nel 2015, sosteneva di avere contribuito economicamente al progetto sulla base di un patto: creare un laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale con finalità pubbliche, non dominato dalla logica del profitto.
Secondo la sua ricostruzione, quella promessa sarebbe stata tradita quando OpenAI ha rafforzato la propria struttura commerciale e ha stretto un rapporto sempre più stretto con Microsoft. Il gruppo guidato da Altman, invece, ha respinto questa lettura, sostenendo che l’azione di Musk fosse legata anche alla concorrenza con xAI, la società di intelligenza artificiale fondata dallo stesso Musk.
Il processo ha riportato alla luce anni di tensioni interne tra i fondatori. Tra gli elementi emersi ci sono il fallito tentativo di Musk di assumere un ruolo più forte nella guida di OpenAI e la crisi del 2023, quando Altman fu rimosso temporaneamente dal consiglio di amministrazione e poi reintegrato pochi giorni dopo.
La decisione: causa fuori tempo massimo
Il punto decisivo è stato il calendario. La giuria ha ritenuto che Musk avesse superato la finestra temporale utile per presentare le proprie accuse. Secondo quanto riportato dai media statunitensi, i giurati hanno concluso che le contestazioni fossero prescritte.
Per OpenAI si tratta di una vittoria importante. La decisione rimuove un ostacolo giudiziario pesante in una fase cruciale per la società, diventata uno degli attori più influenti al mondo nel settore dell’intelligenza artificiale generativa. Secondo Reuters, il verdetto libera anche il percorso verso una possibile quotazione in Borsa.
Musk, però, non considera chiusa la partita. Il suo legale ha annunciato l’intenzione di presentare appello. L’imprenditore sostiene che la decisione si sia fermata a una questione procedurale, senza affrontare il merito delle accuse sulla trasformazione di OpenAI.
OpenAI rafforzata, Musk pronto all’appello
Per Altman e OpenAI, il verdetto rappresenta una vittoria netta. La società esce rafforzata da una causa che metteva in discussione il suo assetto e la sua traiettoria industriale. Per Musk, invece, la sconfitta arriva mentre la competizione nell’intelligenza artificiale si fa sempre più dura, con xAI impegnata a contendere spazio proprio a OpenAI, Google, Anthropic e agli altri grandi player del settore.
Foto: DepositPhotos.com per ilfaroonline.it
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