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Ostia, sit-in e sciopero della fame sotto il X Municipio: l’allarme di Confesercenti

Dagli stabilimenti balneari ai ristoranti storici, l’associazione denuncia una situazione “disastrosa” per le imprese del litorale

Ostia, 29 maggio 2026 – “Lanciamo un sit-in e facciamo uno sciopero della fame per un giorno perché ‘le imprese hanno fame‘, come recita il nostro volantino. La protesta nasce dalla necessità di incontrare il sindaco di Roma Roberto Gualtieri per ottenere un suo impegno ad aiutare le imprese di Ostia, a cominciare dagli stabilimenti balneari, che hanno chiuso”. Ad affermarlo è Valentina Fabbri Bianconi, presidente di Confesercenti Ostia, interpellata dall’Adnkronos, in merito alla difficile situazione che, a cascata, stanno vivendo molte attività del litorale romano, come gli artigiani e i ristoratori e gli stessi agenti immobiliari che non riescono ad affittare le case. La presidente Fabbri quindi, insieme al vicepresdiente Matteo Sampieri, ha deciso di intraprendere questa protesta simbolica, che durerà 24 ore, da domani mattina alle 8 a sabato 30 maggio alle 8, sotto la sede del decimo municipio.

“Il mare di Roma ha bisogno di aiuti nel presente”

“Il mare di Roma versa in una situazione difficile e anche se sono previsti investimenti per il futuro, – osserva – per un bel futuro con il Parco del mare noi abbiamo bisogno di aiuti nel presente, nell’immediato, per sostenere il territorio” sostiene Fabbri commentando le parole di Gualtieri che, non più tardi di ieri, ha detto ‘vorrei che in futuro la vera novità di Roma fosse il mare’. In merito ai bandi di gara per le concessioni demaniali, Fabbri denuncia: “Ci sono ritardi, l’assegnazione delle concessioni del bando dello scorso anno non sono ancora avvenute e siamo già a giugno. Il problema, tra l’altro, è che queste gare durano un anno e fare gare per strutture così grandi, che erano in mano a concessionari che stavano lì da tantissimi anni, alcuni storici, alcuni premiati diventa una cosa difficile”.

Stabilimenti chiusi e lungomare non fruibile

“Il lungomare di Ostia è tra i più lunghi d’Italia ed è una delle attrattive principali ma oggi non è fruibile, – spiega – ci sono macerie e detriti ovunque. Basta pensare che su una settantina di stabilimenti esistenti solo una ventina sono aperti perché molte strutture che sono stati sequestrate o tolte ai concessionari non sono andate a gara e sono state abbandonate, fra queste lo storico stabilimento Kursaal e lo Sporting Beach“.

Il caso degli stabilimenti aperti e le cabine sotto sequestro

E anche gli stabilimenti aperti bisogna poi vedere in quale situazione sono: “Il Venezia è aperto, ma le cabine sono sotto sequestro – sottolinea Fabbri – sicuramente ci sono situazioni borderline con abusi di vario tipo però, io mi chiedo siccome sono strutture che insistono da cinquanta anni lì com’è possibile che questi abusi emergano solo ora?”.

Concessioni demaniali, Fabbri: “Incertezza mostruosa nel settore balneare”

Gualtieri ha detto che ‘ora ci sono le condizioni per riportare trasparenza e legalità’ ma ribatte la presidente di Confesercenti Ostia “il problema è che c’è da quando questo il decimo, tre anni fa, ha restituito le deleghe del Demanio al Comune di Roma che ha dovuto fare uno studio delle consistenze e si sono persi tre anni…e si è creata un’incertezza mostruosa nel settore balneare ma non solo, anche ristoranti storici come ‘Peppino al mare‘ e ‘La vecchia Pineta‘ hanno chiuso”. Una “situazione disastrosa” conclude Fabbri.