Lazio, Bankitalia: la crescita si dimezza (+0,6%). Pnrr e Giubileo tengono a galla gli investimenti
Il rapporto in chiaroscuro di Banca d’Italia. Aumentano gli occupati over 50, ma i giovani sono sempre di meno. Il settore farmaceutico traina l’export
Roma, 10 giugno 2026 – Nel 2025 l’economia del Lazio è cresciuta a un ritmo moderato, in linea con il resto del Paese ma con un evidente rallentamento rispetto all’anno precedente. Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale della Banca d’Italia, il Pil regionale è aumentato dello 0,6% in termini reali, contro lo 0,5% registrato a livello nazionale. La crescita, però, si è dimezzata rispetto al 2024.
A sostenere l’attività economica sono stati soprattutto i consumi privati e gli investimenti, in particolare quelli legati ai lavori pubblici finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dagli interventi per il Giubileo. Un contributo positivo è arrivato anche dalle esportazioni di beni, trainate in particolare dal settore farmaceutico.
Lazio, crescita dimezzata nel 2025
Il quadro descritto da Bankitalia mostra una regione ancora in crescita, ma con segnali di rallentamento. L’attività economica ha beneficiato della domanda interna e degli investimenti pubblici, ma il ritmo di espansione è risultato più debole rispetto all’anno precedente.
Nel settore industriale, la crescita del valore aggiunto è stata sostenuta ancora una volta dall’export, aumentato complessivamente del 9,6%. Il traino principale è arrivato dal comparto farmaceutico, le cui vendite all’estero sono cresciute del 17,7%, arrivando a rappresentare la metà delle esportazioni di beni della regione.
Più marcata la crescita nelle costruzioni, dove il valore aggiunto è aumentato del 3,6%, grazie agli investimenti in opere pubbliche. Più contenuta, invece, la dinamica dei servizi, settore particolarmente rilevante per l’economia regionale, che ha registrato un incremento dello 0,4%. A sostenere alcuni segmenti del comparto è stato il turismo, favorito dai maggiori afflussi di visitatori stranieri anche in connessione con l’evento giubilare.
Il ruolo del Giubileo su turismo e investimenti
Il Giubileo della Chiesa cattolica ha avuto un impatto positivo sui consumi e sulla spesa per investimenti in opere pubbliche. Secondo il rapporto della Banca d’Italia, la spesa dei turisti stranieri nel Lazio è aumentata del 19,2%, contro il 4,6% registrato in Italia. Di questa crescita, 11,1 punti percentuali sono riconducibili ai visitatori arrivati per partecipare alle celebrazioni giubilari.
La maggiore spesa turistica ha contribuito alla crescita dei consumi effettuati nella regione, aumentati dell’1,3% a prezzi costanti, quasi il doppio rispetto alla variazione dell’anno precedente.
Sul fronte degli investimenti pubblici, gli investimenti fissi lordi degli enti territoriali del Lazio sono cresciuti del 21,6%, contro il 16% nazionale. Il contributo è arrivato sia dal Pnrr sia dal Giubileo. Particolarmente significativo il dato di Roma Capitale, che ha incrementato i propri investimenti del 43,2%, soprattutto per gli interventi collegati agli eventi giubilari.
Giubileo, stanziati 3,8 miliardi per 332 interventi
Nel complesso, le risorse stanziate per i 332 interventi previsti dal Programma del Giubileo ammontano a 3,8 miliardi di euro. Tre quarti delle somme sono destinati a lavori pubblici, mentre la parte restante riguarda forniture di beni e servizi.
A maggio risultava concluso il 22% del valore degli investimenti previsti dal Programma, pari a 825 milioni di euro. In termini di numero di interventi, il completamento riguarda circa la metà delle opere previste.
Secondo le stime di Bankitalia, gli interventi legati al Giubileo avranno un impatto significativo sulle imprese regionali. Quasi il 60% del valore delle gare aggiudicate, pari a 1,5 miliardi su 2,6 miliardi complessivi, è riconducibile a società di capitali con sede legale nel Lazio. Per queste imprese, il valore totale delle aggiudicazioni rappresenta il 5,2% del fatturato mediamente realizzato negli ultimi cinque anni e lo 0,7% del valore aggiunto complessivo del Lazio nel 2023.
Pnrr, nel Lazio assegnati 13,5 miliardi
Ad aprile 2026, nel Lazio risultavano assegnati 13,5 miliardi di euro di risorse del Pnrr, pari al 9,3% del totale nazionale. Oltre il 70% delle risorse si concentra su tre missioni: istruzione e ricerca, transizione ecologica e digitalizzazione.
I pagamenti effettuati hanno raggiunto 6,7 miliardi di euro, pari al 50% delle risorse assegnate. Le imprese con sede legale nella regione hanno ricevuto 1,7 miliardi di sovvenzioni dirette e sono risultate aggiudicatarie di gare pubbliche, su tutto il territorio nazionale, per 23,4 miliardi. Si tratta di un importo pari al 10,8% del valore aggiunto regionale del 2023, contro il 5,3% della media italiana.
Le imprese delle costruzioni hanno ottenuto oltre i due terzi del controvalore complessivo delle gare.
Famiglie, cresce il potere d’acquisto ma pesa l’inflazione
Nel 2025 il potere d’acquisto delle famiglie del Lazio è cresciuto, sostenuto dall’aumento dell’occupazione e delle retribuzioni. Il reddito dei nuclei familiari è aumentato in termini reali dell’1%.
La crescita, però, è stata frenata dal rialzo dell’inflazione, passata dall’1,2% all’1,7%. Le retribuzioni sono tornate a crescere in termini reali nell’ultimo biennio, dopo il calo del 3,7% registrato tra il 2008 e il 2023 in termini di retribuzione oraria.
Occupazione in rallentamento, cala la disoccupazione
Il mercato del lavoro mostra segnali contrastanti. Nel 2025 l’occupazione nel Lazio è aumentata dello 0,6%, poco meno della media italiana, ma in forte rallentamento rispetto al +1,7% del 2024.
L’aumento ha riguardato soltanto i lavoratori con almeno 50 anni, cresciuti del 5,3%. Per i lavoratori più giovani è invece proseguita la flessione, pari al -2,7%.
Il tasso di occupazione regionale è salito al 64,2%, contro il 62,5% nazionale. Il tasso di disoccupazione è sceso dal 6,3% al 5,5%, un valore inferiore alla media italiana. Secondo Bankitalia, tuttavia, la riduzione dei disoccupati potrebbe riflettere anche un aumento degli inattivi. Il tasso di attività è infatti diminuito dal 68,4% al 68%.
Credito, prestiti in aumento per famiglie e grandi imprese
Nel 2025 sono tornati a crescere i prestiti bancari alle imprese del Lazio, con un incremento dell’8,2% dopo la flessione del biennio precedente. L’aumento, però, ha riguardato soltanto le imprese di maggiore dimensione, mentre i finanziamenti alle piccole aziende sono diminuiti.
Le richieste di finanziamento hanno beneficiato di condizioni di costo più favorevoli. I tassi di interesse sui prestiti a breve termine sono scesi al 5,2% nella media dell’ultimo trimestre del 2025, con un calo di oltre un punto rispetto allo stesso periodo del 2024. Anche i finanziamenti per investimenti hanno registrato una riduzione, dal 5,2% al 4,4%.
In crescita anche i prestiti alle famiglie consumatrici, aumentati del 2,9%, contro l’1,3% del 2024. La dinamica è stata sostenuta sia dal credito al consumo sia, soprattutto, dai mutui abitativi. I nuovi mutui erogati nell’anno dal sistema bancario hanno raggiunto i 6 miliardi di euro, un quinto in più rispetto al 2024. Il Taeg medio è rimasto stabile al 3,6%.
Oltre un terzo dei nuovi mutui è stato erogato a giovani under 35, anche grazie alla garanzia pubblica per la prima casa. Migliora anche la qualità del credito: il tasso di deterioramento è sceso all’1,1%, dall’1,5% del 2024, con riduzioni sia per le imprese sia per le famiglie.
Le prospettive per il 2026
Per il 2026, le indicazioni congiunturali appaiono in deterioramento. A pesare sono soprattutto le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che potrebbero riflettersi sui prezzi dell’energia e, di conseguenza, sui redditi reali e sulle decisioni di spesa delle famiglie.
Le imprese industriali e dei servizi si attendono un fatturato stabile e una spesa per investimenti in calo. Il completamento delle opere pubbliche avviate nell’ambito del Giubileo e del Pnrr dovrebbe comunque continuare a fornire una spinta all’attività economica regionale anche nell’anno in corso.


