IL DOCUMENTO
|Memorandum Usa-Iran, chi vince e chi perde: i 14 punti del trattato
Funzionari statunitensi diffondono il documento. Ecco cosa prevede
Teheran, 17 giugno 2026 – Stati Uniti e Iran hanno messo sul tavolo un memorandum d’intesa in 14 punti che dovrebbe aprire la strada a un accordo definitivo entro 60 giorni. Il testo, reso noto da alti funzionari dell’amministrazione americana durante il G7 tocca i nodi principali della crisi: il cessate il fuoco, lo Stretto di Hormuz, le sanzioni, il programma nucleare iraniano e il futuro degli asset congelati di Teheran.
Il testo dell’intesa
Il memorandum viene presentato come “Islamabad Memorandum of Understanding between the United States of America and the Islamic Republic of Iran”. Secondo quanto riportato da Reuters, è stato letto ai giornalisti da un alto funzionario statunitense. Adnkronos, citando la Bbc, sottolinea che il testo è stato illustrato mentre il presidente americano Donald Trump teneva una conferenza stampa al termine del G7.
La parte più rilevante è la struttura in 14 punti. Eccoli, uno per uno.
- Fine immediata delle operazioni militari
Stati Uniti, Iran e i rispettivi alleati nella guerra in corso dichiarano la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano. Le parti si impegnano anche a non avviare nuove guerre o operazioni militari l’una contro l’altra, a non minacciare l’uso della forza e a garantire l’integrità territoriale e la sovranità libanese. - Rispetto della sovranità reciproca
Washington e Teheran si impegnano a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dell’altra parte. Il memorandum prevede anche l’impegno a non interferire negli affari interni dell’altro Paese. - Accordo finale entro 60 giorni
Gli Stati Uniti e l’Iran si impegnano a negoziare e raggiungere un accordo definitivo entro un massimo di 60 giorni. Il termine potrà essere prorogato solo con il consenso di entrambe le parti. - Fine del blocco navale americano
Subito dopo la firma del memorandum, gli Stati Uniti dovranno iniziare a rimuovere il blocco navale e ogni ostacolo contro l’Iran. La rimozione completa dovrà avvenire entro 30 giorni. Washington si impegna inoltre a ritirare le proprie forze dalle vicinanze dell’Iran entro 30 giorni dalla conclusione dell’accordo finale. - Riapertura dello Stretto di Hormuz
L’Iran dovrà predisporre il passaggio sicuro delle navi commerciali senza alcun pedaggio per 60 giorni. Il traffico marittimo dovrà riprendere subito, tenendo conto dei tempi necessari per rimuovere ostacoli tecnici e militari e per le operazioni di sminamento. Teheran dovrà poi discutere con l’Oman e con gli altri Stati del Golfo la futura amministrazione dello Stretto di Hormuz. - Fondo da almeno 300 miliardi di dollari
Gli Stati Uniti, insieme ai partner regionali, si impegnano a sviluppare un piano da almeno 300 miliardi di dollari per la ricostruzione e lo sviluppo economico dell’Iran. Il meccanismo di attuazione dovrà essere definito nell’accordo finale entro 60 giorni. Washington dovrà concedere licenze, deroghe e autorizzazioni necessarie alle transazioni finanziarie previste. - Fine delle sanzioni contro Teheran
Gli Stati Uniti si impegnano a porre fine a tutti i tipi di sanzioni contro la Repubblica islamica dell’Iran. Il testo cita le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, le risoluzioni del Board of Governors dell’Aiea e le sanzioni unilaterali americane, primarie e secondarie. Il calendario dovrà essere concordato nel quadro dell’accordo finale. - Uranio arricchito sotto supervisione Aiea
L’Iran riafferma che non procurerà né svilupperà armi nucleari. Le parti concordano di risolvere la questione delle scorte di materiale arricchito attraverso un meccanismo da definire. La metodologia minima prevista è il downblending, cioè la diluizione del materiale arricchito, da realizzare sul posto sotto la supervisione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. - Status quo fino all’accordo finale
In attesa dell’intesa definitiva, Stati Uniti e Iran si impegnano a mantenere lo stato attuale. Teheran manterrà invariato il proprio programma nucleare. Washington, da parte sua, non imporrà nuove sanzioni e non dispiegherà ulteriori forze nella regione. - Deroghe per l’export petrolifero iraniano
Gli Stati Uniti si impegnano a concedere, subito dopo la firma del memorandum e fino alla fine delle sanzioni, deroghe per l’esportazione di petrolio greggio iraniano, prodotti petroliferi e derivati. Le deroghe dovranno coprire anche i servizi collegati: transazioni bancarie, assicurazioni, trasporti e attività connesse. - Sblocco dei fondi congelati
Washington si impegna a rendere pienamente disponibili i fondi e gli asset congelati o soggetti a restrizioni della Repubblica islamica dell’Iran. Dopo l’attuazione del memorandum, le due parti dovranno concordare le procedure per il rilascio di queste risorse durante il negoziato. I fondi dovranno poter essere usati per pagamenti verso beneficiari indicati dalla Banca centrale iraniana. - Meccanismo di controllo sull’attuazione
Stati Uniti e Iran concordano la creazione di un meccanismo esecutivo per monitorare l’applicazione del memorandum e il futuro rispetto dell’accordo finale. È il passaggio che dovrebbe trasformare gli impegni politici in verifiche operative. - Negoziati vincolati all’avvio delle prime misure
Dopo la firma del memorandum, e solo se inizierà l’attuazione dei punti su cessate il fuoco, blocco navale, Hormuz, petrolio e fondi congelati, Stati Uniti e Iran avvieranno i negoziati sull’accordo finale. Il testo lega quindi la fase diplomatica successiva all’applicazione concreta delle misure immediate. - Approvazione del Consiglio di sicurezza Onu
L’accordo finale dovrà essere approvato da una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Questo passaggio servirebbe a dare all’intesa un riconoscimento internazionale e un quadro giuridico più solido.
La firma e il nodo politico
La firma prevista per venerdì 19 giugno in Svizzera. Secondo numerose fonti internazionali, Teheran sta valutando che siano direttamente Donald Trump e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a firmare il memorandum. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei. In precedenza era stata indicata un’altra ipotesi: la firma da parte del vicepresidente americano JD Vance e del presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore per Teheran.
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