Giochi del Mediterraneo 2026, svelate le medaglie: design e linee ispirate al movimento e ai valori dello sport
Presentati i metalli a 50 giorni dalla cerimonia d’apertura. Abodi: “L’Italia è in grado di ospitare il mondo e di garantire un progresso determinato dall’evento sportivo, ma che poi diventa cultura, opportunità per i giovani e sviluppo del territorio”
E’ tutto pronto a Taranto per i Giochi del Mediterraneo 2026. La competizione si svolgerà dal 21 agosto al 3 settembre e a 50 giorni dalla cerimonia di apertura sono state presentate le medaglie, che andranno al collo degli atleti partecipanti. Queste sono state realizzate dalla Zecca dello Stato e rappresentano il simbolo del traguardo sportivo. Mostrano un design che descrive i valori dello sport: dialogo, incontro e condivisione dei popoli del Mediterraneo.
I metalli, di color oro, argento e bronzo, sono stati progettato per esprimere un legame profondo tra la città di Taranto, che ospita l’evento internazionale, il mare che lo bagna e le diverse culture, che da millenni si incontrano e passano per le sue coste. Una facciata delle medaglie presenta il logo dei Giochi (due X del numero 20 romano, che sono state trasformate in forme antropomorfe ispirate alle linee del Monumento al Marinaio, simbolo di Taranto). Richiamo verso tutti i popoli. La composizione grafica richiama le discipline di terra e d’acqua, mediante texture e rilievi, che evocano movimento e dinamismo. Hanno un diametro di 80 millimetri, con finiture dorate, rodiate e ramate (per il primo, il secondo e il terzo posto).
Gli interventi – Fonte agc/coni.it (da coni.it)
Presente alla cerimonia di presentazione nella sede del Dipartimento Jonico dell’Università il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio: “Il cantiere dello sport non si chiude: dopo Milano Cortina 2026 ci sono i Giochi del Mediterraneo. Queste manifestazioni ci portano al centro del mondo e dimostrano che l’Italia è il secondo Paese nell’organizzazione di grandi eventi, segno della nostra capacità. Il nostro obiettivo è aumentare la partecipazione dei giovani allo sport. Grazie alle strutture realizzate e al lavoro di tutte le persone coinvolte arriveremo pronti alla manifestazione. L’importante è arrivare sulla linea di partenza. Saranno i quarti Giochi del Mediterraneo ospitati dall’Italia: oggi ho capito davvero cosa vuol dire Taranto”.
“I Giochi del Mediterraneo si vincono insieme – ha aggiunto il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi –. Questi 50 giorni non saranno diversi dai 49 precedenti perché il lavoro è iniziato da tempo. Oltre alle risorse finanziarie servono passione, competenza e dedizione. Lo spirito di questi Giochi è vincere insieme. Stiamo pensando ai Giochi, ma stiamo pensando anche al 4 settembre, a ciò che resterà, all’eredità e ai beni durevoli che abbiamo messo a disposizione delle comunità pugliesi. L’Italia è in grado di ospitare il mondo e di garantire un progresso determinato dall’evento sportivo, ma che poi diventa cultura, opportunità per i giovani e sviluppo del territorio”.
Poi Tommaso Foti, Ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR: “Abbiamo il 21 agosto l’inaugurazione dei Giochi e c’è già una bellissima notizia: lo Stadio Erasmo Iacovone sarò sold out. Mi dispiace per coloro che non potranno vedere di persona allo stadio la cerimonia di apertura, in compenso ci sarà la Rai. Sarà un evento che darà un grande lustro alla città di Taranto, che se lo meritava tutto. Siamo in una realtà che effettivamente deve essere rappresentata per quello che è, con la sua storia, con le sue tradizioni, con i suoi costumi”. E il Presidente del Comitato Organizzatore di Taranto 2026 Massimo Ferrarese: “Stiamo per terminare le grandi opere. Il Governo ci ha dato la possibilità di lavorare in serenità e per questo ringrazio il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i ministri Tommaso Foti e Andrea Abodi, che ci sono sempre stati vicini. Dal decreto dell’agosto 2024 siamo partiti e in 22 mesi siamo giunti alla fine. Siamo soddisfatti delle piscine, dello Stadio Iacovone e di tutte le altre opere, senza dimenticare nessuno”. “La medaglia è il simbolo di una manifestazione di questo tipo. Sono stati importanti la grandezza e il peso, perché ogni atleta deve ricordare tutto il sacrificio compiuto mentre la indossa” ha concluso Carlo Molfetta, Direttore Generale di Taranto 2026.
Foto coni.it (da coni.it)
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