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Fiumicino e Ostia entrano nel piano periferie: cosa prevede il progetto della Regione Lazio

Il Piano prevede l’avvio di una sperimentazione in dieci contesti territoriali del Lazio, individuati dopo una mappatura scientifica

Fiumicino/Ostia, 4 luglio 2026 – Fiumicino e Lido di Ostia entrano nel nuovo Piano regionale degli interventi sperimentali di inclusione sociale nelle periferie laziali 2026-2028, approvato dalla Giunta regionale del Lazio.

L’iniziativa, presentata in conferenza stampa dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e dall’assessore all’Inclusione sociale e Servizi alla persona, Massimiliano Maselli, punta a costruire un nuovo modello di intervento nelle periferie e nei territori più complessi del Lazio.

Fiumicino e Ostia nel Piano periferie della Regione Lazio

Il Piano prevede l’avvio di una sperimentazione in dieci contesti territoriali del Lazio, individuati dopo una mappatura scientifica realizzata dall’Università della Tuscia.

Tra questi ci sono anche Fiumicino e Lido di Ostia, due territori strategici del litorale romano, insieme a Corviale, Tor Bella Monaca, Laurentino 38, Guidonia, Latina, Frosinone, Rieti e Viterbo.

L’obiettivo è sviluppare interventi innovativi di inclusione sociale, costruiti insieme alle comunità locali e con il supporto delle nuove tecnologie.

Otto milioni per interventi sperimentali nelle periferie

Il Piano partirà con una dotazione finanziaria complessiva di circa 8 milioni di euro. Le risorse saranno destinate a interventi capaci di collegare welfare di comunità, rigenerazione territoriale, accesso ai servizi, partecipazione dei cittadini e innovazione sociale.

Per territori come Ostia e Fiumicino, il progetto rappresenta una possibilità di rafforzare i servizi di prossimità e costruire percorsi condivisi con istituzioni, realtà sociali e comunità locali.

Maselli: “Superare interventi frammentati”

“Questo piano periferie, che disporrà inizialmente di una dotazione finanziaria complessiva di circa 8 milioni di euro, nasce dalla volontà della Regione Lazio di superare una logica di interventi frammentati e costruire un modello di azione integrato, capace di collegare welfare di comunità, rigenerazione territoriale, accesso ai servizi, partecipazione delle comunità e innovazione sociale”, spiega l’assessore Massimiliano Maselli.

“L’obiettivo è valorizzare le energie già presenti nei territori e mettere in evidenza il valore delle nostre periferie”, aggiunge.

Case del welfare di comunità

Il metodo scelto dalla Regione Lazio punta sull’ascolto delle comunità e sulla costruzione progressiva di programmi territoriali insieme agli attori locali.

“Il metodo che accompagnerà l’attuazione del Piano si fonda sull’ascolto delle comunità, sulla condivisione progressiva con gli attori locali e sulla costruzione di programmi territoriali sviluppati insieme a Comuni, Municipi, distretti sociosanitari, Asp, Università, Terzo settore e parti sociali per la realizzazione delle Case del welfare di comunità”, prosegue Maselli.

Servizi più vicini alle persone

Il Piano punta a generare valore pubblico attraverso servizi più accessibili e più vicini ai cittadini, con una maggiore integrazione tra territori, istituzioni e realtà sociali.

“Il Piano intende generare valore pubblico attraverso servizi più vicini alle persone, maggiore integrazione territoriale e una capacità concreta di incidere sulla qualità della vita delle comunità”, conclude l’assessore.