IL CASO
Emergenza idrica a I Terzi, Gubetti chiede l’intervento della Regione
La sindaca: “Situazione inaccettabile”. La crisi senza fine nella frazione
Cerveteri, 7 luglio 2026 – La carenza idrica nella frazione de I Terzi, a Cerveteri, torna al centro del confronto istituzionale. La sindaca Elena Gubetti ha inviato una nota al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, chiedendo un intervento urgente per risolvere una situazione che, secondo l’amministrazione comunale, è ormai diventata insostenibile per diverse famiglie del territorio.
“La carenza idrica persistente nella Frazione de I Terzi non è più tollerabile. Nonostante qualche bassa speculazione politica, che volutamente omette di dire che la rete idrica non è di proprietà del Comune ma di Arsial, negli ultimi mesi ho sollecitato infinite volte l’ente titolare dell’acquedotto affinché risolvesse con estrema celerità una situazione di disagio inaccettabile che costringe diverse famiglie a vivere senza un bene primario come l’acqua”, ha dichiarato Gubetti.
La sindaca ha spiegato di aver chiesto direttamente al governatore Rocca di intervenire “affinché con estrema urgenza si possa garantire alle famiglie della nostra Frazione di poter fruire di un bene vitale quale è l’acqua”.
La sindaca: “Situazione inaccettabile”
Gubetti ha ricordato il lavoro svolto dal Comune negli ultimi mesi insieme all’Ufficio Ambiente e ai legali dell’Ente per sollecitare Arsial, definita dalla sindaca “l’Agenzia Regionale titolare della rete”, ad assumere iniziative risolutive.
“È trascorso troppo, davvero troppo tempo in cui le famiglie de I Terzi, alcune di esse con persone anziane e con patologie croniche, si trovano senz’acqua”, ha aggiunto la sindaca.
L’amministrazione comunale guarda anche al percorso aperto dalla Legge Regionale n. 10 del 28 maggio 2026. “Avevamo accolto con grande speranza l’approvazione della legge e, come sempre detto, siamo pronti come Amministrazione a farci carico delle reti per ufficializzare dunque poi il passaggio ad Acea, uniformando il sistema idrico della nostra città sotto un unico gestore. Lo abbiamo fatto in passato a Campo di Mare, siamo pronti a farlo a I Terzi”, ha spiegato Gubetti.
La sindaca ha quindi rivolto un appello diretto al presidente della Regione Lazio: “Confido che il Presidente Francesco Rocca voglia farsi carico ed intervenire personalmente sulla questione. L’acqua non ha colore politico: già in diverse occasioni ha garantito grande presenza e disponibilità ad ascoltare noi Sindaci e sono certa, lo farà anche questa volta”.
Autobotti e verifiche tecniche
Secondo quanto riferito da Arsial, dalle verifiche tecniche effettuate non risulterebbero perdite della rete o guasti strutturali. Le difficoltà, secondo l’Agenzia, sarebbero connesse a “utilizzi impropri” e a fabbisogni superiori alla portata del sistema.
Arsial afferma inoltre di essersi comunque attivata attraverso Acea Ato 2, anche con l’invio di autobotti. Una misura definita però emergenziale, e non una soluzione strutturale.
“Comprendiamo le preoccupazioni dei cittadini”, ha dichiarato il presidente di Arsial, Massimiliano Raffa. “Ma Arsial non può essere indicata come responsabile di un servizio che deve essere ricondotto al Servizio Idrico Integrato. Abbiamo dato supporto concreto alle utenze, ma le autobotti sono una misura emergenziale. La soluzione è il trasferimento della rete, che richiede atti formali. Noi siamo pronti da tempo a chiudere questo percorso”.
Nodo competenze e passaggio della rete
Il punto centrale resta dunque il passaggio della rete al sistema ordinario del servizio idrico. Da una parte il Comune di Cerveteri chiede un intervento urgente della Regione per sbloccare una situazione che pesa da tempo sui residenti. Dall’altra Arsial ribadisce che la gestione deve essere ricondotta al Servizio Idrico Integrato e che il percorso passa da atti formali tra gli enti competenti.
Nel frattempo, le famiglie della frazione de I Terzi continuano a chiedere una soluzione stabile. Per la sindaca Gubetti, l’obiettivo è arrivare al trasferimento della rete ad Acea e uniformare la gestione idrica del territorio comunale. Per Arsial, invece, il nodo non può essere risolto attribuendo all’Agenzia responsabilità che, sostiene l’ente, non rientrano più nel suo ruolo operativo.


