IL SUMMIT
|Vertice Nato ad Ankara, Rutte avverte gli alleati: “Così non è più sostenibile”
Spesa militare, sostegno all’Ucraina, il nodo Turchia e le pressioni di Trump: si apre il cruciale summit
Ankara, 7 luglio 2026 – Ankara diventa il centro della politica internazionale. Nella capitale turca si apre il vertice della Nato, un appuntamento decisivo per misurare la tenuta dell’Alleanza Atlantica in una fase segnata dalla guerra in Ucraina, dalle nuove pressioni degli Stati Uniti sugli alleati europei e dal ritorno della Turchia al centro degli equilibri strategici.
Il summit, ospitato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, si svolge nel Complesso Presidenziale di Beştepe e riunisce i leader dei Paesi membri dell’Alleanza. A presiedere i lavori è il segretario generale della Nato, Mark Rutte, che ha chiesto agli alleati un cambio di passo sulla difesa.
Rutte chiede una “rivoluzione” nella difesa
Il messaggio di Rutte è netto: la Nato, così com’è stata finora, non è più sostenibile. Il segretario generale ha chiesto una vera rivoluzione dell’industria della difesa, spiegando che l’Alleanza deve aumentare capacità produttiva, investimenti e rapidità di risposta davanti alle minacce poste da Russia, Cina, Corea del Nord e Iran.
Al centro del vertice ci sono soprattutto la spesa militare e la necessità di rafforzare la produzione di armamenti, munizioni, droni, sistemi di sorveglianza e difese antiaeree. Un dossier che riguarda direttamente l’Europa, chiamata dagli Stati Uniti a fare di più per la propria sicurezza.
Spesa militare, la pressione di Trump sugli alleati
Il presidente americano Donald Trump arriva ad Ankara con una linea chiara: gli alleati devono aumentare la spesa per la difesa e assumersi una quota maggiore del peso della sicurezza europea. La richiesta americana non è nuova, ma oggi pesa di più perché arriva in una fase in cui Washington sta rivedendo il proprio ruolo militare nel continente.
Secondo l’Associated Press, il vertice si svolge mentre gli Stati Uniti stanno riducendo il loro tradizionale ruolo nella difesa dell’Europa e chiedono agli alleati maggiore lealtà e maggiori investimenti. La spesa militare dei Paesi europei e del Canada è cresciuta sensibilmente nel 2025, ma per Washington non basta.
Ucraina, sostegno militare al centro del summit
L’altro grande dossier è l’Ucraina. La Nato punta a confermare il sostegno militare a Kiev in una fase ancora segnata dagli attacchi russi e dalla difficoltà di garantire continuità agli aiuti.
Nella dichiarazione finale del vertice dovrebbe trovare spazio un nuovo impegno a favore dell’Ucraina, con un sostegno complessivo indicato intorno ai 70 miliardi per il 2026 e il 2027. Una cifra che comprende anche il prestito europeo da 30 miliardi e che imporrebbe ai sostenitori di Kiev di garantire circa 40 miliardi annui di aiuti bilaterali.
Per l’Alleanza, sostenere l’Ucraina significa anche difendere la sicurezza europea. Ma il tema resta politicamente delicato, soprattutto per il ruolo di Trump e per le divisioni tra alleati sul livello degli impegni futuri.
Droni, missili e industria: la Nato accelera
Il vertice di Ankara è anche il summit dei nuovi armamenti. La Nato ha presentato grandi accordi industriali per rafforzare le capacità militari dell’Alleanza, con particolare attenzione ai droni, alla sorveglianza aerea, ai sistemi missilistici e alle difese contro gli attacchi senza pilota.
Tra le iniziative annunciate c’è un piano da oltre 40 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per rafforzare le capacità antidroni degli alleati. L’obiettivo è preparare la Nato a conflitti sempre più dominati da tecnologie rapide, economiche e difficili da intercettare, come dimostrato proprio dalla guerra in Ucraina.
Il nodo Turchia e il dossier F-35
La scelta di Ankara come sede del vertice non è casuale. La Turchia torna a essere uno snodo fondamentale della Nato: ha il secondo esercito dell’Alleanza per dimensioni, controlla un’area strategica tra Mar Nero, Medio Oriente e Mediterraneo orientale, e mantiene un rapporto complesso sia con l’Occidente sia con la Russia.
Sul tavolo c’è anche il possibile ritorno della Turchia nel programma dei caccia F-35, da cui Ankara era stata esclusa dopo l’acquisto del sistema missilistico russo S-400. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa americana, Trump potrebbe aprire alla reintegrazione della Turchia nel programma, una mossa destinata a pesare sugli equilibri regionali e sui rapporti con Israele e Grecia.
Foto: Adnkronos



