L'EMERGENZA
Crisi idrica a I Terzi, Arsial respinge le accuse: “Ecco come stanno le cose”
L’Agenzia replica dopo le accuse da parte del Comune di Cerveteri
ARSIAL interviene sulla situazione idrica nella frazione I Terzi, a Cerveteri, e respinge le attribuzioni di responsabilità arrivate dopo le dichiarazioni della sindaca Elena Gubetti. L’Agenzia chiarisce il quadro delle competenze e ribadisce di non essere il gestore del Servizio Idrico Integrato.
In una nota, ARSIAL afferma di comprendere i disagi dei cittadini e conferma la piena collaborazione con Regione Lazio, Comune di Cerveteri, Segreteria Tecnico Operativa dell’ATO 2 e Acea Ato 2. Allo stesso tempo, però, l’Agenzia respinge “ogni attribuzione di responsabilità” che non rientri nel proprio ruolo istituzionale.
Il nodo riguarda gli acquedotti rurali ancora riconducibili al patrimonio ARSIAL, infrastrutture nate in un contesto storico ormai superato, quando alcune aree non erano raggiunte dalla rete ordinaria. Oggi, spiega l’Agenzia, quei territori sono urbanizzati e presentano fabbisogni non compatibili con reti progettate per finalità diverse.
ARSIAL sottolinea di aver garantito negli anni un presidio straordinario, sostenendo oneri finanziari, tecnici e organizzativi rilevanti. Un impegno che, secondo l’Agenzia, non può però essere trasformato in una responsabilità gestionale, che appartiene agli enti competenti e al gestore d’ambito.
Dalle verifiche tecniche effettuate, prosegue la nota, non risulterebbero perdite della rete o guasti strutturali. Le difficoltà sarebbero invece collegate a utilizzi impropri e a fabbisogni superiori alla portata del sistema. ARSIAL si è comunque attivata tramite Acea Ato 2, anche con l’invio di autobotti, definite però una misura emergenziale e non una soluzione strutturale.
Per l’Agenzia, il percorso da seguire è il trasferimento della rete al Comune territorialmente competente e il successivo affidamento al gestore del Servizio Idrico Integrato. Si tratta, secondo ARSIAL, dell’unica strada in grado di garantire ai cittadini un servizio stabile e coerente con gli standard del sistema idrico pubblico.
Nella nota viene inoltre evidenziato che, a fronte di disponibilità verbali più volte manifestate dalla sindaca Gubetti, non risulterebbe agli atti dell’Agenzia alcun provvedimento, nota formale o atto di indirizzo con cui il Comune di Cerveteri abbia espresso l’impegno ad acquisire la rete o ad avviare la presa in carico.
ARSIAL precisa che il trasferimento di infrastrutture pubbliche richiede atti amministrativi espressi, verificabili e coerenti con la normativa vigente. Da qui la replica alle dichiarazioni della sindaca, che l’Agenzia definisce improprie e che “respinge con decisione”, ribadendo che le responsabilità amministrative non si stabiliscono attraverso comunicati o polemiche pubbliche, ma con atti formali e assunzione diretta di responsabilità istituzionale.
L’Agenzia ricorda di aver già messo a disposizione documentazione e supporto tecnico-amministrativo. Fino alla sottoscrizione degli atti, sostiene ARSIAL, la titolarità patrimoniale delle infrastrutture non può essere trasformata in responsabilità gestionale del servizio idrico.
Nel quadro della vicenda viene richiamata anche la Legge regionale n. 10 del 27 maggio 2026, che consente di accelerare il riordino e superare una fase transitoria che si protrae da anni. ARSIAL si dice pronta a fare la propria parte, ma sottolinea che il completamento del percorso richiede atti e responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti.
“Comprendiamo le preoccupazioni dei cittadini”, dichiara il presidente di ARSIAL, Massimiliano Raffa. “Ma ARSIAL non può essere indicata come responsabile di un servizio che deve essere ricondotto al Servizio Idrico Integrato. Abbiamo dato supporto concreto alle utenze, ma le autobotti sono una misura emergenziale. La soluzione è il trasferimento della rete, che richiede atti formali. Noi siamo pronti da tempo a chiudere questo percorso”.
ARSIAL assicura infine che continuerà a collaborare con tutte le istituzioni coinvolte, con spirito costruttivo e senso di responsabilità, ribadendo che il tema dell’acqua richiede chiarezza amministrativa, competenze definite e soluzioni concrete.


