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Garbatella fa scudo a Pina: la centenaria sotto sfratto diventa simbolo dell’emergenza casa

Presidio in via Badoero contro l’esecuzione dello sfratto dell’anziana residente: comitati e forze politiche chiedono l’intervento del Campidoglio

Roma, 9 luglio 2026 – Il caso della signora Pina, anziana residente della Garbatella sotto sfratto, diventa il simbolo di una tensione abitativa sempre più forte nella Capitale. La vicenda riguarda un’anziana che vive da decenni nello storico quartiere romano e che rischia di lasciare la propria casa dopo aver accumulato una morosità. Ma intorno al suo caso si è aperto un fronte più ampio: quello degli immobili lasciati vuoti, della gestione dei grandi patrimoni residenziali e della trasformazione sociale di interi pezzi di città.

Sfratto a Garbatella, il caso della signora Pina

La signora Pina abita in via Badoero da molti anni. Per i residenti e le realtà che la sostengono, il punto non è soltanto la procedura di sfratto, ma la condizione di fragilità di una persona anziana che rischia di essere sradicata dal proprio ambiente quotidiano: la casa, i vicini, i negozi, le relazioni costruite nel tempo.

“Per lei la casa non è solo un tetto, ma una rete di relazioni”, hanno spiegato le realtà territoriali che seguono la vicenda.

Barbera: “Gualtieri firmi la requisizione dell’appartamento”

Sulla vicenda è intervenuto anche Giovanni Barbera, segretario della federazione romana e membro della direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, che ha chiamato direttamente in causa il sindaco Roberto Gualtieri.

“A poche ore dalla scadenza del countdown per lo sfratto della signora Pina, Gualtieri ha il dovere di uscire dall’assordante silenzio del Campidoglio”, ha dichiarato Barbera.

Il rappresentante di Rifondazione Comunista chiede al primo cittadino di esercitare i poteri contingibili e urgenti per tutelare la salute e l’incolumità dell’anziana, firmando “il decreto di requisizione temporanea in uso dello specifico appartamento in cui risiede”.

Per Barbera, lo sfratto della signora Pina è “un atto disumano” e rappresenta una vicenda che “mette a nudo una gestione del patrimonio immobiliare che produce una gravissima desertificazione sociale”.

Via Badoero, gli appartamenti vuoti e il nodo abitativo

Il caso di via Badoero non nasce oggi. Secondo le denunce dei comitati e le ricostruzioni pubblicate nelle scorse settimane, nel complesso della Garbatella ci sarebbero circa 170 appartamenti, ma soltanto una parte sarebbe ancora abitata. Oltre cento alloggi risulterebbero vuoti o inutilizzati.

È proprio questo dato ad alimentare la protesta: in una città alle prese con una grave emergenza abitativa, i residenti chiedono perché tanti appartamenti restino chiusi mentre famiglie, anziani e persone fragili rischiano di perdere la casa.

Nel dibattito è entrato anche il possibile futuro degli immobili. Da tempo, comitati e residenti temono che l’area possa essere destinata a nuove operazioni immobiliari, con il rischio di cancellare progressivamente la funzione popolare e residenziale del quartiere.

La protesta contro la “valorizzazione” immobiliare

Per i comitati, il caso della signora Pina racconta una dinamica più ampia: quella della trasformazione di interi stabili in asset finanziari, in quartieri dove il costo degli affitti rende sempre più difficile restare. La Garbatella, quartiere dalla forte identità popolare, teme di perdere pezzi della propria storia. Le palazzine di via Badoero sono diventate così uno dei simboli della tensione tra diritto all’abitare, rendita immobiliare e politiche urbane. Barbera, nella sua nota, ha chiesto al Comune di intervenire su due fronti: bloccare lo sfratto dell’anziana e affrontare il tema degli alloggi vuoti nello stesso stabile, “per dare risposte alla crisi abitativa”.

Il presidio solidale in via Badoero

Il presidio davanti al civico 51 è stato convocato a partire dalle 8 del mattino. L’obiettivo dei comitati è impedire che la signora Pina venga allontanata dalla casa in cui vive da decenni e riportare l’attenzione pubblica sulla questione abitativa a Roma. “Cent’anni di storia non si cancellano”, hanno ribadito i residenti.