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Chi deve aprire e chiudere il parco di Aranova? È scontro tra opposizione e Severini

Severini e De Pascali aprono e chiudono il parco: “Prima di tutto siamo cittadini”. L’opposizione: “Fallimento amministrativo”

Fiumicino, 14 luglio 2026 – Chi deve aprire e chiudere un parco pubblico? È attorno a questa domanda, concreta e apparentemente semplice, che si accende il nuovo scontro politico a Fiumicino.

Al centro della polemica c’è il parco pubblico di Aranova, la cui apertura mattutina e chiusura alle 20 vengono materialmente effettuate dal presidente del Consiglio comunale Roberto Severini e dalla consigliera De Pascali.

Per l’opposizione si tratta del “simbolo del fallimento amministrativo”. Severini respinge invece le accuse e rivendica la scelta come un gesto di disponibilità e senso civico nei confronti del territorio.

L’opposizione: “I consiglieri non devono gestire i servizi”

La minoranza contesta innanzitutto il metodo. L’apertura e la chiusura dei parchi pubblici, sostiene l’opposizione, non possono essere lasciate alla disponibilità personale di singoli consiglieri comunali.

“Questa non è partecipazione, è l’ammissione di non saper governare i processi amministrativi della città”, si legge nella nota. Secondo l’opposizione, un’Amministrazione efficiente dovrebbe programmare e gestire i servizi attraverso atti formali e personale incaricato.

Il punto sollevato riguarda anche la distinzione tra politica e amministrazione. I consiglieri comunali, evidenzia la minoranza, esercitano funzioni di indirizzo e controllo, ma non dovrebbero occuparsi direttamente della gestione dei servizi.

Da qui la richiesta di conoscere sulla base di quale norma, provvedimento o regolamento sia stato assegnato il compito. L’opposizione sostiene che, al momento, non risulterebbe alcun atto pubblico capace di disciplinare questa autorizzazione.

La richiesta degli atti al Comune

La minoranza annuncia quindi la presentazione di una richiesta formale all’Amministrazione per ottenere tutti i documenti relativi alla gestione del parco.

“Se esiste una procedura legittima, deve essere trasparente, codificata e accessibile. Se invece non esiste alcun presupposto normativo, ci troviamo davanti all’ennesima forzatura”, attacca l’opposizione.

Secondo la nota, affidare le chiavi a singoli rappresentanti politici potrebbe inoltre generare problemi di sicurezza e disparità tra i diversi quartieri.

Severini: “La chiusura è stata regolarmente autorizzata”

A rispondere è Roberto Severini, presidente del Consiglio comunale di Fiumicino. Secondo Severini, l’opposizione starebbe “mistificando e distorcendo la realtà”.

La decisione di chiudere il parco alle 20, spiega, sarebbe nata dalle richieste dei residenti di Aranova, preoccupati per schiamazzi notturni, bivacchi, vandalismi e danneggiamenti.

Il provvedimento sull’orario di chiusura, precisa Severini, sarebbe stato predisposto e autorizzato dal dirigente comunale competente. I cartelli informativi sarebbero stati invece installati dalla Polizia locale.

“Siamo noi ad aprire e chiudere il parco”

Severini conferma però il punto dal quale è nata la polemica: sono lui e la consigliera De Pascali ad aprire il parco al mattino e a chiuderlo alle 20.

“E c’è di più: spesso, di sera, usciamo per controllare che nessuno abbia scavalcato la recinzione”, afferma il presidente del Consiglio comunale.

Alla definizione di “privilegio” utilizzata dall’opposizione, Severini risponde provocatoriamente dicendosi disponibile a condividere il compito o persino a lasciarlo interamente a qualche rappresentante della minoranza.

“Qui non siamo in Parlamento. Siamo in un Comune dove tutti devono fare la propria parte per senso civico e per far funzionare le cose, anche a costo di aprire e chiudere i parchi se c’è la necessità”, aggiunge.

Severini ricorda infine di mettersi a disposizione del territorio da vent’anni, prima come presidente di un’associazione civica, poi come consigliere di opposizione e oggi come presidente del Consiglio comunale.

Il nodo tra autorizzazione e gestione materiale

La replica chiarisce l’iter seguito per stabilire la chiusura del parco alle 20. Non indica però un eventuale atto specifico con il quale il compito materiale di custodire le chiavi, aprire e chiudere la struttura sarebbe stato assegnato ai due rappresentanti istituzionali.

Ed è proprio su questo punto che proseguirà lo scontro. Da una parte l’opposizione chiede procedure scritte, responsabilità definite e documenti pubblici. Dall’altra Severini rivendica la disponibilità personale come risposta concreta a un’esigenza dei residenti.

Una polemica nata davanti al cancello di un parco, ma destinata ora a spostarsi negli uffici comunali, dove la minoranza cercherà gli atti che regolano la gestione di quelle chiavi.