GLI ATENEI
Luiss prima tra le grandi università non statali: la classifica Censis 2026/2027
L’ateneo romano conquista il primo posto per il terzo anno consecutivo con una media di 95,8 punti
Roma, 15 luglio 2026 – Non è più soltanto un primato, ma una conferma. Per il terzo anno consecutivo, la Luiss Guido Carli conquista il primo posto nella classifica Censis dedicata alle università non statali con oltre 10.000 iscritti.
L’ateneo romano ottiene un punteggio medio di 95,8, precedendo l’Università Bocconi di Milano, seconda con 92,6 punti, e l’Università Cattolica, terza con 79. La graduatoria è contenuta nella ventiseiesima edizione della Classifica Censis delle Università italiane, pubblicata il 14 luglio e riferita all’anno accademico 2026/2027.
Luiss prima nella classifica Censis 2026/2027
A spingere la Luiss sul gradino più alto del podio è soprattutto il punteggio massimo ottenuto nella categoria borse di studio e contributi, dove l’università raggiunge quota 110.
Particolarmente alta anche la valutazione assegnata alla comunicazione e ai servizi digitali, pari a 108 punti, in crescita rispetto ai 99 registrati nella precedente edizione. Seguono l’internazionalizzazione, con 104 punti, le strutture con 85 e i servizi con 72.
La media complessiva si ferma così a 95,8 punti, oltre tre in più rispetto alla Bocconi. L’università milanese resta davanti alla Luiss nei servizi, con 76 punti contro 72, e nell’internazionalizzazione, dove raggiunge il massimo di 110. Il divario viene però scavato soprattutto dalle strutture: 85 punti per la Luiss contro i 66 della Bocconi.
Più distante l’Università Cattolica, che chiude la graduatoria dei grandi atenei non statali con una media di 79 punti.
La graduatoria delle grandi università non statali
La classifica Censis 2026/2027 vede quindi:
- Luiss Guido Carli di Roma: 95,8 punti
- Università Bocconi di Milano: 92,6 punti
- Università Cattolica di Milano: 79 punti
Il Censis suddivide gli atenei non statali in tre categorie sulla base del numero medio di iscritti nel triennio compreso tra gli anni accademici 2022/2023 e 2024/2025: piccoli fino a 5.000 studenti, medi tra 5.000 e 10.000 e grandi oltre quota 10.000.
Tra gli atenei non statali di medie dimensioni, il primo posto va alla Lumsa di Roma, con 89,2 punti, davanti allo Iulm di Milano. Tra i piccoli atenei primeggia invece la Libera Università di Bolzano, che ottiene la stessa media complessiva della Luiss, pari a 95,8 punti.
Fossa: “Un risultato che premia la centralità dello studente”
A commentare il risultato è stato il presidente della Luiss, Giorgio Fossa, che ha sottolineato il valore degli investimenti compiuti dall’università.
“Questo risultato, che ci vede saldamente sul gradino più alto del podio per il terzo anno consecutivo, premia una strategia che mette al centro lo studente”, ha dichiarato.
“La qualità della nostra didattica esige contesti strutturali all’avanguardia e servizi digitali avanzati, aree su cui continueremo a investire per consolidare i successi raggiunti. Un posizionamento che si riflette anche fuori dai confini italiani e che certifica la nostra crescente attrattività a livello internazionale”.
Fossa ha inoltre evidenziato il punteggio ottenuto sul fronte delle borse di studio, definendolo una conferma dell’impegno dell’ateneo nel “sostenere il merito e valorizzare i giovani talenti”.
Come viene elaborata la classifica Censis
La classifica Censis analizza le università italiane statali e non statali attraverso 70 graduatorie e una base composta da oltre 960 variabili. Tra gli indicatori presi in considerazione figurano servizi, strutture, borse di studio, comunicazione digitale, internazionalizzazione e occupabilità.
Nel quadro nazionale, l’Università di Padova resta prima tra i mega atenei statali, davanti a Bologna e alla Sapienza di Roma. L’Università della Calabria guida la graduatoria dei grandi atenei statali, Sassari quella degli atenei medi e Camerino quella delle università più piccole. Tra i politecnici si conferma invece al vertice il Politecnico di Milano.
L’edizione 2026/2027 fotografa anche un sistema universitario in crescita. Nell’anno accademico 2025/2026 gli immatricolati negli atenei tradizionali hanno raggiunto quota 321.394, lo 0,9% in più rispetto all’anno precedente. Nell’arco di dieci anni l’aumento è stato del 19,8%.
In questo scenario, il terzo primo posto consecutivo della Luiss non rappresenta più un risultato episodico. È il segnale di una posizione ormai consolidata nel panorama delle grandi università non statali italiane.


