L'EVENTO
|Ostia Antica, “Alcesti” debutta al Parco Archeologico: date, orari e biglietti

Filippo Dini porta sul palcoscenico una tragedia antica che interroga il presente, tra amore, sacrificio e rinascita
Ostia, 17 luglio 2026 – Una donna sceglie di morire al posto del marito. Poi ritorna dal regno dei morti, ma non è più la stessa. Il mito di Alcesti attraversa i secoli e arriva sul palcoscenico millenario del Teatro Romano di Ostia Antica, nella rilettura diretta da Filippo Dini.
Lo spettacolo, in programma venerdì 17 e sabato 18 luglio 2026 alle ore 21:00, chiude la seconda edizione del Teatro Ostia Antica Festival – Il senso del passato. Due serate nelle quali la tragedia di Euripide tornerà a confrontarsi con le domande più profonde dell’esistenza: quanto può spingersi oltre l’amore? E cosa rimane di una persona dopo aver attraversato la morte?
Alcesti al Teatro Romano di Ostia Antica
Rappresentata ad Atene nel 438 avanti Cristo, “Alcesti” è la più antica tra le tragedie di Euripide giunte fino a noi. Al centro della storia ci sono Admeto, re di Tessaglia, e sua moglie Alcesti.
Grazie all’intervento del dio Apollo, Admeto ottiene la possibilità di sottrarsi alla morte. La salvezza, però, ha un prezzo: un’altra persona dovrà sacrificarsi al suo posto. Nessuno dei familiari accetta di farlo. Soltanto Alcesti decide di offrire la propria vita per salvare quella del marito.
Quando ogni speranza sembra ormai svanita, sulla scena irrompe Eracle. L’eroe, dopo aver scoperto quanto accaduto, affronta Thanatos e riesce a strappare Alcesti al regno degli inferi, riconducendola nel mondo dei vivi.
Una tragedia dal lieto fine che di lieto ha ben poco
“Alcesti” è un’opera difficile da racchiudere in un solo genere. È stata spesso definita una tragicommedia per il suo finale apparentemente positivo e per la presenza di un Eracle goffo, amante del vino e delle gozzoviglie.
Eppure, dietro il ritorno della protagonista si nasconde una domanda più inquietante. La donna che riemerge dall’oltretomba può essere davvero la stessa che lo aveva lasciato?
Nella lettura di Filippo Dini, Alcesti non è soltanto la moglie devota che sceglie di morire per amore. È una donna che ha conosciuto l’orrore, ha attraversato la disperazione ed è riuscita a tornare indietro. Il suo ricongiungimento con Admeto non cancella quanto accaduto: lo porta nuovamente sulla scena, trasformandola in una figura sacra, misteriosa e irrimediabilmente diversa.
L’ombra del destino sulla tragedia di Euripide
Sull’intera vicenda incombe Ananke, la divinità che nella cultura greca rappresenta la necessità e l’ineluttabilità del destino. Un nodo che nessuno può sciogliere, neppure gli dei, e che tiene insieme la vita, la morte e le scelte dei protagonisti.
La regia collega così il mito antico al percorso delle donne nella storia, ai sacrifici imposti o accettati in nome dell’amore e alla possibilità di riemergere dall’orrore. Alcesti diventa il simbolo di chi ritorna, ma porta con sé le ferite di ciò che ha vissuto.
È proprio in questa zona sospesa tra passato e presente che la tragedia di Euripide ritrova la propria forza: non un reperto da osservare a distanza, ma uno specchio nel quale riconoscere domande ancora aperte.
Il cast di “Alcesti” a Ostia Antica
A interpretare la protagonista è Deniz Ozdogan, affiancata da Aldo Ottobrino nel ruolo di Admeto. Nel cast figurano inoltre Alessio Del Mastro nei panni di Apollo, Luigi Bignone in quelli di Thanatos, Sandra Toffolatti nel ruolo dell’Ancella, Denis Fasolo come Eracle, Filippo Dini come Ferete e Bruno Ricci nel ruolo del Servo.
Carlo Orlando guida il coro, composto da Simonetta Cartia, Gennaro Di Biase, Riccardo Gamba, Lucia Limonta, Margherita Mannino, Carolina Rapillo, Ottavia Sanfilippo, Roberto Serpi, Chiarastella Sorrentino e Dalila Toscanelli.
La traduzione è di Elena Fabbro, mentre le musiche sono firmate da Paolo Fresu. Le scene sono di Gregorio Zurla, i costumi di Alessio Rosati e il disegno luci di Pasquale Mari. La produzione è del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e della Fondazione INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico.
Date, orari e biglietti per Alcesti a Ostia Antica
“Alcesti” sarà in scena al Teatro Romano di Ostia Antica venerdì 17 e sabato 18 luglio, con inizio alle ore 21:00. Lo spettacolo dura un’ora e trenta minuti senza intervallo.
I biglietti hanno un costo compreso tra 15 e 35 euro per la tariffa intera, con riduzioni previste fino a 10 euro. La biglietteria del Teatro Romano, in viale dei Romagnoli 717, apre tre ore prima dell’inizio della rappresentazione. I titoli di ingresso possono essere acquistati anche attraverso il sito ufficiale del Teatro di Roma.
L’accesso al teatro si trova a circa 600 metri dall’ingresso degli scavi archeologici ed è raggiungibile a piedi in circa 10-12 minuti. Una breve strada nel cuore di Ostia Antica, prima di entrare in uno spazio nel quale, per due sere, il confine tra la vita e la morte tornerà a farsi sottilissimo.

