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La custodia delle chiese di Roma diventa occasione di riscatto e reinserimento sociale

Firmata la convenzione tra Tribunale e Prefettura che affianca la tutela dei beni culturali al reinserimento sociale. Progetto pilota nella Basilica di San Vitale al Quirinale. Affidata ai Templari la gestione quotidiana delle forze disponibili per la “messa alla prova”

Roma – E’ una novità epocale: Stato e Chiesa si incontrano, ministeri che dialogano tra loro, la società civile che partecipa, il reinserimento di chi ha sbagliato invece della condanna. E’ il cuore della convenzione per l’attuazione della “messa alla prova” presso la Basilica Imperiale Paleocristiana dei Santi Vitale, Valeria, Gervasio e Protasio al Quirinale.

L’accordo, siglato dal Presidente del Tribunale Ordinario di Roma, Lorenzo Pontecorvo, e dal Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, consolida una collaborazione istituzionale tra il Ministero della Giustizia, il Ministero dell’Interno – tramite il Fondo Edifici di Culto – e l’Autorità Giudiziaria. L’iniziativa punta a promuovere percorsi di responsabilizzazione, reinserimento sociale e giustizia riparativa attraverso i lavori di pubblica utilità sanciti dagli articoli 168-bis del Codice Penale e 464-bis del Codice di Procedura Penale.

L’impianto operativo del progetto poggia sull’intesa diretta tra Ministeri e sulla successiva firma dell’accordo tra il parroco di San Vitale, don Elio Lops, e il magister dell’Associazione Templari Oggi APS, Mauro Giorgio Ferretti (nella foto di copertina). Nel quadro della convenzione, la Basilica di San Vitale agisce come sede operativa e centro di coordinamento delle Chiese Rettorie del Fondo Edifici di Culto collegate sul territorio. Un esperimento pilota, replicabile in futuro a livello nazionale.

Il parroco don Elio Lops

“La Basilica di San Vitale – ha detto il parroco di San Vitale, don Elio Lops – è particolarmente lieta di aver accolto l’indicazione del Ministero della Giustizia. Una scelta che trova il proprio fondamento nella consolidata esperienza maturata dall’Associazione nel servizio prestato a favore della tutela, della fruibilità, dell’accoglienza e del decoro di numerose chiese italiane. Un patrimonio di competenze – ha concluso don Elio – che oggi viene posto al servizio di un progetto capace di coniugare giustizia riparativa, valorizzazione del patrimonio culturale e responsabilità sociale”.

Il ruolo operativo dei Templari

L’intesa – come detto – trova il proprio fondamento nell’indicazione del Ministero della Giustizia di affiancare all’amministrazione ecclesiastica l’Associazione Templari Oggi APS. L’ente è stato individuato quale interlocutore di riferimento per il coordinamento delle convenzioni sul territorio, in forza dell’esperienza già maturata nell’accoglienza dei fedeli, nel decoro e nella custodia dei luoghi di culto.

I soggetti ammessi alla “messa alla prova” saranno impiegati in mansioni dedicate alla manutenzione degli immobili, alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e al supporto nell’accoglienza dei visitatori, seguendo i programmi fissati dall’Autorità Giudiziaria e dall’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna (UEPE).

L’avvio del progetto, sostenuto dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, è giunto a compimento il 18 luglio 2026 a seguito della firma formale della convenzione, dopo la presentazione ufficiale avvenuta il 19 giugno 2026 durante il 1624° anniversario della dedicazione della basilica. L’iniziativa – operativa dal prossimo 1 agosto 2026 – trasforma così la custodia della storia e della fede in un canale concreto di utilità sociale e riscatto umano.