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Poste Italiane-TIM, al via l’Opas da oltre 13 miliardi

Adesioni fino all’11 settembre. Per ogni azione TIM offerti 1,67 euro e 0,218 titoli Poste

Roma, 22 luglio 2026 – La partita per il controllo di TIM è entrata nella fase decisiva. Dalle 8:30 di lunedì 20 luglio è aperto il periodo di adesione all’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria lanciata da Poste Italiane sulle azioni della società di telecomunicazioni che ancora non possiede. Una delle più grandi operazioni industriali degli ultimi anni in Italia ha così lasciato il terreno degli annunci per entrare in quello del mercato.

Poste detiene già il 20,104% di TIM ed è il suo maggiore azionista. L’Opas riguarda fino a 1.706.361.829 azioni, pari al 79,896% del capitale. Gli azionisti avranno tempo fino alle 17:30 dell’11 settembre, salvo proroghe, per decidere se aderire. Il pagamento è previsto il 18 settembre. Il documento d’offerta è stato approvato dalla Consob.

Quanto offre Poste per ogni azione TIM

Per ciascuna azione TIM conferita, Poste riconoscerà 1,67 euro in contanti e 0,218 azioni Poste Italiane di nuova emissione. In termini concreti, chi portasse in adesione 500 azioni TIM riceverebbe 835 euro e 109 nuovi titoli Poste.

Le cifre tengono conto del raggruppamento azionario di TIM, diventato efficace il 15 giugno nel rapporto di una nuova azione ogni dieci vecchie azioni. La sostanza economica dell’offerta annunciata a marzo non è cambiata.

In caso di adesione totale, l’esborso massimo in contanti sarebbe di circa 2,85 miliardi, mentre Poste potrebbe emettere quasi 372 milioni di nuove azioni. Il documento d’offerta quantifica l’operazione in 10,83 miliardi sulla base del prezzo di Poste del 20 marzo. Il successivo rialzo del titolo ha però portato il valore implicito dell’Opas a circa 13,2 miliardi alla vigilia dell’apertura.

La soglia decisiva del 66,67%

Il vero spartiacque è fissato al 66,67% del capitale di TIM. Superare questa quota permetterebbe a Poste di avere la maggioranza assoluta anche nell’assemblea straordinaria e di realizzare pienamente l’integrazione. Se la soglia non fosse raggiunta, Poste si è comunque riservata la possibilità di rinunciare alla condizione e acquistare le azioni conferite.

Il progetto va ben oltre la telefonia. L’obiettivo dichiarato è unire servizi finanziari e assicurativi, logistica, telecomunicazioni, cloud e digitale in un solo gruppo a controllo pubblico. Poste stima sinergie ante imposte per almeno 700 milioni di euro l’anno a regime: circa 500 milioni dai minori costi e oltre 200 milioni dai maggiori ricavi. Le prime dovrebbero maturare entro due anni dal completamento dell’operazione, le seconde entro tre.

La piena realizzazione delle sinergie dipende dal raggiungimento di una partecipazione almeno pari al 66,67%. Se Poste non superasse la soglia ma decidesse comunque di completare l’operazione, i programmi industriali dovrebbero essere calibrati sulla partecipazione effettivamente acquisita e sulla possibilità di esercitare la direzione e il coordinamento di TIM. La società resterebbe inizialmente quotata, fatta salva l’eventuale realizzazione di successive operazioni straordinarie.

Il via libera del consiglio di TIM

Il consiglio di amministrazione di TIM ha approvato all’unanimità il comunicato sull’operazione, giudicando congruo il corrispettivo dal punto di vista finanziario e valutando positivamente il progetto industriale. A supportare il consiglio sono state le valutazioni di Evercore e Goldman Sachs.

Sul fronte del lavoro, Poste afferma di non prevedere modifiche sostanziali ai contratti dei dipendenti TIM né conseguenze negative dirette sull’organico e sui siti operativi esistenti. È una previsione formulata allo stato attuale del progetto, mentre l’integrazione concreta dipenderà dall’esito dell’offerta e dalle successive scelte societarie. E anzi, se il progetto andasse in porto, Poste Italiane parla di circa 150mila dipendenti in totale.

Nei primi due giorni sono state conferite complessivamente 1.625.253 azioni, pari allo 0,095% dei titoli oggetto dell’Opas. Un dato ancora troppo iniziale per anticipare il risultato di una finestra destinata a restare aperta per quaranta sedute di Borsa. Borsa Italiana aggiornerà progressivamente le adesioni.