LA BANCA
|UniCredit firma il miglior semestre di sempre: utile a 6,3 miliardi
Nel secondo trimestre il risultato netto raggiunge i 2,9 miliardi. Crescono ricavi e commissioni, mentre i costi diminuiscono dell’1%. Alzati gli obiettivi fino al 2030, con Commerzbank al centro della nuova fase strategica
Roma, 23 luglio 2026 – UniCredit non era mai arrivata così in alto nei primi sei mesi dell’anno. La banca chiude il primo semestre del 2026 con il miglior risultato della sua storia e un utile netto pari a 6,37 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’incremento raggiunge il 24% considerando il dato rettificato.
Nel solo secondo trimestre l’utile netto si è attestato a 2,9 miliardi, salendo a 3,1 miliardi al netto della posta straordinaria registrata nei proventi da negoziazione e collegata alla partecipazione in Commerzbank.
La redditività sul capitale tangibile, misurata attraverso il RoTE, ha raggiunto il 23,7%. Un risultato che permette all’istituto di alzare ancora l’asticella e di rivedere al rialzo i propri obiettivi per il 2026, il 2028 e il 2030.
Ricavi e commissioni spingono la crescita
Nel secondo trimestre i ricavi hanno raggiunto i 6,5 miliardi di euro, con un aumento del 7% su base annua. La crescita sale all’11% escludendo l’effetto della posta straordinaria relativa a Commerzbank. I ricavi core sono invece aumentati del 6%.
Guardando all’intero semestre, i ricavi risultano in crescita del 5% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno e dell’8% considerando il dato rettificato.
A sostenere i conti sono state soprattutto le commissioni e il risultato netto della gestione assicurativa, aumentati del 14% su base annua e dell’11% nel confronto tra i due semestri. Una progressione trainata dalla crescita registrata in diversi Paesi e categorie di prodotto.
Segnali positivi arrivano anche dal margine di interesse, cresciuto del 2% rispetto al trimestre precedente. A sostenere il dato è stato l’aumento di prestiti e depositi, saliti complessivamente dell’8% su base annua.
I costi diminuiscono dell’1%
La crescita dei ricavi si accompagna a una riduzione dei costi, diminuiti dell’1% sia rispetto allo stesso trimestre del 2025 sia nel confronto semestrale.
Secondo UniCredit, il risultato riflette i benefici prodotti dalla ristrutturazione operativa e dagli investimenti nella tecnologia e nell’intelligenza artificiale, mentre prosegue il rafforzamento della rete, dei canali e delle strutture dedicate ai prodotti.
Il rapporto tra costi e ricavi è così sceso al 34% nel primo semestre.
Resta contenuto anche il costo del rischio, pari a 17 punti base e quindi all’interno dell’intervallo previsto. La copertura delle esposizioni deteriorate è ulteriormente aumentata, mentre la banca conserva 1,69 miliardi di euro di accantonamenti aggiuntivi destinati a rafforzarne la capacità di affrontare eventuali peggioramenti del quadro macroeconomico.
Il rapporto tra ricavi netti e attività ponderate per il rischio si è mantenuto all’8,9%, stabile rispetto allo scorso anno.
Agli azionisti 4,7 miliardi nel semestre
La generazione di capitale ha consentito a UniCredit di accantonare 4,7 miliardi di euro per le distribuzioni agli azionisti nel primo semestre, di cui 2,3 miliardi nel secondo trimestre.
Il coefficiente CET1, uno dei principali indicatori della solidità patrimoniale di una banca, si è attestato al 14,3%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il dato pro forma raggiunge il 15%, livello che UniCredit prevede di mantenere anche alla fine del 2026.
L’acconto sul dividendo in contanti relativo agli utili dell’anno è stato fissato a circa 2,8 miliardi di euro. La cifra dovrebbe rappresentare approssimativamente la metà del dividendo complessivo previsto per il 2026.
UniCredit alza gli obiettivi fino al 2030
Alla luce dei risultati raggiunti, UniCredit ha aumentato la propria ambizione per l’utile netto del 2026 a ben oltre 11 miliardi di euro, oppure a circa 11,5 miliardi escludendo i costi di integrazione.
Per il 2028 l’obiettivo sale a oltre 13 miliardi, mentre per il 2030 la banca punta a superare i 15 miliardi. Entrambe le previsioni non includono ancora il consolidamento integrale di Commerzbank.
Proprio la banca tedesca rappresenta il passaggio centrale della strategia futura. La partecipazione, inizialmente considerata un investimento finanziario redditizio, viene ora indicata da UniCredit come una possibile operazione industriale capace di generare valore attraverso l’applicazione della propria strategia. L’obiettivo è impiegare il capitale con un rendimento complessivo del 15%.


