IL DOCUMENTO
Ostia, spiaggia di Punta Ovest senza bagnini, pulizia e servizi: chiesto un intervento urgente
Il capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio X, Giuseppe Conforzi, sollecita Roma Capitale dopo le segnalazioni sulla mancanza del servizio di salvataggio e delle condizioni minime di sicurezza e decoro
Ostia, 24 luglio 2026 – Un sopralluogo immediato, il ripristino del servizio di salvataggio e un primo riscontro entro 48 ore. Sono le richieste avanzate dal capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio del Municipio Roma X, Giuseppe Conforzi, in merito alle condizioni della spiaggia libera Punta Ovest, sul lungomare Amerigo Vespucci.
Nel sollecito, inviato il 24 luglio a Roma Capitale, alla Prefettura, al Municipio X, alla Capitaneria di Porto e alla Polizia Locale, vengono indicate diverse criticità: assenza del servizio di assistenza e salvataggio, carenza di cartellonistica informativa, mancanza di servizi igienici e insufficiente pulizia dell’arenile.
La vicenda era già arrivata all’attenzione della Prefettura di Roma, che con una nota del 21 luglio aveva trasmesso al Municipio X la segnalazione relativa alle condizioni della spiaggia, chiedendo aggiornamenti soprattutto sulla sicurezza dei bagnanti e sulla mancanza di cartelli informativi.
Il giorno successivo, la Direzione Tecnica del Municipio aveva ricordato che, in seguito alla deliberazione dell’Assemblea Capitolina del 31 ottobre 2023, le competenze sulla gestione, la valorizzazione e l’amministrazione delle spiagge del litorale romano erano state trasferite alle strutture centrali di Roma Capitale. La pratica era stata quindi inoltrata alla Direzione Rigenerazione del Litorale e Grandi Progetti.
Secondo Conforzi, tuttavia, non sarebbero ancora state comunicate misure operative in grado di garantire la sicurezza e una dignitosa fruizione dell’arenile, nonostante la stagione balneare sia pienamente in corso e la spiaggia venga frequentata ogni giorno da famiglie, anziani e bambini.
Punta Ovest è infatti una delle spiagge pubbliche più facilmente raggiungibili e maggiormente utilizzate del litorale, anche grazie alla vicinanza con il capolinea della Metromare e con la Rotonda di Ostia.
“Un pattino sulla spiaggia non equivale a un servizio di salvataggio”
Nel documento viene sottolineato che la semplice presenza di un pattino o di altre attrezzature sull’arenile non può essere considerata sufficiente per garantire il soccorso in mare.
Un servizio di salvataggio effettivamente operativo richiede infatti personale abilitato, una postazione attiva, attrezzature efficienti, dispositivi di primo intervento e un’organizzazione conforme alle disposizioni della Capitaneria di Porto.
Il sollecito chiede quindi di chiarire se Punta Ovest debba essere considerata una spiaggia libera con servizi affidata a un gestore oppure una spiaggia temporaneamente priva di gestione, indicando il soggetto responsabile delle attività di salvataggio, pulizia, manutenzione e assistenza agli utenti.
Viene inoltre richiesto di precisare se il contratto o l’affidamento relativo alla spiaggia sia ancora efficace, sospeso, risolto o interessato da contestazioni.
Richiesti cartelli multilingue e bagni accessibili
Tra le richieste figura l’installazione immediata, presso ogni ingresso e nei punti maggiormente visibili della spiaggia, di cartelli multilingue con la dicitura: “Attenzione – balneazione non sicura per mancanza del servizio di salvataggio”.
Il documento sollecita anche l’installazione di servizi igienici temporanei, compresa almeno una struttura accessibile alle persone con disabilità, e il ripristino di un servizio regolare di pulizia, raccolta dei rifiuti e svuotamento dei contenitori.
Chiesta inoltre una verifica sulla piena accessibilità della spiaggia, sullo stato delle passerelle, delle zone d’ombra, dei percorsi destinati alle persone con disabilità e delle vie utilizzabili dai mezzi di soccorso.
“Le vicende amministrative non ricadano sui cittadini”
Nel sollecito viene evidenziato che la chiusura o il sequestro di alcune strutture interessate da contestazioni urbanistiche non dovrebbe comportare automaticamente l’interruzione dei servizi essenziali.
“Il rispetto della legalità deve essere accompagnato da un piano amministrativo capace di garantire la continuità dei servizi pubblici indispensabili“, si legge nel documento.
Qualora il gestore non fosse in grado di garantire i servizi, viene chiesto a Roma Capitale di ricorrere agli strumenti disponibili, tra cui l’esecuzione in danno, l’affidamento sostitutivo o un altro intervento temporaneo, evitando che le conseguenze delle vicende amministrative ricadano sulla sicurezza dei cittadini.
Alla Prefettura viene infine chiesto di proseguire l’attività di acquisizione delle informazioni, mentre alla Capitaneria di Porto e alla Polizia Locale viene richiesto di verificare il rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza balneare, cartellonistica e tutela degli utenti.
“Non è accettabile che una spiaggia pubblica rimanga priva di un soggetto responsabile chiaramente individuato e delle misure minime necessarie per prevenire incidenti e garantire condizioni decorose di fruizione“, conclude Conforzi.


