primo semestre 2026
|Poste Italiane, utile record da 1,2 miliardi: Del Fante accelera sull’operazione Tim
Il gruppo chiude i primi sei mesi del 2026 con ricavi per 6,8 miliardi e un utile netto di 1,2 miliardi. Confermate guidance e politica dei dividendi
Roma, 24 luglio 2026 – Poste Italiane chiude il primo semestre del 2026 con ricavi e utile netto in crescita, confermando la guidance e la politica dei dividendi per l’intero esercizio. Nei primi sei mesi dell’anno il gruppo ha registrato ricavi record per 6,8 miliardi di euro, in aumento del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, e un utile netto pari a 1,2 miliardi, cresciuto del 3,5%.
Il risultato operativo adjusted ha raggiunto quota 1,8 miliardi di euro, con un incremento di circa il 7%. Nel solo secondo trimestre, i ricavi si sono attestati a 3,39 miliardi, mentre l’utile netto, esclusa la quota in Tim, è salito a 594 milioni. L’Ebit adjusted trimestrale ha raggiunto 868 milioni, superando il consenso fornito dalla società.
La crescita ha interessato tutte le principali aree di attività. I ricavi dei servizi assicurativi sono aumentati dell’8,6%, quelli di Postepay del 7,3%, mentre il comparto della corrispondenza, dei pacchi e della distribuzione ha beneficiato dell’andamento positivo della logistica e delle politiche di revisione dei prezzi.
Del Fante: “Quinto semestre consecutivo con risultati record”
L’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, ha sottolineato il valore dei risultati raggiunti dal gruppo.
“Sono orgoglioso di annunciare che per il quinto semestre consecutivo abbiamo raggiunto un risultato record, grazie a ricavi in crescita del 6% a 6,8 miliardi, un risultato operativo adjusted in aumento del 7% al livello senza precedenti di 1,8 miliardi e un utile netto che ha raggiunto il nuovo massimo storico di 1,2 miliardi”, ha dichiarato.
Secondo Del Fante, i numeri confermano “la solidità e la resilienza del modello di business” di Poste Italiane. La raccolta netta nei prodotti di investimento ha raggiunto 2,7 miliardi, mentre il totale delle attività finanziarie investite è salito a 613 miliardi di euro, sostenuto dal miglioramento del risparmio postale e dalla stabilità dei depositi retail.
I ricavi dei servizi finanziari hanno raggiunto i 3 miliardi nel semestre, grazie alla performance commerciale e all’andamento del portafoglio investimenti.
Del Fante: “L’integrazione con Tim apre un nuovo capitolo”
Nel commentare i risultati, l’amministratore delegato ha collegato la crescita del gruppo all’accelerazione dell’offerta pubblica di acquisto e scambio su Tim.
“I risultati di oggi non rappresentano soltanto una conferma della solidità del nostro business, ma segnano anche l’inizio di un nuovo capitolo nell’evoluzione della nostra platform company, con un chiaro percorso delineato sui principali progetti strategici e l’accelerazione dell’Opas su Tim”, ha spiegato Del Fante.
Il periodo di adesione all’offerta, iniziato il 20 luglio, terminerà l’11 settembre, con una possibile riapertura dei termini tra il 21 e il 25 settembre. La finalizzazione dell’operazione è prevista entro il terzo trimestre del 2026, mentre l’efficacia dovrebbe decorrere dal 1° gennaio 2027.
“Tim rappresenta il complemento ideale per rafforzare la nostra piattaforma”, ha aggiunto Del Fante, annunciando la presentazione del piano industriale della nuova realtà integrata nel primo trimestre del 2027.
Poste-Tim, sinergie stimate in 700 milioni l’anno
L’operazione punta alla creazione di un unico gruppo nazionale con posizioni di leadership nei servizi finanziari, assicurativi, logistici e nella connettività digitale.
Secondo le stime diffuse da Poste Italiane, l’integrazione tra le due società potrebbe produrre sinergie di ricavi e costi per circa 700 milioni di euro l’anno a regime.
Il modello di Poste, basato su una rete fisica e digitale diffusa su tutto il territorio nazionale, dovrebbe evolvere attraverso l’integrazione con le infrastrutture di Tim nei settori delle telecomunicazioni, del cloud, dell’edge computing, dei dati e dell’identità digitale.
Del Fante: “Riorganizziamo la rete e semplifichiamo il gruppo”
L’amministratore delegato ha inoltre illustrato il processo di trasformazione della struttura societaria e della rete distributiva.
“Stiamo creando un unico polo finanziario per semplificare la struttura del gruppo, rafforzando il nostro approccio incentrato sul cliente e ottimizzando l’allocazione del capitale”, ha dichiarato.
Poste sta anche ridisegnando la propria rete fisica attraverso un modello di distribuzione a zone, con l’obiettivo di renderla più flessibile ed efficiente. Il progetto è stato accompagnato da un accordo con le organizzazioni sindacali.
Le attuali quattro Strategic business unit saranno sostituite da tre aree operative: una dedicata alla corrispondenza, ai pacchi, alla logistica e alla rete distributiva; una ai servizi finanziari e assicurativi; una terza, subordinata al completamento dell’operazione Tim, che riunirà connettività, tecnologia, telecomunicazioni ed energia.
Poste e Cdp, trattative per il risparmio postale fino al 2030
Poste Italiane ha inoltre confermato la centralità del risparmio postale e ha annunciato che sono in corso le trattative con Cassa depositi e prestiti per il rinnovo dell’accordo relativo alla raccolta per il periodo 2027-2030.
Del Fante ha spiegato che è stato concordato con Cdp un term sheet per assicurare maggiore visibilità sulle prospettive economiche future dell’attività.
Il gruppo ha confermato per il 2026 la guidance standalone e la politica dei dividendi, nonostante il percorso di integrazione con Tim.
Progetto Polis, trasformati 5.825 uffici postali
Prosegue anche il Progetto Polis, con cui Poste Italiane punta a trasformare gli uffici dei piccoli centri e delle aree interne in hub per l’accesso ai servizi digitali della pubblica amministrazione.
Alla fine di giugno risultavano trasformati 5.825 uffici postali, mentre erano stati realizzati 175 spazi di coworking. Il completamento del progetto è previsto entro la fine del 2026.
Parallelamente, Poste sta portando avanti gli interventi di efficientamento energetico degli immobili. Gli edifici dotati di sistemi di smart building sono saliti a circa 6.700, mentre gli impianti fotovoltaici installati sono circa 1.080, per una potenza complessiva di 31,7 megawatt.





