L'ANALISI
|Trump “si ricandida” nel 2028, ma la Costituzione glielo vieta: cosa c’è dietro l’annuncio
Alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, il presidente indossa un cappellino “Trump 2028” su un nuovo mandato. Uno scherzo… o forse no?
Washington, 25 luglio 2026 – Un cappellino rosso con la scritta “Trump 2028”, una presunta esclusiva concessa ai giornalisti e la promessa di vincere ancora. Donald Trump ha concluso così il suo intervento alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, riprogrammata dopo l’attentato di alcuni mesi fa (leggi qui), tornando ad agitare lo spettro di una nuova candidatura alla presidenza degli Stati Uniti.
Trump ha parlato in tono ironico e provocatorio, sostenendo di voler correre per quello che ha definito il suo “quarto mandato”: un riferimento alla falsa affermazione secondo cui avrebbe vinto anche le elezioni del 2020, che continua a sostenere gli siano state “rubate”. Dietro la battuta, però, resta una strategia politica ormai consolidata: mantenere aperto il discorso sul Trump dopo Trump, occupare il centro della scena e condizionare con largo anticipo la scelta del candidato repubblicano del 2028.
Durante la serata, il tycoon ha alternato attacchi alla stampa, battute sugli avversari, riferimenti alla propria permanenza alla Casa Bianca ben oltre il limite consentito. Nel finale ha indossato il cappellino “Trump 2028”, presentando ai cronisti la sua nuova candidatura come uno “scoop”. La scena è stata costruita per diventare immediatamente virale. Da anni Trump utilizza slogan, merchandising e dichiarazioni volutamente ambigue per spostare l’attenzione pubblica e costringere alleati e avversari a discutere delle sue intenzioni.
Trump può davvero ricandidarsi nel 2028?
La risposta, secondo il testo della Costituzione americana, è no. Il Ventiduesimo emendamento stabilisce che nessuna persona possa essere eletta alla presidenza degli Stati Uniti più di due volte. Trump ha vinto le elezioni del 2016 e quelle del 2024. Il fattto. che i due mandati non siano consecutivi non modifica il limite previsto dalla Carta costituzionale.
Per consentirgli di presentarsi nuovamente sarebbe necessario modificare la Costituzione. Una procedura estremamente complessa, che richiederebbe l’approvazione della proposta con una maggioranza dei due terzi sia alla Camera sia al Senato e la successiva ratifica da parte di tre quarti degli Stati. Un’impresa ai limiti dell’impossibile, soprattutto considerando che a novembre si terranno le elezioni di mid-term e che i repubblicani rischiano di perdere almeno una delle due Camere del Congresso. Anche una semplice riduzione della loro maggioranza renderebbe ancora più irrealistica qualsiasi modifica costruita per consentire a Trump di candidarsi nel 2028.
E non solo: non è detto che i repubblicani, anche nella remota ipotesi in cui continuassero a controllare entrambe le camere, accetterebbero di modificarla. Nel gennaio 2025, il deputato repubblicano Andy Ogles ha effettivamente presentato una proposta di emendamento per permettere un terzo mandato a chi abbia svolto i primi due in maniera non consecutiva. Una formulazione costruita su misura per favorire Trump. Ma quella risoluzione, tuttavia, non ha compiuto passi avanti. Lo stesso presidente, nell’ottobre 2025, riconobbe che il testo costituzionale gli impediva di candidarsi ancora, dopo aver alimentato per mesi ipotesi e interpretazioni alternative. Insomma, gettò la spugna… o forse no.
Photo credit: Official Portrait of Donald Trump by Daniel Torok – June 2026,


