Diesel, sconto di 17 centesimi: quanto si risparmia
Nessun taglio per la benzina. Cosa sapere prima di fare il pieno
Roma, 28 luglio 2026 – Arriva lo sconto sul gasolio, ma potrebbe non bastare a riportare il prezzo sotto la soglia psicologica dei due euro al litro. Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo intervento contro il caro carburanti: una riduzione complessiva di 17 centesimi al litro, valida fino al 6 agosto.
Il taglio è scattato dalla mezzanotte del 28 luglio e nasce dalla combinazione tra la riduzione delle accise e il conseguente effetto sull’Iva. La misura riguarda esclusivamente il diesel: per la benzina, almeno per il momento, non è stato previsto alcuno sconto.
Per chi utilizza un’automobile a gasolio, il beneficio teorico è di 8,50 euro su un pieno da 50 litri. Il prezzo medio potrebbe però restare appena sopra i due euro, soprattutto nelle aree di servizio autostradali.
Quanto costerà il diesel dopo lo sconto
Prima dell’intervento, secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy riferiti al 27 luglio, il gasolio self service aveva raggiunto una media nazionale di 2,185 euro al litro, mentre la benzina era arrivata a 1,982 euro.
Applicando interamente lo sconto di 17 centesimi, il prezzo medio del diesel dovrebbe scendere indicativamente intorno a 2,015 euro al litro.
Per un rifornimento da 50 litri, il costo passerebbe quindi da circa 109,25 euro a poco più di 100 euro. Lo sconto alleggerisce il conto, ma non cancella completamente gli aumenti accumulati nelle ultime settimane.
Sulla rete autostradale, dove i prezzi sono generalmente più elevati, il gasolio potrebbe continuare a superare ampiamente i due euro anche dopo il taglio.
Quando termina il taglio delle accise
La riduzione resterà in vigore fino al 6 agosto 2026, attraversando uno dei periodi più intensi dell’esodo estivo.
Il Governo tornerà a valutare la situazione prima della scadenza, sulla base dell’andamento dei prezzi internazionali, del conflitto e delle risorse disponibili.
“Abbiamo deciso di agire immediatamente”, ha spiegato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, definendo il provvedimento una risposta “tempestiva e responsabile”.
La premier ha riconosciuto che lo sconto non risolverà completamente il problema, ma ha assicurato che l’esecutivo continuerà a seguire la situazione “giorno per giorno”.
Meloni: “L’aumento non è colpa del Governo”
Nel suo intervento, Meloni ha collegato il nuovo aumento dei carburanti alle tensioni internazionali e alle conseguenze sui mercati energetici.
“Di fronte a questo aumento dei prezzi, che non abbiamo causato ma che dobbiamo affrontare, abbiamo deciso di agire immediatamente”, ha scritto la presidente del Consiglio sui social.
Il Governo ha scelto di concentrare le risorse sul diesel perché è il carburante che incide maggiormente sui trasporti, sull’agricoltura e sulla distribuzione delle merci.
Un aumento del gasolio non pesa infatti soltanto sugli automobilisti. Può trasferirsi sull’intera catena logistica e, in ultima analisi, sui prezzi pagati dalle famiglie per alimenti e beni di consumo.
Perché la benzina è esclusa
La decisione di intervenire soltanto sul gasolio è legata alle risorse limitate e alla maggiore incidenza del diesel sulle attività produttive.
La scelta lascia però senza sostegno diretto milioni di automobilisti che utilizzano vetture a benzina, proprio mentre la verde si avvicina ai 2 euro al litro e raggiunge livelli che non si registravano dall’ottobre 2023.
Il diesel, invece, ha toccato valori che non si vedevano dal marzo 2022, nelle prime settimane successive all’invasione russa dell’Ucraina.
Il rialzo alla pompa si è verificato nonostante il successivo arretramento delle quotazioni petrolifere, con il Brent sceso sotto i 91 dollari al barile e il Wti sotto gli 84 dollari dopo la sospensione delle ostilità tra Stati Uniti e Iran.
Consumatori: “Taglio insufficiente”
Le associazioni dei consumatori giudicano il provvedimento troppo limitato.
“Hanno partorito un topolino”, ha dichiarato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori. Secondo l’associazione, il taglio dovrebbe ridurre il diesel self sulla rete ordinaria da 2,185 a circa 2,014 euro al litro, senza riuscire a riportarlo stabilmente sotto quota due euro.
L’Unione nazionale consumatori chiedeva uno sconto di 25 centesimi sul gasolio e di 15 centesimi sulla benzina, eventualmente finanziato anche attraverso un aumento delle accise sui tabacchi.
Critico anche il Codacons, secondo cui il risparmio massimo di 8,50 euro su un pieno non sarà sufficiente a evitare la stangata sulle partenze estive.
Anche il Movimento Difesa del Cittadino parla di un “pannicello caldo”: un intervento temporaneo che, secondo l’associazione, non modifica le dinamiche dei prezzi e non affronta strutturalmente il caro energia.
Cosa cambia per gli automobilisti
Per chi guida un’auto diesel, il vantaggio sarà visibile già sui prezzi esposti dalle stazioni di servizio, anche se l’applicazione effettiva potrebbe non essere identica e immediata presso tutti i distributori.
In termini pratici:
- con 30 litri di gasolio il risparmio è di circa 5,10 euro;
- con 40 litri si risparmiano circa 6,80 euro;
- con un pieno da 50 litri il beneficio raggiunge 8,50 euro;
- nessuna riduzione è prevista per le auto a benzina.


