I LEADER MONDIALI
|Trump vede Netanyahu e Zelensky a Washington: i dossier sul tavolo
Dalla sicurezza di Israele agli aiuti a Kiev: tutti i fronti aperti
Washington, 29 luglio 2026 – Il presidente americano Donald Trump ha incontrato separatamente il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, entrambi arrivati negli Stati Uniti per partecipare alle commemorazioni del senatore repubblicano.
Due colloqui a porte chiuse, diversi per dossier ma legati dallo stesso interrogativo: quale ruolo vogliono ancora giocare gli Stati Uniti nelle guerre che attraversano l’Europa e il Medio Oriente.
Con Netanyahu, Trump ha affrontato soprattutto la situazione iraniana e i possibili sviluppi diplomatici dopo il conflitto che ha coinvolto direttamente Washington e Israele. Con Zelensky, invece, il confronto si è concentrato sulla produzione di sistemi di difesa, sul futuro dell’assistenza americana e sulle nuove pressioni economiche contro Mosca.
Trump e Netanyahu, l’Iran resta al centro
L’incontro tra Trump e Netanyahu è durato circa novanta minuti ed è stato il primo faccia a faccia tra i due leader dopo l’avvio della guerra contro l’Iran.
Al termine del vertice, il premier israeliano ha definito il colloquio «eccellente». Al centro sono rimasti l’obiettivo di impedire a Teheran di dotarsi di un’arma nucleare, i negoziati per una possibile soluzione diplomatica e il coordinamento tra Stati Uniti e Israele sulle prossime mosse.
Dietro le dichiarazioni di unità restano però differenze sulla strategia. Trump punta a contenere i costi politici ed economici del conflitto, mentre Netanyahu continua a considerare la pressione militare essenziale per limitare le capacità iraniane.
Nel confronto sarebbero entrati anche Gaza, il Libano e l’ipotesi di nuove missioni internazionali di stabilizzazione nella regione. La sicurezza di Israele resta così intrecciata alla ricerca americana di una via d’uscita da una crisi che ha già provocato conseguenze sul piano militare ed economico.
Zelensky chiede più armi e cooperazione
Il colloquio con Zelensky si è concentrato invece sulla capacità dell’Ucraina di produrre autonomamente sistemi militari avanzati.
Secondo quanto riferito dal presidente ucraino, i due leader hanno discusso della possibilità di ampliare la collaborazione industriale e della licenza americana che consentirebbe a Kiev di produrre sistemi di difesa Patriot, fondamentali per contrastare missili e attacchi aerei russi.
L’incontro segna un nuovo avvicinamento tra Trump e Zelensky dopo mesi di rapporti incerti. Il presidente americano, inizialmente contrario a prolungare l’assistenza militare, ha progressivamente rafforzato il dialogo con Kiev mentre l’offensiva russa continua.
Zelensky ha parlato di un «buon incontro» e ha sottolineato la necessità di rendere più concreta la cooperazione con l’industria della difesa statunitense.
Il nodo delle sanzioni contro la Russia
A Washington, Zelensky ha incontrato anche esponenti del Congresso per rilanciare una proposta di nuove sanzioni contro Mosca.
Il provvedimento, sostenuto da Lindsey Graham prima della morte, punta a colpire anche i Paesi che continuano ad acquistare petrolio ed energia dalla Russia, garantendo al Cremlino risorse per finanziare la guerra.
La scomparsa del senatore priva Kiev di uno dei suoi principali interlocutori nel Partito repubblicano. Graham era considerato un ponte tra l’Ucraina e Trump, nonostante le posizioni più isolazioniste presenti all’interno della destra americana.
Il viaggio di Zelensky è servito quindi anche a evitare che quel canale politico venga meno proprio mentre Kiev cerca nuove garanzie militari e diplomatiche.


