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Incendio allo Spin Time Labs, sequestrato lo stabile: centinaia di persone fuori casa

Cinquanta bambini accolti nelle strutture vicine. Convocato un vertice in Prefettura, ma è scontro sulla presenza degli occupanti

Roma, 31 luglio 2026 – È iniziata con un principio d’incendio e si è conclusa, almeno per ora, con il sequestro giudiziario dell’immobile e centinaia di persone ancora fuori da quella che chiamavano casa. È la giornata dello Spin Time Labs, la storica occupazione abitativa e spazio sociale di via Santa Croce in Gerusalemme, evacuata intorno alle 2.30 dopo il rogo divampato all’interno dello stabile.

Non si registrano feriti. Gli abitanti, tuttavia, non hanno potuto fare rientro nell’edificio, dichiarato inagibile e posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. Per tutta la giornata la zona è rimasta presidiata dalle forze dell’ordine, con la strada chiusa al traffico.

Cinquanta bambini accolti nelle strutture vicine

Le squadre di Roma Capitale hanno garantito assistenza alle persone rimaste fuori, con particolare attenzione ai soggetti più fragili.

Circa 50 bambini sono stati accolti già dalle prime ore della mattina in alcune strutture vicine. Parte dei minori è stata accompagnata al Polo civico Esquilino, mentre la Cgil ha messo a disposizione la propria sede di Porta Maggiore.

Secondo quanto riferito dagli attivisti, la comunità residente avrebbe evacuato autonomamente l’edificio, consentendo ai vigili del fuoco di intervenire rapidamente.

Gli abitanti hanno però denunciato di non poter tornare negli appartamenti, se non uno alla volta e accompagnati dalle forze dell’ordine, esclusivamente per recuperare medicinali, documenti e beni di prima necessità.

Davanti allo stabile è stato quindi annunciato un presidio permanente, accompagnato da un’assemblea pubblica.

Il vertice in Prefettura

Nel pomeriggio il dossier è arrivato sul tavolo della Prefettura.

Alla riunione, convocata dal prefetto di Roma Lamberto Giannini, hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco Roberto Gualtieri, il vicario generale della Diocesi di Roma monsignor Baldo Reina, il questore Roberto Massucci, l’assessore capitolino al Patrimonio Tobia Zevi e i rappresentanti della proprietà dell’immobile.

Al termine dell’incontro, Roma Capitale ha fatto sapere che sono state esaminate “tutte le possibili opzioni” per affrontare una situazione definita “particolarmente complessa”.

Il Campidoglio ha ribadito la volontà di individuare “soluzioni condivise” capaci di tutelare le persone residenti, soprattutto quelle più fragili, e di salvaguardare l’esperienza di inclusione sociale sviluppata negli anni all’interno dello Spin Time.

Anche la proprietà avrebbe manifestato la propria disponibilità a collaborare.

Zevi: “Impensabile un rientro immediato”

In serata l’assessore Tobia Zevi ha raggiunto il presidio, escludendo un ritorno immediato degli abitanti nello stabile: “È impensabile che rientrino stanotte”, ha dichiarato, spiegando che la trattativa con la proprietà resta aperta”.

L’obiettivo di Roma Capitale è quello di trasformare l’immobile in alloggi popolari, seguendo un percorso simile a quello adottato per Porto Fluviale. La soluzione, però, richiede l’accordo con la proprietà e deve confrontarsi con i due sequestri che gravano sull’edificio: quello legato all’occupazione e quello disposto dopo l’incendio.

L’assemblea e lo scontro politico

Davanti allo Spin Time si è svolta anche un’assemblea pubblica alla quale hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore Zevi, il deputato del Partito democratico Matteo Orfini e l’attrice Sabina Guzzanti.

Il caso ha immediatamente acceso lo scontro politico. Il centrodestra, da Fratelli d’Italia alla Lega, ha chiesto di non consentire il rientro degli occupanti. Il vicesegretario della Lega Claudio Durigon ha invitato il prefetto Giannini a “tutelare la legalità”, sostenendo che non siano “accettabili pressioni e richieste indebite di chi vorrebbe far rientrare gli occupanti in uno stabile pericolante e illegittimamente occupato”.

Di segno opposto le reazioni delle opposizioni. Francesco Silvestri, del Movimento 5 Stelle, ha definito inaccettabile utilizzare l’incendio come occasione per sgomberare la palazzina. Partito democratico e Alleanza Verdi e Sinistra hanno invece chiesto che venga trovata rapidamente una soluzione per le famiglie rimaste senza casa.

Baldassare: “Crisi abitativa, l’abusivismo non è la soluzione”

“L’incendio divampato nello Spin Time Lab suscita grande preoccupazione. Il mio primo pensiero va alle famiglie, ai minori e a tutte le persone coinvolte, insieme a un sentito ringraziamento ai Vigili del Fuoco, alle Forze dell’Ordine, agli operatori sanitari e a quanti sono intervenuti per mettere in sicurezza l’area e prestare soccorso”, ha dichiarato Simona Renata Baldassarre, assessore alla Cultura, Pari opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia, Servizio civile della Regione Lazio.

“Questa vicenda dimostra quanto sia pericoloso lasciare che situazioni di occupazione abusiva si protraggano nel tempo. Nessuno dovrebbe vivere in edifici privi delle necessarie condizioni di sicurezza, soprattutto quando sono presenti bambini e persone fragili. Per troppo tempo il Comune di Roma ha tollerato una situazione che oggi mostra tutta la sua gravità. Le istituzioni hanno il dovere di garantire assistenza e percorsi di accoglienza a chi è realmente in difficoltà, distinguendo le condizioni di vulnerabilità da ogni forma di illegalità. Solidarietà e rispetto delle regole devono procedere insieme», ha aggiunto l’assessore Baldassarre.

“Terminata l’emergenza – ha concluso Baldassarre – è necessario individuare una soluzione definitiva che restituisca piena legalità all’immobile. Chi ha diritto a un sostegno deve essere accompagnato verso soluzioni dignitose, ma non può essere consentito il ritorno all’occupazione abusiva dello stabile. Umanità e legalità devono andare di pari passo”.