Logo
Terrore a Ostia, aggredisce la compagna con spray al peperoncino e coltello da sub

Una violenta lite domestica finisce nel sangue a Ostia, con la vittima refertata con 40 giorni di prognosi.

Ostia, 4 agosto 2026 – Blitz dei carabinieri in via dell’Idroscalo dopo la chiamata al 112 Una drammatica sequenza di violenza ha scosso il litorale romano, trasformando un’abitazione in una vera e propria trappola per una donna di 51 anni. I carabinieri della stazione di Roma Ostia sono intervenuti tempestivamente in via dell’Idroscalo a seguito di una segnalazione d’emergenza arrivata al 112, che segnalava una violentissima lite in corso all’interno di un appartamento. Giunti sul posto, i militari si sono trovati di fronte a uno scenario critico, originato dall’improvvisa escalation d’ira di un 32enne di origine lettone. L’uomo è ora gravemente indiziato del reato di maltrattamenti in famiglia per aver aggredito ferocemente la compagna convivente.

L’aggressione con lo spray e il coltello da sub La ricostruzione dei fatti ha fatto emergere contorni di estrema gravità. Al culmine del diverbio scoppiato tra le mura domestiche, l’aggressore non si è limitato alle minacce verbali, ma ha utilizzato armi e strumenti atti a offendere per sopraffare la donna, una 51enne di origine polacca. Prima le ha spruzzato contro dello spray al peperoncino per accecarla e invalidarla, poi l’ha minacciata impugnando un coltello da sub. La violenza dell’azione ha causato alla vittima lesioni importanti, rendendo indispensabile il trasporto d’urgenza presso il pronto soccorso dell’ospedale “G.B. Grassi” di Ostia, dove i medici le hanno riscontrato ferite e traumi giudicati guaribili con una prognosi di 40 giorni.

Il fermo e il trasferimento nel carcere di Regina Coeli Dopo il soccorso medico, la vittima ha trovato la forza di formalizzare la denuncia nei confronti del compagno davanti ai militari dell’Arma. A quel punto, d’intesa con la Procura della Repubblica, scattate le procedure di rito, l’uomo è stato tratto in arresto e trasferito direttamente presso la casa circondariale di Roma “Regina Coeli”, rimanendo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Successivamente, il giudice ha convalidato il provvedimento restrittivo. L’episodio si inserisce nella complessa rete dei controlli sul territorio per il contrasto ai reati di genere e di violenza domestica, mentre il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, motivo per cui l’indagato deve essere considerato innocente fino all’eventuale emissione di una sentenza definitiva di condanna.