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Ranaldi: “La città al collasso: dopo tre anni di Celentano, Latina arranca tra bilanci dissestati e servizi al fallimento”

 PerLatina2032 promette vigilanza: “Tre anni di annunci non possono più nascondere tre anni di fallimenti”.

Latina, 4 agosto 2026 — Fallimento amministrativo a Latina. Dopo tre anni di governo della sindaca Matilde Celentano, l’amministrazione comunale si trova di fronte a un bilancio al limite del precipizio finanziario, con servizi pubblici al collasso e cittadini sempre più penalizzati. È quanto denuncia Nazzareno Ranaldi, consigliere comunale di PerLatina2032, in una nota che squarcia il velo su una gestione definita come “fortuna travestita da buona amministrazione”.

Un bilancio salvato solo dalla fortuna

Il documento ufficiale dell’Assestamento di Bilancio 2026 rivela una situazione finanziaria disastrosa: il comune di Latina non ha più margini gestionali per il futuro. L’unico elemento che ha evitato il default è stato un incasso straordinario di 897mila euro, frutto di una sentenza favorevole della Provincia. Senza questa iniezione di liquidità, il bilancio sarebbe risultato già in dissesto. Ma non è tutto: per far quadrare i conti, l’amministrazione ha dovuto tagliare oltre 3,7 milioni di euro di spese correnti, rinunciando a finanziare servizi non obbligatori e ammettendo implicitamente di non poter garantire nemmeno i livelli di servizio del 2025.

TARI, IMU e servizi al collasso: i cittadini pagano il prezzo

Ranaldi sottolinea come la politica delle entrate sia fallimentare. Nonostante i cittadini paghino una delle TARI più alte d’Italia, la riscossione dei crediti arretrati è ferma al 6,39% per le imposte locali e al 4,1% per i residui complessivi. Il risultato? Il comune si trova costretto a congelare oltre 23 milioni di euro all’anno nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, mentre l’evasione fiscale rimane un problema irrisolto.

Ma il paradosso più evidente riguarda ABC, l’azienda che gestisce i rifiuti. Dopo tre anni, l’amministrazione non ha ancora presentato un piano industriale, lasciando l’azienda in un regime provvisorio. I cittadini pagano tariffe tra le più alte del Lazio, ma ottengono un servizio sempre più scadente: strade sporche, raccolta differenziata ferma su livelli inadeguati e un’azienda senza una vera strategia di economia circolare.

Parco Falcone Borsellino e Bandiera Blu: simboli di un’amministrazione improvvisata

Anche gli investimenti pubblici portano i segni dell’improvvisazione. Il Parco Falcone Borsellino, inaugurato in fretta e furia con 6 milioni di euro, presenta già gravi problemi: viali non compattati, cancellate arrugginite e l’area giochi chiusa poco dopo l’apertura. Peggio ancora, un bando da 27mila euro per eventi estivi è stato abbandonato per mancanza di copertura finanziaria.

Sulle spiagge, la Bandiera Blu è stata revocata su parte del tratto B, verso Rio Martino, a causa di carenze nel servizio di salvamento. La causa? Una gara mal gestita per il servizio bagnini, finita davanti al TAR, che ha costretto il comune a un affidamento d’urgenza solo a stagione balneare già iniziata.

Trasporti pubblici allo sbando: pendolari lasciati a piedi

A peggiorare il quadro, lo sciopero improvviso del personale di CSC Mobilità ha lasciato centinaia di pendolari senza bus. Il gestore denuncia ritardi nei pagamenti regionali per oltre 3 milioni di euro tra il 2024 e il 2025, costringendo l’amministrazione a una diffida e a una richiesta di intervento alla Prefettura. Ma il problema resta: un comune incapace di gestire con tempestività le proprie pratiche, scaricando le conseguenze su lavoratori, studenti e famiglie. PerLatina2032 promette vigilanza: “Tre anni di annunci non possono più nascondere tre anni di fallimenti”. La città, intanto, attende risposte concrete.