il fatto
|Fondi PNRR intascati con società fantasma: maxi sequestro da 800mila euro a Roma
Un sistema di fatture false e prestanome per prosciugare i finanziamenti pubblici destinati a una tv streaming mai nata.
Roma, 4 agosto 2026 – Un giro d’affari illecito basato su progetti mai realizzati, fatture create ad hoc e l’uso spregiudicato di prestanome. C’era tutto questo dietro la struttura societaria finita al centro delle indagini delle Fiamme Gialle della capitale. I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, in forma diretta e per equivalente, per un valore complessivo che supera gli 800.000 euro.
Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale capitolino su esplicita richiesta della Procura Europea (EPPO). Al centro dell’inchiesta ci sono cinque persone, indagate a vario titolo per le ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento indebito di erogazioni pubbliche legate al PNRR, riciclaggio, autoriciclaggio, oltre all’emissione e all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
L’azione della polizia giudiziaria ha permesso di congelare le disponibilità finanziarie presenti su svariati conti correnti e di porre i sigilli a due immobili situati a Roma.
La finta piattaforma streaming e il ruolo dei prestanome
A far scattare gli accertamenti dei militari del 6° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma è stata un’ordinaria verifica fiscale avviata nei confronti di una società di capitali. La compagine, intestata sulla carta a una figura di comodo, era riuscita a beneficiare di consistenti finanziamenti a fondo perduto e di uno specifico contributo garantito dal PNRR per sostenere e agevolare l’imprenditoria femminile.
Attraverso approfondite analisi contabili e finanziarie, gli investigatori sono riusciti a smontare il castello di carte. Il piano d’investimento, che avrebbero dovuto utilizzare per creare contenuti multimediali destinati a una piattaforma streaming tv multicanale, esisteva solo sulla carta.
Un’operazione del tutto fittizia, tenuta in piedi unicamente attraverso l’esibizione di documenti fiscali falsi. La banda era già riuscita ad incassare illegittimamente oltre 600.000 euro e si preparava a ricevere un’ulteriore tranche da 120.000 euro, bloccata tempestivamente prima del versamento.
Il labirinto di bonifici per nascondere il denaro
Una volta incamerate le somme di origine pubblica, scattava la fase di ripulitura del denaro. Il denaro è stato sottoposto a una serie di complesse operazioni di riciclaggio e autoriciclaggio, strutturate con bonifici frazionati e passaggi continui tra diverse società. Un vero e proprio labirinto di transazioni bancarie ideato per ostacolare la tracciabilità dei fondi e far rientrare il capitale nelle disponibilità dirette dei soci e degli amministratori di fatto della società.
Questo intervento testimonia la centralità dell’azione della Guardia di Finanza al fianco della Procura Europea per tutelare la trasparenza dei finanziamenti comunitari e proteggere i bilanci nazionale ed europeo.
Va evidenziato che il procedimento versa attualmente nella fase delle indagini preliminari. Di conseguenza, in forza del principio di presunzione di innocenza, l’eventuale responsabilità delle persone iscritte nel registro degli indagati sarà accertata in modo definitivo soltanto qualora intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.


