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Caro-benzina? Torna il contrabbando: sequestrati 3mila litri di benzina spacciati per solvente

I controlli della Guardia di Finanza intercettano un carico illegale con un’accisa evasa di oltre 15 mila euro.

Padova, 5 agosto 2026 – Un trasporto che doveva attraversare l’Italia per raggiungere la Grecia si è trasformato in un’operazione d’impatto contro la frode fiscale e il traffico illecito di carburanti. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova, affiancate dalle pattuglie della Polizia Stradale di Padova e Venezia, hanno intercettato e sottoposto a sequestro preventivo un autoarticolato che trasportava ben 33.000 litri di benzina di contrabbando. Il carico, entrato nel territorio nazionale attraverso il valico friulano di Tarvisio dopo essere partito dalla Polonia, viaggiava scortato da documentazioni che dichiaravano la presenza di un semplice solvente industriale prelevato in una raffineria del Nord Europa.

I dubbi degli investigatori sono emersi immediatamente durante il controllo di routine lungo le arterie viarie. A tradire il piano sono stati la stesura dell’itinerario seguito dall’automezzo, palesemente anomalo rispetto alla destinazione finale dichiarata, e alcune incongruenze riscontrate nel certificato di analisi esibito dal camionista.

La conferma del laboratorio e i dettagli della frode

I rilievi sul campo hanno spinto i finanzieri ad approfondire la natura chimica del liquido stipato nella cisterna. Le prime verifiche speditive effettuate direttamente su strada hanno evidenziato una corrispondenza diretta tra il presunto solvente e la comune benzina per autotrazione. La conferma definitiva è arrivata a stretto giro con i risultati delle analisi svolte dal Laboratorio Chimico dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Venezia – Marghera.

Il meccanismo è noto agli inquirenti: far passare prodotti petroliferi soggetti a pesanti accise per derivati esenti o a tassazione agevolata, così da immetterli nel mercato nero scavalcando ogni prelievo fiscale. In questo specifico caso, l’imposta di fabbricazione sottratta alle casse pubbliche è stata calcolata in oltre 15 mila euro.

Le conseguenze giudiziarie e il presidio del territorio

Alla luce degli elementi raccolti durante la fase di polizia giudiziaria, svolta di iniziativa dalle pattuglie sul campo, la Procura della Repubblica di Padova ha richiesto e ottenuto la convalida delle misure cautelari da parte del Giudice per le Indagini Preliminari. Il mezzo pesante e l’intero quantitativo di carburante sono stati posti sotto sigillo.

Il conducente dell’autoarticolato, di nazionalità ungherese, è stato deferito a piede libero all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato di contrabbando di prodotti petroliferi. Per lui si prospetta il rischio di una condanna che può raggiungere i cinque anni di reclusione, unita a una sanzione pecuniaria compresa tra 31 mila e 156 mila euro.

L’operazione condotta nel Padovano riporta l’attenzione sulle dinamiche di un settore economico sensibile, specie nell’attuale contesto dei mercati internazionali, dove il mercato parallelo del carburante mina la concorrenza leale tra gli operatori e sottrae risorse fondamentali allo Stato.

Le attività di contrasto proseguono attraverso il monitoraggio costante delle direttrici stradali principali e secondarie, con pattugliamenti mirati anche nelle fasce orarie notturne e nei giorni festivi. Per il quadro garantista vigente, l’indagato è da considerarsi non colpevole fino all’eventuale emissione di una sentenza di condanna irrevocabile.