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Far West all’Aurelio: violentissima lite a bottigliate tra stranieri

I militari dell’Arma bloccano tre uomini e una donna responsabili dello scontro a colpi di vetro. Tre feriti in ospedale e giudizio direttissimo.

Roma, 5 agosto 2026 – I marciapiedi di circonvallazione Cornelia si sono trasformati all’improvviso nel teatro di un’aggressione incrociata, scatenando il panico tra la gente a passeggio nella tarda serata di ieri. Attorno alle ore ventidue, la tranquillità del quartiere Aurelio è stata spezzata dall’esplosione di una violenta colluttazione a colpi di calci, pugni e lancio di bottiglie di vetro. Un parapiglia improvviso e feroce, nato per motivi del tutto futili, che ha costretto le persone presenti a darsi alla fuga a gambe levate per evitare di finire nel raggio d’azione dei fitti lanci di frammenti taglienti e dei colpi proibiti.

A porre fine alla spirale di violenza è stato il passaggio di una pattuglia della Stazione di Roma Madonna del Riposo, impegnata in un consueto servizio di controllo del territorio. I carabinieri sono riusciti a farsi strada e a bloccare i responsabili prima che il confronto potesse condurre a conseguenze ancora più gravi per i partecipanti e per i passanti incolpevoli.

Gli uomini dell’Arma hanno fermato quattro persone, nello specifico tre cittadini di nazionalità peruviana e una donna ecuadoriana, di età compresa tra i ventidue e i trentaquattro anni. I quattro coinvolti nell’episodio sono risultati essere privi di fissa dimora e con precedenti penali a carico.

L’esito dello scontro fisico ha richiesto l’intervento del personale sanitario del 118. Tre dei quattro fermati sono stati infatti trasportati d’urgenza al pronto soccorso del vicino ospedale San Carlo di Nancy a causa delle molteplici lesioni e contusioni riportate durante i momenti più concitati della colluttazione. Il personale medico ha stilato per loro prognosi rispettivamente di sette, dieci e venti giorni di guarigione, mentre la quarta persona coinvolta nel parapiglia ha scelto di rifiutare le cure da parte dei sanitari.

Al termine degli accertamenti e delle prime formalità di rito in caserma, per il gruppo si sono aperte le porte delle camere di sicurezza su disposizione della magistratura competente, dove i quattro rimarranno in custodia in attesa di essere sottoposti al giudizio per direttissima. Deve in ogni caso ricordarsi che la vicenda si colloca nell’ambito della fase delle indagini preliminari e che le posizioni degli indagati restano al vaglio dell’autorità giudiziaria, dovendosi considerare gli stessi non colpevoli fino a un’eventuale condanna definitiva.