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Caldo africano senza tregua, nel weekend picchi da 39 gradi e bollino rosso in 19 città

Il bollettino del Ministero della Salute conferma l’allerta per il fine settimana, mentre al Nord sono attesi temporali d’instabilità.

L’ondata di calore derivante dall’anticiclone africano prosegue la sua corsa sul territorio nazionale, pur mostrando una lievissima flessione nel numero dei centri urbani a maggior rischio. Le rilevazioni monitorate dal Ministero della Salute indicano per le giornate di sabato e domenica un livello di allerta massimo esteso a 19 città su 27 prese in esame. La morsa dell’afa non sembra destinata a mollare la presa nel breve periodo, mantenendo condizioni di disagio bioclimatico diffuso, in particolar modo nelle regioni centro-meridionali e lungo le aree pianeggianti interne.

La mappa delle criticità da Nord a Sud

Il quadro geografico tracciato dalle autorità sanitarie evidenzia una netta spaccatura tra le diverse aree del Paese. Nel corso della giornata di sabato si registrano otto centri urbani caratterizzati dal livello di allerta più basso: si tratta di Bolzano, Brescia, Cagliari, Milano, Torino, Venezia, Trieste e Verona.

La situazione sul resto della penisola rimane invece critica. Nella giornata di domenica la lista dei centri contrassegnati dal bollino rosso comprende Ancona, Bari, Bologna, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo. Nel medesimo intervallo temporale le città in allerta gialla scendono a sette, mentre il capoluogo altoatesino registra un incremento del rischio passando al livello arancione.

Le tendenze meteo e i temporali d’instabilità

L’analisi delle dinamiche atmosferiche per le prossime ore conferma la persistenza di condizioni estreme su gran parte del territorio. Lungo le regioni del Centro-Sud l’alta pressione continua a garantire stabilità e temperature elevate, con tassi di umidità accentuati lungo le fasce costiere e picchi capaci di raggiungere i 38-39 gradi nelle pianure interne.

Gli esperti del settore evidenziano come al Settentrione la presenza di correnti marginalmente più fresche in quota possa innescare fenomeni di instabilità, con forti temporali di calore tra il tardo pomeriggio e la notte, favoriti dall’energia accumulata al suolo, oltre ai consueti rovesci sulle dorsali alpine e appenniniche. Le proiezioni a medio termine non mostrano sblocchi imminenti, prospettando anzi un probabile incremento termico verso la metà della settimana ventura, senza variazioni strutturali significative prima del 18 agosto.