La produttrice Amy Pascal svela i criteri della selezione e il regista Denis Villeneuve rassicura i fan sulla direzione artistica della saga.
La saga di James Bond, uno dei franchise cinematografici più longevi e iconici della storia, si prepara a un cambio generazionale. Dopo l’addio di Daniel Craig, che ha interpretato l’agente segreto 007 in cinque film tra cui Skyfall e No Time to Die (2021), la produzione è alla ricerca di un volto nuovo in grado di imprimere una svolta alla serie.
Secondo quanto dichiarato da Amy Pascal, produttrice della nuova fase insieme a David Heyman, il nome del successore potrebbe essere annunciato entro la fine del 2026.
«La fine dell’anno è una buona stima», ha affermato Pascal in un’intervista a Deadline, sottolineando la complessità della scelta. «Stiamo procedendo con metodo. Dopo aver lavorato con Barbara Broccoli, posso dire che succedere a Daniel Craig è una performance difficile da eguagliare. Deve essere qualcosa di davvero diverso, avvincente e originale».
La produttrice, ex presidente di Sony Pictures Entertainment, ha evidenziato come il nuovo interprete dovrà non solo raccogliere l’eredità di Craig, ma anche ridefinire l’identità stessa di 007 per le nuove generazioni.
I tre candidati più quotati: tra giovani promesse e stelle consolidate
Secondo indiscrezioni pubblicate da Variety nel 2025, la rosa dei possibili successori si restringerebbe a tre nomi: Jacob Elordi, Harris Dickinson e Tom Holland.
Una scelta che, se confermata, segnerebbe un netto ringiovanimento rispetto a Craig, che aveva 53 anni al momento del suo ultimo film come 007.
Jacob Elordi: l’australiano in ascesa
Elordi, 25 anni, è diventato una star internazionale grazie alla serie Euphoria e a collaborazioni con registi di calibro come Sofia Coppola (Priscilla, 2023) e Paul Schrader (Oh Mercy, 2019). La sua presenza scenica e la capacità di interpretare personaggi complessi lo rendono un candidato ideale per un Bond più moderno e sfaccettato. Tuttavia, la sua giovane età potrebbe rappresentare una sfida in termini di esperienza in ruoli d’azione su larga scala.
Harris Dickinson: il talento britannico versatile
Dickinson, 28 anni, ha già dimostrato la sua versatilità recitando in film come Maleficent – Signora del male (2019) e Triangle of Sadness (2022), quest’ultimo vincitore della Palma d’Oro a Cannes. La sua capacità di passare da ruoli drammatici a quelli più leggeri lo rende un candidato equilibrato, in grado di portare freschezza senza stravolgere la tradizione della saga.
Tom Holland: la star Marvel tra opportunità e vincoli
Holland, 26 anni, è uno degli attori più popolari della sua generazione grazie al ruolo di Spider-Man nel Marvel Cinematic Universe. La sua eventuale partecipazione a un film di Bond sarebbe un colpo mediatico senza precedenti, ma non è esente da rischi. Gli impegni contrattuali con Marvel potrebbero complicare la sua disponibilità, anche se non è da escludere una soluzione che preveda una collaborazione a lungo termine con entrambe le produzioni.
Denis Villeneuve e la direzione artistica: un ponte tra tradizione e innovazione
La scelta del regista Denis Villeneuve per il prossimo capitolo della saga ha contribuito a placare le preoccupazioni dei fan più tradizionalisti. Villeneuve, autore di capolavori come Dune (2021) e Blade Runner 2049 (2017), rappresenta una garanzia di qualità cinematografica e di rispetto per l’eredità della serie.
La sua direzione artistica potrebbe bilanciare l’esigenza di modernità con la necessità di mantenere i tratti distintivi di 007, come l’eleganza, il mistero e l’azione spettacolare.
Il passaggio della franchise sotto il controllo di Amazon ha sollevato interrogativi sulla sua evoluzione, ma Villeneuve ha rassicurato i fan dichiarando che il nuovo film sarà «un omaggio al passato, ma con uno sguardo proiettato verso il futuro».
Questo approccio potrebbe tradursi in una narrazione più complessa e in una fotografia ancora più curata, elementi già distintivi del suo stile.
Un futuro incerto: tra continuità e rottura
La decisione di affidare il ruolo a un attore giovane come Elordi, Dickinson o Holland segnerebbe una svolta radicale rispetto alla tradizione. Fino a ora, infatti, i Bond erano stati interpretati da attori di età matura: Sean Connery aveva 32 anni al suo esordio nel 1962, mentre Roger Moore ne aveva 46.
Un Bond ventenne o trentenne aprirebbe la strada a storie più attuali, con temi come la tecnologia, il cambiamento climatico o le nuove forme di spionaggio globale.
Tuttavia, la scelta di un volto meno noto potrebbe anche rappresentare un rischio commerciale. La saga di 007 si basa su un’icona consolidata, e un cambio troppo brusco potrebbe alienare parte del pubblico storico.
Per questo motivo, non è da escludere che la produzione opti per una soluzione intermedia, come un attore già affermato ma non strettamente legato al franchise, o addirittura un esordiente di talento.
Le prossime tappe: cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Nei prossimi mesi, la produzione dovrebbe annunciare ufficialmente la rosa dei finalisti e, entro la fine dell’anno, il nome del nuovo interprete. Parallelamente, Villeneuve inizierà la lavorazione del film, che dovrebbe arrivare nelle sale nel 2028.
La data non è casuale: il 2028 segnerà i 60 anni dall’uscita del primo film di Bond, Agente 007 – Licenza di uccidere (1968), e una celebrazione in grande stile sarebbe in linea con la tradizione della saga.
Intanto, i fan si dividono tra chi spera in un Bond più giovane e chi teme che la scelta possa snaturare il personaggio. Una cosa è certa: il nuovo 007 dovrà essere all’altezza di un’eredità che va ben oltre il cinema, diventando un simbolo culturale capace di evolversi senza perdere la sua anima.


