L'ORDINANZA
|Incendio Spin Time, via le tende: alloggi fino a 60 giorni per oltre 350 persone
Strutture ricettive anche fuori Roma, uno sportello dedicato e priorità alle famiglie con bambini e alle persone fragili
Roma, 10 agosto 2026 – Dalla strada a una sistemazione più stabile, almeno per affrontare l’emergenza. Dopo l’incendio che il 29 luglio ha colpito Spin Time, il palazzo occupato di via di Santa Croce in Gerusalemme, il Campidoglio cambia passo: basta con l’assistenza “campale”, tra aree ombreggiate, presidi e accoglienza temporanea. Per chi è rimasto fuori dall’edificio arriveranno soluzioni alloggiative di emergenza fino a 60 giorni.
È quanto stabilisce l’ordinanza firmata dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, adottata per fronteggiare una situazione diventata ancora più delicata con il caldo estremo e la presenza, tra gli occupanti, di bambini, anziani e persone con fragilità.
L’incendio era scoppiato intorno alle 22 del 29 luglio. Secondo l’ultimo censimento disponibile, realizzato dalla Polizia Locale l’8 gennaio 2025, nell’edificio risultavano vivere 356 persone. Dopo il rogo, i Vigili del Fuoco hanno interdetto il palazzo, dichiarandolo inagibile e non praticabile in attesa delle verifiche tecniche e degli interventi necessari alla messa in sicurezza. L’immobile è stato poi sottoposto anche a sequestro dall’Autorità giudiziaria.
Dal caldo rosso all’emergenza: perché il Campidoglio interviene
A rendere più complessa la situazione è stata l’ondata di calore che ha investito Roma proprio nei giorni successivi all’incendio.
Il Campidoglio aveva già attivato i primi interventi di emergenza: distribuzione di acqua, zone ombreggiate e raffrescate, pasti, servizi igienici, operatori della Sala Operativa Sociale e un’ambulanza della Croce Rossa Italiana sul posto. Erano state inoltre individuate strutture per l’accoglienza notturna volontaria delle persone più fragili.
Ma per l’amministrazione queste misure non possono più bastare. Nell’ordinanza viene richiamato il livello 3, rosso, per le ondate di calore, con rischi che possono riguardare non soltanto anziani, bambini e malati cronici, ma anche persone sane. La permanenza prolungata all’esterno viene così considerata incompatibile con la tutela dell’incolumità delle persone rimaste senza un’alternativa abitativa.
Alloggi fino a 60 giorni anche fuori Roma
La risposta prevista dall’ordinanza è quella di superare progressivamente l’accoglienza su strada.
Le persone comprese nel censimento di Spin Time potranno essere trasferite in strutture ricettive, religiose o laiche, reperite sul territorio di Roma e, qualora i posti non fossero sufficienti, anche nella Città Metropolitana.
L’assistenza potrà durare per un massimo di 60 giorni dall’effettivo inizio della sistemazione e comprenderà anche supporto sociale, logistico e scolastico.
Il provvedimento supera così il termine ordinario di 45 giorni previsto dalle procedure capitoline per l’assistenza alloggiativa di Protezione civile. Alla base della scelta, secondo il Campidoglio, c’è la necessità di gestire una situazione che non appare risolvibile in tempi brevi e che coinvolge una quota significativa di persone considerate fragili.
Spin Time, priorità a famiglie con bambini e persone fragili
Non tutti i trasferimenti potranno avvenire contemporaneamente. L’ordinanza dispone infatti un reperimento progressivo delle strutture disponibili.
Per coordinare le sistemazioni sarà attivato anche uno “sportello accoglienza” interdisciplinare, con il supporto della Polizia Locale, nell’area di via di Santa Croce in Gerusalemme o in un altro spazio ritenuto idoneo.
Lo sportello avrà il compito di organizzare e censire i nuclei familiari interessati e incrociare le loro necessità con i posti disponibili. La precedenza dovrà essere riconosciuta alle famiglie con particolari fragilità, ai nuclei con bambini e a quelli individuati dal Dipartimento Valorizzazione del Patrimonio e Politiche Abitative.
Scuola garantita ai minori trasferiti
Uno dei nodi riguarda proprio i bambini che vivevano all’interno dell’edificio.
Con l’avvicinarsi della ripresa delle lezioni, l’ordinanza chiede al Dipartimento Scuola, Lavoro e Formazione Professionale, insieme al Municipio I, di adottare tutte le misure necessarie per garantire la continuità scolastica ed educativa dei minori che saranno trasferiti insieme alle proprie famiglie.
Un elemento destinato a pesare anche nella scelta delle sistemazioni, soprattutto nel caso in cui parte degli occupanti debba essere ospitata fuori dal territorio comunale.
Il Campidoglio cerca le risorse per l’emergenza
Resta poi il tema dei costi.
La Ragioneria Generale dovrà predisporre con procedura d’urgenza un prelievo dal fondo di riserva del Comune per finanziare le spese generate dall’emergenza iniziata la sera del 29 luglio e dagli interventi disposti successivamente dal Centro Operativo Comunale.
L’obiettivo fissato dall’ordinanza è quindi trasformare quella che nelle prime ore era stata necessariamente una risposta di emergenza sulla strada in una gestione strutturata, seppure temporanea.



