la polemica
Acqualatina, Sinistra Italiana: “Maxi-bollette e censimento utenze: serve chiarezza”
Il gestore idrico Acqualatina sotto accusa per riclassificazioni unilaterali e fatture milionarie. Un caso a Formia solleva dubbi sulla trasparenza delle procedure.
Latina – Il censimento delle utenze avviato da Acqualatina S.p.A., in collaborazione con Municipia S.p.A., sta generando polemiche per le modalità con cui vengono riclassificati i contratti degli utenti. Tra i casi più eclatanti, quello di una cittadina di Formia, residente da trent’anni, che ha ricevuto una fattura di oltre 4.000 euro senza alcuna comunicazione preventiva. La vicenda, denunciata da Sinistra Italiana, mette in luce gravi carenze nella trasparenza e nella correttezza delle procedure, con rischi concreti per i cittadini.
La vicenda di Formia e le criticità emerse
Una donna residente a Formia da decenni ha ricevuto una bolletta monstre di 4.000 euro, derivante dalla riclassificazione della sua utenza da domestica residente a domestica non residente, con un ricalcolo dei consumi degli ultimi cinque anni. Nonostante la presentazione di un reclamo con documentazione a supporto, non ha ricevuto alcuna risposta da Acqualatina, costringendola a ricorrere alla conciliazione presso ARERA e sostenendo anche costi legali.
Il problema non è isolato: la riclassificazione unilaterale delle utenze, senza un contraddittorio preventivo con l’utente, può generare addebiti non dovuti e costringere i cittadini a procedure lunghe e costose. Acqualatina e Municipia hanno il dovere di garantire trasparenza e verifica accurata dei dati, evitando che i cittadini si trovino ad affrontare maxi-conguagli senza alcuna tutela.
Le richieste di chiarezza e le implicazioni per i cittadini
Sinistra Italiana, attraverso la segretaria del Circolo Intercomunale Sud Pontino, Alessandra Ciccolella, chiede che Acqualatina e Municipia rendano pubblici i criteri adottati per il censimento e la riclassificazione delle utenze, le modalità di verifica e le garanzie procedurali per gli utenti.
La tutela dei cittadini è fondamentale, soprattutto quando si tratta di un bene essenziale come l’acqua. I cittadini devono essere informati preventivamente e messi nelle condizioni di chiarire la propria posizione prima di qualsiasi addebito. Solo così si potranno evitare abusi e situazioni di disagio economico per le famiglie.
Un appello alla responsabilità
La vicenda di Formia non è solo una questione burocratica, ma un problema di giustizia sociale. Dietro una maxi-bolletta ci sono persone che devono affrontare preoccupazioni economiche e adempimenti legali, con il rischio di non ottenere neppure un rimborso in caso di rettifica.
Acqualatina e Municipia devono assumersi la responsabilità di garantire trasparenza e correttezza, evitando che i cittadini siano vittime di procedure opache e addebiti arbitrari. Solo così si potrà ristabilire la fiducia nei confronti del gestore idrico.


