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Ladispoli, evasione fiscale da 1,3 milioni di euro

Confiscati sei immobili, dal valore complessivo superiore ai 700mila euro,

Ladispoli, 22 agosto 2026 – I finanzieri della Guardia di Finanza di Roma hanno portato a termine la confisca di sei immobili, dal valore complessivo superiore ai 700mila euro, nei confronti di un imprenditore edile romano.

L’operazione, conclusa dopo un lungo iter giudiziario avviato nel 2023, rappresenta il culmine di un’indagine fiscale che ha svelato una massiccia evasione da parte dell’uomo d’affari, con oltre 3,5 milioni di euro di redditi non dichiarati e 1,3 milioni di imposte non versate.

Un’evasione fiscale progressiva e ben organizzata

Le indagini, condotte dai militari della compagnia di Ladispoli, hanno preso avvio da una verifica fiscale nei confronti di una società attiva nella costruzione di edifici residenziali e non residenziali.

Le risultanze hanno evidenziato una strategia di occultamento dei redditi e delle scritture contabili, finalizzata a impedire la ricostruzione del reale volume d’affari dell’impresa.

Nel 2023, il rappresentante legale della società era stato denunciato alla procura di Civitavecchia per violazioni penali tributarie, ai sensi del D.Lgs. n. 74 del 2000. Le contestazioni includevano:

  • omessa presentazione delle dichiarazioni annuali ai fini delle imposte dirette e dell’Iva;
  • occultamento di documenti e scritture contabili per nascondere l’effettivo fatturato.

La sentenza di primo grado, emessa nell’aprile 2024 dal Gup di Civitavecchia, ha condannato l’imprenditore a tre anni di reclusione e all’interdizione dagli uffici direttivi di società e imprese. Il giudice ha inoltre disposto la confisca di denaro e beni, mobili e immobili, fino a coprire l’ammontare dell’evasione, pari a 1,3 milioni di euro.

La condanna è divenuta definitiva solo nel febbraio 2026, dopo la conferma in Appello e la pronuncia della Corte di Cassazione.

Un caso emblematico

L’operazione rappresenta un esempio concreto dell’impegno delle fiamme gialle nel contrastare l’evasione fiscale, un fenomeno che sottrae risorse fondamentali allo Stato e alla collettività.

La confisca degli immobili non solo recupera parte delle somme illecitamente sottratte, ma invia un segnale forte contro chi cerca di eludere le proprie responsabilità tributarie.

La vicenda sottolinea l’importanza delle verifiche fiscali e delle indagini patrimoniali nel perseguire i reati tributari, soprattutto in settori ad alto rischio come quello edile, dove la complessità delle operazioni finanziarie può facilitare pratiche elusive. (fonte: Adnkronos)

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.