Diesel in autostrada sopra il massimo storico: prezzo medio di 2,204 euro al litro
Giorgetti firma il decreto che mantiene per altri due giorni il taglio di 17 centesimi: dal 27 agosto, senza nuovi interventi, il diesel potrebbe arrivare a 2,37 euro in autostrada
Roma, 24 agosto 2026 – Il record è già caduto. E lo ha fatto mentre lo sconto sulle accise è ancora in vigore. Il diesel in autostrada ha raggiunto 2,204 euro al litro, superando il massimo storico registrato nel marzo 2022, nel pieno dello shock energetico seguito all’invasione russa dell’Ucraina. Ora il Governo prova a prendere altro tempo: il taglio di 17 centesimi sul gasolio resterà in vigore fino al 26 agosto. Due giorni in più, mentre il prezzo alla pompa continua a correre.
Poi, salvo un nuovo intervento, arriverà il conto.
Diesel, superato il record del 2022
A certificare il nuovo massimo è il Codacons, sulla base degli ultimi dati diffusi dal Mimit.
Il prezzo medio del gasolio sulla rete autostradale è salito a 2,204 euro al litro, superando i 2,154 euro registrati nella settimana del 14 marzo 2022. Circa cinque centesimi in più rispetto a quella che, fino a oggi, rappresentava la vetta storica del diesel in Italia.
La corsa è stata rapidissima. Il 18 agosto il prezzo medio in autostrada era ancora a 2,173 euro al litro; il giorno successivo era salito a 2,178. Nel giro di meno di una settimana è arrivato oltre quota 2,20.
E tutto questo mentre sul gasolio continua ad applicarsi il taglio fiscale deciso dal Governo.
Giorgetti proroga lo sconto fino al 26 agosto
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, di concerto con il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha infatti firmato il decreto ministeriale che attiva nuovamente il meccanismo delle accise mobili.
Per il 25 e 26 agosto 2026, l’accisa sul gasolio utilizzato come carburante viene rideterminata a 532,90 euro per mille litri, consentendo di mantenere lo sconto complessivo alla pompa di circa 17 centesimi al litro.
Il meccanismo utilizza il maggiore gettito Iva prodotto proprio dall’aumento del prezzo internazionale del petrolio: per coprire i due giorni di intervento vengono impiegati 20,8 milioni di euro provenienti dall’extragettito registrato a luglio.
Una misura nata, dunque, dallo stesso rincaro che sta facendo esplodere i prezzi.
Dal 27 agosto diesel fino a 2,37 euro
Il problema è quello che potrebbe succedere subito dopo.
Secondo le proiezioni del Codacons, se dal 27 agosto lo sconto dovesse cessare senza essere sostituito da nuovi interventi, ai prezzi attuali il gasolio potrebbe superare una media di 2,30 euro al litro sulla rete ordinaria e raggiungere 2,37 euro al litro in autostrada.
Significherebbe un altro salto proprio nelle giornate dei rientri estivi, dopo settimane nelle quali gli automobilisti hanno già assistito a una progressiva erosione degli effetti del taglio fiscale.
Il 18 agosto, infatti, il diesel autostradale era già tornato ai livelli precedenti al decreto sulle accise di inizio mese.
Consumatori contro la proroga di due giorni
Ed è proprio la durata dell’intervento a scatenare le proteste.
Il Codacons definisce la mini-proroga inadeguata rispetto alla dimensione dell’emergenza e chiede non solo di mantenere più a lungo il taglio, ma anche di aumentare lo sconto sul diesel e di estendere misure analoghe alla benzina. L’associazione sottolinea infatti come i 17 centesimi non siano più sufficienti a neutralizzare la crescita dei listini.
Dura anche la reazione politica. Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva-Casa Riformista al Senato, parla di una “insopportabile presa in giro”, contestando una proroga limitata a appena due giorni e chiedendo cosa accadrà alle famiglie italiane dal 27 agosto.
Le associazioni dei consumatori avevano del resto chiesto un intervento già nei giorni precedenti. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, aveva evidenziato come in appena quattro giorni un pieno di gasolio fosse aumentato di 1,20 euro in autostrada e 1,45 euro sulla rete ordinaria, chiedendo al Governo di agire prima del controesodo.


