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Lo sfogo di Ranucci: “Gogna politica mai vista”. E la Rai decide sul futuro di Report

Il giornalista denuncia una “character assassination” e dà appuntamento al pubblico al Parco della Legnara: “Dopo lo spettacolo molte cose saranno più chiare”

Roma, 24 agosto 2026 – Il palco, questa volta, potrebbe diventare qualcosa di più di un palco. Alla vigilia dell’appuntamento di Cerveteri (leggi qui), mentre intorno al suo nome si incrociano il futuro di Report, le polemiche interne alla Rai e gli sviluppi dell’inchiesta sull’attentato subito nell’ottobre 2025, Sigfrido Ranucci rompe il silenzio e sceglie i social per parlare direttamente al suo pubblico.

Lo fa nel giorno del suo 65esimo compleanno, ringraziando chi in queste settimane gli ha manifestato vicinanza. Ma soprattutto pronunciando parole che fotografano il clima nel quale si sta consumando una delle settimane più delicate della sua carriera.

“Grazie a tutti coloro che mi stanno manifestando attestati incredibili di solidarietà, di affetto, di vicinanza, in questi due mesi di oltre duemila articoli che appartengono a una character assassination che forse non ha precedenti nella storia del nostro Paese, ma forse anche a livello mondiale. Una sorta di gogna politica di giornali di partito”, afferma il giornalista nel video pubblicato sui social.

Ranucci a Cerveteri: “Dopo lo spettacolo molte cose saranno più chiare”

Poi l’appuntamento con Cerveteri. Martedì 25 agosto, al Parco della Legnara, Ranucci porterà in scena Diario di un trapezista, lo spettacolo con cui sta attraversando l’Italia raccontando giornalismo, potere, inchieste e retroscena della propria esperienza professionale.

E proprio sull’appuntamento etrusco lascia cadere una frase destinata ad alimentare ulteriormente l’attesa.

“Al termine mi fermerò con voi per scambiare opinioni, anche semplicemente per stringere una mano o scattare una fotografia. Dopo quello spettacolo molte cose saranno più chiare”, annuncia.

Parole che arrivano mentre il destino professionale del conduttore potrebbe essere deciso proprio nelle prossime ore.

Report, settimana decisiva: la Rai valuta la sostituzione

Dopo la consegna della relazione del Comitato etico, la partita passa infatti nelle mani dell’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi.

Secondo quanto ricostruito dall’Ansa, la strada che starebbe prendendo forma non sarebbe quella di una sospensione. L’ipotesi al momento considerata più concreta sarebbe invece una sostituzione di Ranucci alla guida di Report, accompagnata dalla proposta di un nuovo incarico all’interno dell’azienda. Il parere del Comitato etico ha natura consultiva e non vincolante e la decisione finale sarebbe dunque di carattere editoriale.

La Rai, secondo l’agenzia, sarebbe intenzionata da una parte a tutelare il marchio Report – il cui nuovo ciclo è previsto dall’8 novembre – e dall’altra a evitare un possibile contenzioso per demansionamento. Sul tavolo potrebbero esserci tre diverse ipotesi di ricollocazione, anche nelle strutture nelle quali Ranucci ha lavorato durante la sua lunga carriera in viale Mazzini.

Non sarebbe stato ancora individuato, invece, il nome del successore. L’orientamento sembrerebbe quello di cercare una soluzione interna alla Rai o alla stessa trasmissione. Tra le indiscrezioni circolano i nomi di Giorgio Mottola, Giulio Valesini e Giulia Innocenzi, mentre sarebbe in calo l’ipotesi Daniele Autieri. La redazione di Report dovrebbe incontrare il direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini tra l’1 e il 2 settembre.

Sul possibile intervento dell’azienda si era già espresso il legale di Ranucci, Roberto De Vita, secondo il quale qualsiasi iniziativa presa in questa fase rischierebbe di essere condizionata dalle “falsità” circolate nelle ultime settimane.

Attentato Ranucci, Lavitola davanti al Riesame il 7 settembre

E mentre in Rai si decide il futuro televisivo del giornalista, continua a muoversi anche il fronte giudiziario.

È stata fissata per il 7 settembre l’udienza davanti al Tribunale del Riesame per Valter Lavitola, detenuto nel procedimento sull’attentato contro Ranucci. L’ex editore e imprenditore, attraverso i suoi difensori Sergio e Arturo Cola, ha annunciato l’intenzione di rendere dichiarazioni spontanee.

Durante l’interrogatorio di garanzia a Rebibbia Lavitola ha ammesso di essere il mandante dell’attentato, sostenendo di aver organizzato l’azione con l’obiettivo di spingere le autorità a rafforzare la protezione attorno al giornalista. Una ricostruzione che non aveva convinto il gip, che aveva definito le sue dichiarazioni generiche e prive di elementi concreti suscettibili di riscontro.

Il Riesame sarà chiamato ora a pronunciarsi sulle esigenze cautelari e sull’aggravante del metodo mafioso contestata. A luglio lo stesso Tribunale aveva già confermato il carcere e l’aggravante mafiosa nei confronti dei quattro uomini indicati dagli inquirenti come esecutori materiali dell’attentato del 16 ottobre 2025 a Pomezia.

Due binari, dunque, che corrono contemporaneamente: quello giudiziario e quello televisivo. In mezzo c’è Ranucci. E prima che la Rai sciolga definitivamente il nodo Report, il giornalista salirà sul palco di Cerveteri.

Con una promessa che, alla vigilia di una settimana così delicata, assume inevitabilmente un peso diverso: “Dopo quello spettacolo molte cose saranno più chiare”.