IL PRESIDENTE
|Ucraina, Zelensky nel giorno dell’Indipendenza: “Pace, ma non capitolazione”
L’Unione Europea approva altri 6,1 miliardi di aiuti per Kiev. Putin ammette le difficoltà dopo gli attacchi ucraini alle infrastrutture russe
Kiev, 24 agosto 2026 – Altri 6,1 miliardi di euro per rafforzare la difesa dell’Ucraina. Nel giorno in cui Kiev celebra il 35esimo anniversario dell’Indipendenza dall’Unione Sovietica, l’Unione europea rilancia il proprio sostegno militare al Paese, mentre Volodymyr Zelensky ribadisce la linea ucraina davanti alla prospettiva di nuovi negoziati: cercare la pace, ma senza accettare una capitolazione davanti alla Russia.
Due messaggi che arrivano nella stessa giornata e si incrociano sul futuro del conflitto: da una parte il nuovo intervento finanziario europeo, dall’altra la posizione di Kiev sui territori ancora controllati dall’Ucraina.
Ucraina, dall’Ue altri 6,1 miliardi per la difesa
La Commissione europea ha approvato un nuovo pacchetto da 6,1 miliardi di euro destinato all’acquisto di sistemi per la difesa ucraina.
Le risorse serviranno in particolare per difesa aerea, missili, munizioni e radar, settori considerati essenziali per aumentare la capacità di Kiev di proteggere il territorio e contrastare gli attacchi russi.
Il nuovo stanziamento si aggiunge ai 16 miliardi di euro di piani di approvvigionamento già approvati dall’Unione europea. Bruxelles conferma così la scelta di mantenere elevato il livello del sostegno militare all’Ucraina.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha collegato la decisione all’intensificarsi degli attacchi russi, ribadendo l’impegno europeo nel rafforzamento della protezione della popolazione e dei cieli ucraini.
Zelensky nel giorno dell’Indipendenza: pace sì, resa no
Il nuovo intervento europeo arriva mentre l’Ucraina celebra il 35esimo anniversario della propria indipendenza dall’Urss.
Nel suo intervento per la ricorrenza, il presidente Volodymyr Zelensky ha ribadito che Kiev vuole arrivare alla pace, ma non intende accettare un accordo a qualsiasi condizione.
Il punto centrale resta ancora una volta il territorio. L’Ucraina non intende infatti accettare la richiesta russa di cedere a Mosca le aree del Donbass che restano sotto il controllo di Kiev, una delle questioni decisive nell’eventuale costruzione di un negoziato.
Per Zelensky, una concessione di questo tipo non rappresenterebbe una garanzia sufficiente per impedire nuove aggressioni russe.
I leader europei a Kiev
Le celebrazioni dell’Indipendenza sono diventate anche una nuova occasione per mostrare il sostegno internazionale all’Ucraina. A Kiev sono arrivati diversi rappresentanti europei, mentre prosegue il confronto tra i Paesi che sostengono l’Ucraina sulle prossime mosse diplomatiche e militari.
Sul tavolo resta in particolare la necessità, indicata da Kiev, di ottenere ulteriori sistemi di difesa aerea per contrastare gli attacchi missilistici russi. Nella stessa giornata è prevista anche una riunione della “Coalition of the Willing”, il gruppo di Paesi impegnato nel sostegno all’Ucraina.
Tra sostegno militare e ricerca di un accordo
Il 24 agosto fotografa così i due binari lungo i quali continua a muoversi la crisi ucraina. Da una parte resta aperta la prospettiva diplomatica e Kiev continua a dichiararsi disponibile a una soluzione negoziata; dall’altra, Europa e Ucraina insistono sulla necessità di arrivare a qualsiasi confronto con una capacità difensiva sufficientemente forte.
Il nuovo pacchetto europeo da 6,1 miliardi di euro va esattamente in questa direzione. E nel giorno simbolicamente più importante per l’Ucraina, Zelensky fissa ancora una volta il limite politico di Kiev: la ricerca della pace non può tradursi nella rinuncia alle parti del Paese ancora sotto controllo ucraino.
Putin: Kiev ha “aperto il vaso di Pandora”
Da Mosca, intanto, Vladimir Putin ha attaccato duramente Kiev per la nuova campagna di raid ucraini contro obiettivi economici russi. Parlando a un giornalista della televisione di Stato, il presidente russo ha accusato l’Ucraina di aver “aperto il vaso di Pandora” con gli attacchi contro infrastrutture economiche della Federazione, comprese raffinerie e strutture logistiche.
Putin ha quindi annunciato una risposta contro quelli che ha definito i “settori economici più sensibili” dell’Ucraina. Mosca ha già colpito infrastrutture economiche ucraine, comprese quelle legate alle esportazioni di grano attraverso il Mar Nero. Il presidente russo ha inoltre sostenuto che eventuali difficoltà alle esportazioni agricole ucraine non provocherebbero una carenza globale, affermando che la Russia sarebbe in grado di compensare una parte delle forniture mancanti.
Sul fronte diplomatico, Putin ha ribadito che Mosca resta disponibile a negoziare, ma solo sulla base delle “realtà sul terreno”, respingendo quelle che ha definito proposte “esotiche” avanzate da Kiev attraverso intermediari.


