L'Anzio Liberata
|Anzio, l’approdo è lontano, ma bisogna stabilire la rotta ora
Anzio – “Sedimentare — pensava Nerone dall’alto della sua villa imperiale —: certe volte bisogna attendere, lasciare che la sabbia si accumuli a poco a poco per diventare una montagna, per coprire le trasgressioni e gettare le basi di un’opera monumentale. Bisogna sedimentare”.
Nerone si ripeteva queste parole confortato dalla frescura di fine agosto, quando il libeccio incontra lo scirocco e qualche spruzzo di pioggia rinfresca l’aria; quando la brezza sposta la sabbia lasciando sedimentare il ricordo di una bella giornata o il malumore per una brutta notizia.
E di cattive notizie l’imperatore ne aveva fin troppe a cui pensare; tuttavia, dopo qualche giorno passato alla ricerca di ispirazione, preferiva dedicarsi ai canti del suo poema sullo scontro tra Achei e Traci, una storia che lo aveva tanto appassionato.
Tornando dunque al famoso banchetto degli Achei, nel quale una valorosa eroina si era proposta di guidare il grande esercito, è giunto il momento di scendere nei dettagli.
“Basta mettersi d’accordo, c’è posto per tutti”, aveva chiosato uno dei Re. Ed ecco che l’eroina, con un balzo in avanti, si era offerta quale guida di un progetto nuovo e rinnovato, pur avvalendosi dei medesimi comandanti e membri del Gran Consiglio che erano stati bistrattati dai Traci.
Una storia gattopardesca, direbbero gli autori contemporanei: cambiare tutto affinché nulla cambi.
A far riflettere sul fatto che nulla sia effettivamente cambiato tra gli Achei non è tanto l’assenza, al convivio, dei nuovi eroi emersi nell’ultimo periodo, quanto la scelta di lasciarsi guidare da volti noti che al governo di Anzio vi sono già stati.
A nulla serve ricordare il largo anticipo di questa magistrale operazione politica — considerando che mancano ancora tre anni al rinnovo del governo della città —, poiché nei giochi di equilibrio occorre pianificare con grande anticipo come distribuire le cariche, le posizioni strategiche e su quale terreno ingaggiare lo scontro con i Traci.
I primi equilibri da ricomporre per gli Achei riguardano l’interno della grande tribù dei Fratelli di Anzio: è questo lo schieramento dell’eroina ed è qui che ella deve fare i primi conti.
Tra i Fratelli di Anzio regna infatti una profonda lacerazione, divisa com’è tra tre anime: quella dell’eroina fedele al vecchio Re, quella del reggente insignito dagli alti ranghi della tribù, e quella dei giovani rampanti che con fatica si sono fatti strada all’interno della fazione.
Per questo l’eroina intende battere tutti sul tempo e, con un colpo di mano, vorrebbe mettere a tacere sia il reggente sia il giovane rampante. Ma in quale modo?
Come già ricordato, l’eroina conta su due consiglieri infiltrati nel Consiglio che potrebbero sfiduciare il giovane rampante. Il tutto avverrebbe in accordo con un valido alleato che, in cambio del proprio appoggio, otterrebbe la reggenza della tribù: prima gettandola nel caos e poi offrendosi di assumerne il comando in via provvisoria — il tempo strettamente necessario per consolidare la propria ascesa a leader indiscusso.
Lavati i panni sporchi in casa, sarà poi il momento di convincere gli altri schieramenti.
Molti di questi erano stati validi alleati dell’eroina ai tempi in cui ella governava Anzio insieme ai vecchi Re, e si direbbero pronti a seguire la sua linea in cambio di un seggio al Gran Consiglio.
Nel dubbio che qualcuno possa ricredersi, negli ultimi giorni l’eroina si è prodigata in un fitto giro di messaggi e telefonate per ingraziarsi la fedeltà degli altri condottieri.
Un appoggio di qua e un sostegno di là, l’obiettivo è diventare un peso così determinante al tavolo delle trattative da mettere in minoranza gli altri Achei, ponendoli nella condizione di non poter più rifiutare le sue condizioni.
Ah, poveri Achei, costretti a combattersi tra loro ancor prima di affrontare i Traci! Poveri Achei, destinati a essere estromessi da una scacchiera quanto mai appetitosa per gli ex governanti che non intendono cedere le proprie posizioni strategiche.
Eppure, questa divisione non farà altro che rafforzare i Traci, qualora la tribù più grande — per numeri e per forza — preferisse lanciarsi in una guerra fratricida anziché stringere un accordo sincero.


