IL CASO
Asl Roma 6 tra dimenticanze e subappalti: ora si cercano i rimedi
Dall’inaugurazione del 2018 ai continui cambi al vertice della Asl Roma 6, il verbale di collaudo tecnico-amministrativo è rimasto senza la firma del presidente della Commissione
Anzio, 26 agosto 2026 – Documenti rimasti sotto chiave nell’ufficio dell’ingegneria per anni e di cui nessuno ha pensato di occuparsi, finché il Nuovo Ospedale dei Castelli non è diventato un terreno di scontro su cui scaricare le responsabilità per la mancata firma sul verbale di collaudo tecnico-amministrativo.
Un ping-pong di passaggi tra gli uffici lungo ben otto anni, che ha attraversato il cambio di quattro direttori generali alla guida della Asl Roma 6 e di due presidenti al governo della Regione Lazio. Oggi è il direttore Giovanni Profico a dover prendere in mano la situazione per trovare una soluzione e il primo passaggio fondamentale è stato quello di convocare l’ingegner Sajeva e rimettere insieme tutta la documentazione.
Il progetto da 120 milioni di euro
Sulla base di un protocollo d’intesa stipulato nel 2006 tra Regione, Asl e Comune di Ariccia, il Nuovo Ospedale dei Castelli è stato edificato su un’area di 15 ettari per un costo complessivo di 120 milioni di euro. Un progetto diventato poi il fiore all’occhiello dell’amministrazione Zingaretti in ambito sanitario, tra tagli di nastri, grandi festeggiamenti, concorsi e assunzioni a cascata: un vortice di entusiasmo ha avvolto il NOC, presentato in brevissimo tempo come una struttura all’avanguardia.
Il 18 dicembre 2018 si tenne la cerimonia ufficiale di inaugurazione alla presenza delle autorità regionali e locali. All’epoca, il Direttore Generale della Asl Roma 6 era il dottor Narciso Mostarda, che ha guidato l’azienda sanitaria per oltre cinque anni, fino al passaggio di consegne avvenuto nel 2022 con Cristiano Camponi. Nel 2023 la direzione è stata assunta come facente funzioni da Guglielmo Di Balsamo, per poi arrivare al commissariamento di Francesco Marchitelli con l’insediamento alla guida della Regione della giunta di centrodestra guidata da Francesco Rocca. Un ulteriore cambio di passo si è avuto nel 2025 con la nomina transitoria alla Direzione Generale di Arturo Cavaliere, fino ad arrivare, nell’aprile dello stesso anno, all’incarico affidato a Giovanni Profico.
Quattro direttori, ma il verbale resta senza firma
Mentre la porta della direzione generale si apriva e si chiudeva come quella girevole di un grattacielo di New York, a rimanere immutati alle proprie scrivanie sono stati i responsabili degli uffici tecnici. E nessuno di loro, fino ad agosto 2026, si è accorto della mancanza del verbale di collaudo.
Tutti, presi dall’entusiasmo e dalle passerelle, hanno dimenticato che sul verbale tecnico-amministrativo redatto dalla commissione manca tuttora la firma del presidente di Commissione Giuseppe Sergio Sajeva, ingegnere della Asl Roma 6. La direzione dei lavori, con un certificato del 21 maggio 2021, aveva dichiarato ultimati gli interventi “con prescrizioni”, fissando un termine di 60 giorni per completare le attività risultate ancora incomplete alla data dell’accertamento. La commissione di collaudo, avendo riscontrato il mancato rispetto di tale scadenza e la mancata conclusione di tutte le opere contrattualmente previste, è intervenuta emettendo ulteriori prescrizioni.
Il nodo delle prescrizioni e dei pagamenti
Ai tempi, però, nessuno ha controllato. La direzione dei lavori non applicò penali, mentre l’ingegner Sajeva stilò un lungo elenco di interventi da sistemare; ciononostante, tutto è finito nel dimenticatoio. Nel frattempo si prefigura l’ipotesi di un grave danno erariale: le fatture alla ditta esecutrice non avrebbero infatti potuto essere saldate in assenza del certificato di ultimazione dei lavori, atto necessario a confermare l’effettiva conclusione delle opere e delle verifiche propedeutiche alla firma del collaudo.
Perché l’assenza di questi documenti emerge solo ora? E per quale motivo nessuna delle figure competenti — né all’interno della direzione sanitaria dell’ospedale, né nella segreteria di Borgo Garibaldi ad Albano — ha contestato i lavori sulla base della relazione di Sajeva?
Appalti e subappalti, il nodo della gestione
Emerge il quadro di una gestione frettolosa e lacunosa di appalti e subappalti, che da un lato ha spinto per velocizzare i cantieri e dall’altro ha perso il controllo dell’organizzazione amministrativa, complicata da una documentazione risalente a anni fa e rimasta chiusa a chiave in qualche ufficio.
Il nodo risiede nella gestione dei subappalti, che prosegue da anni e sta creando enormi difficoltà all’intera Asl. Che molte di queste aziende abbiano lavorato male non è un mistero, e spesso ciò ha provocato danni strutturali all’interno del presidio sanitario.
In questo contesto la filiera istituzionale ha seguito una lunga serie di passaggi e i documenti sono transitati di mano in mano: chi avrebbe dovuto controllare e non l’ha fatto?


