LA STRETTA
|Trump ferma i colloqui per i visti d’immigrazione Usa nel mondo: cosa cambia per gli italiani
L’amministrazione americana ha disposto una pausa globale degli appuntamenti per i visti destinati a chi vuole trasferirsi stabilmente negli Stati Uniti. La misura riguarda anche le pratiche dall’Italia
Washington, 26 luglio 2026 – L’amministrazione di Donald Trump ha disposto una pausa negli appuntamenti per i visti d’immigrazione negli Stati Uniti, intervenendo ancora una volta su uno dei dossier che hanno segnato maggiormente il ritorno del presidente alla Casa Bianca.
La misura ha portata globale. Chi aveva già un colloquio programmato presso ambasciate e consolati statunitensi ha iniziato a ricevere comunicazioni sul rinvio dell’appuntamento e, al momento, Washington non ha indicato una data precisa per il ritorno alla normale attività.
Ma lo stop non riguarda tutti i visti e, soprattutto, non significa che gli italiani non possano più viaggiare negli Stati Uniti.
Trump sospende gli appuntamenti per i visti d’immigrazione
Il Dipartimento di Stato americano ha spiegato di aver avviato una “iniziativa di formazione globale” nelle rappresentanze diplomatiche degli Stati Uniti. Gli appuntamenti consolari verranno quindi rimodulati per consentire ai funzionari di partecipare alla nuova formazione.
L’obiettivo dichiarato è uniformare e rafforzare i controlli sui candidati all’immigrazione, con particolare attenzione alla possibilità che un richiedente possa diventare economicamente dipendente dai programmi di assistenza pubblica statunitensi.
Secondo Reuters, la sospensione riguarda gli appuntamenti per gli immigrant visas, cioè i visti destinati a chi intende trasferirsi permanentemente negli Usa. L’agenzia ha anche corretto espressamente una prima formulazione della notizia precisando che non si tratta dello stop a tutti i visti americani.
Una distinzione tutt’altro che secondaria.
Cosa cambia per gli italiani
La portata mondiale della decisione significa che anche chi presenta una domanda dall’Italia per un visto d’immigrazione può subire rinvii. Nel sistema consolare statunitense, le procedure per gli immigrant visas in Italia fanno riferimento al Consolato generale degli Stati Uniti a Napoli.
Per chi sta quindi cercando di trasferirsi stabilmente negli Usa attraverso una delle categorie di immigrazione previste dalla legge americana – ad esempio per ricongiungimento familiare o altre procedure che conducono alla residenza permanente – l’appuntamento consolare può essere rinviato in attesa della riprogrammazione.
Diverso il discorso per chi vuole semplicemente andare negli Stati Uniti per una vacanza o per un breve viaggio d’affari.
ESTA e turismo: nessun blocco per gli italiani
L’Italia continua a far parte del Visa Waiver Program, il programma che permette ai cittadini dei Paesi aderenti di entrare negli Stati Uniti per turismo o affari per un massimo di 90 giorni senza richiedere un visto tradizionale, purché siano rispettati i requisiti previsti e sia stata ottenuta l’autorizzazione ESTA.
La nuova pausa annunciata dall’amministrazione Trump riguarda i visti d’immigrazione e non modifica, secondo le informazioni disponibili, il funzionamento dell’ESTA.
In altre parole, per un cittadino italiano che deve andare a New York, Miami, Los Angeles o in qualsiasi altra destinazione americana per un soggiorno turistico inferiore a 90 giorni, questa specifica decisione non introduce un nuovo divieto di ingresso.
Lo stesso vale per le categorie di visto non-immigrant: non sono comprese nello stop globale agli appuntamenti per gli immigrant visas annunciato in queste ore, anche se l’amministrazione Trump sta contemporaneamente intervenendo con altre misure su differenti segmenti del sistema migratorio.
Dal ritorno alla Casa Bianca Trump ha accelerato sulle espulsioni, sulla revoca di alcuni visti e green card e sui controlli per chi vuole entrare o stabilirsi negli Stati Uniti.
Soltanto pochi giorni fa un giudice federale aveva annullato un’altra politica dell’amministrazione che sospendeva il rilascio dei visti d’immigrazione per cittadini di 75 Paesi, stabilendo che il segretario di Stato Marco Rubio aveva oltrepassato i poteri attribuitigli dalla legge.
Quella misura era selettiva e legata alla nazionalità dei richiedenti. Il nuovo provvedimento è differente: non introduce formalmente un divieto basato su una lista di Stati, ma rallenta gli appuntamenti per l’immigrazione su scala mondiale mentre il personale consolare viene sottoposto alla nuova formazione.



