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Fondo Safe, l’Italia chiede 8 miliardi all’Ue per armi e difesa

Palazzo Chigi avrebbe potuto accedere fino a 14,9 miliardi. La decisione arriva dopo il confronto nella maggioranza sulle nuove spese militari

Roma, 27 agosto 2026 – L’Italia sceglie di fermarsi a 8 miliardi di euro. È questa la cifra richiesta dal Governo nell’ambito di Safe, lo strumento europeo pensato per finanziare gli investimenti comuni in sicurezza e difesa, nonostante per Roma fosse disponibile un plafond sensibilmente superiore.

La richiesta è stata formalizzata dal Governo italiano, secondo quanto riferito a Reuters da una fonte a conoscenza della questione. L’Italia può infatti accedere fino a 14,9 miliardi di euro attraverso il programma europeo, ma ha deciso di utilizzare poco più della metà della somma potenzialmente disponibile.

L’Italia chiede 8 miliardi al fondo Safe

La scelta arriva dopo settimane in cui il tema dell’aumento delle spese per la difesa ha attraversato anche il confronto interno alla maggioranza.

In particolare, secondo Reuters, all’interno della coalizione guidata da Giorgia Meloni erano emerse posizioni differenti sull’opportunità e sull’entità del ricorso ai nuovi finanziamenti europei. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sostenuto l’utilizzo del Safe per finanziare spese già programmate attraverso condizioni finanziarie più favorevoli, mentre la Lega di Matteo Salvini aveva espresso maggiore cautela sul ricorso allo strumento.

Alla fine il punto di equilibrio è arrivato con una richiesta da circa 8 miliardi, ben al di sotto del tetto assegnato all’Italia.

Cos’è il fondo europeo Safe

Safe, acronimo di Security Action for Europe, è uno dei pilastri della nuova strategia europea sulla difesa. Lo strumento mette a disposizione complessivamente 150 miliardi di euro sotto forma di prestiti per sostenere investimenti degli Stati membri in settori strategici, dalla difesa missilistica ai droni fino alla cybersicurezza.

I fondi vengono raccolti dall’Unione europea sui mercati dei capitali e successivamente concessi agli Stati che ne fanno richiesta sulla base dei rispettivi piani nazionali.

Per l’Italia il Consiglio dell’Ue aveva indicato un importo massimo finanziabile pari a 14,9 miliardi di euro.

Difesa, il confronto nella maggioranza

Dietro la scelta della cifra c’è anche un equilibrio politico. La necessità di rafforzare la capacità europea di difesa si incrocia infatti con il dibattito italiano sulle risorse da destinare alle altre priorità economiche e sociali.

Secondo Reuters, le nuove spese militari restano un tema politicamente sensibile anche per la loro scarsa popolarità in una parte dell’opinione pubblica. Nel Governo, inoltre, il confronto si è intrecciato con la richiesta di destinare maggiori risorse agli interventi contro il caro energia.

La richiesta da 8 miliardi consente quindi all’Italia di accedere al programma europeo senza utilizzare integralmente lo spazio finanziario messo a disposizione da Bruxelles.

Da Roma una richiesta inferiore al tetto disponibile

L’Italia entra così nel meccanismo Safe, ma scegliendo una strada più contenuta rispetto ai 14,9 miliardi potenzialmente disponibili.

Una decisione che lascia aperto il nodo più ampio delle future spese per la difesa: quanto investire, con quali strumenti e soprattutto come conciliare gli impegni europei e Nato con gli equilibri di bilancio e le altre priorità della politica economica italiana.

Foto: governo.it