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Ladispoli, documenti falsi per evitare i controlli: arrestato 75enne ricercato da quattro anni

Fermato dai Carabinieri lungo la via Aurelia: gli accertamenti hanno fatto emergere un ordine di carcerazione del 2022

Ladispoli, 27 agosto 2026 – Un normale controllo lungo la via Aurelia si è trasformato nell’arresto di un uomo sul quale pendeva da anni un ordine di carcerazione. Nel corso della serata, i Carabinieri della Stazione di Ladispoli hanno fermato un 75enne di origini croate, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine.

Durante le verifiche, l’uomo avrebbe cercato di sottrarsi all’identificazione mostrando ai militari un passaporto e una carta d’identità croati intestati a un’altra persona.

I documenti falsi e la vera identità

La documentazione esibita ha insospettito i Carabinieri, che hanno avviato ulteriori accertamenti attraverso le banche dati e la comparazione fotosegnaletica.

Le verifiche avrebbero confermato la falsità dei documenti, consentendo ai militari di risalire alla reale identità del 75enne.

Ed è proprio da quel momento che il controllo ha assunto un peso diverso: una volta identificato, infatti, è emerso che l’uomo risultava destinatario di un provvedimento restrittivo ancora pendente.

Ricercato dal 2022: deve scontare quasi cinque anni

A carico del 75enne risultava infatti un ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso nel luglio 2022 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’uomo deve ancora scontare una pena residua di 4 anni, 11 mesi e 26 giorni di reclusione per reati commessi in precedenza.

I Carabinieri lo hanno quindi arrestato per il possesso dei documenti d’identità falsi, dando contestualmente esecuzione al provvedimento di carcerazione già pendente.

Al termine delle formalità di rito, il 75enne è stato trasferito nella Casa circondariale di Civitavecchia, dove resta a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Il procedimento relativo ai nuovi fatti contestati si trova nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, l’indagato deve essere considerato presunto innocente fino a eventuale condanna definitiva.