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Meta paga 17 miliardi negli Usa: stretta sui social per gli adolescenti. Tutte le novità

Meta raggiunge un accordo miliardario con 47 Stati americani: per i minorenni arrivano grosse limitazioni

Washington, 27 agosto 2026 – Limiti al tempo trascorso sui social, stop durante la notte, notifiche silenziate nelle ore scolastiche, maggiore controllo sull’età e restrizioni sui filtri estetici. Negli Stati Uniti cambia il rapporto tra adolescenti e social network. Meta ha raggiunto un accordo miliardario con una coalizione di Stati americani che imporrà nuove e più stringenti protezioni per i minorenni su Facebook e Instagram.

L’accordo, annunciato il 26 agosto, ha un valore potenziale di 17,1 miliardi di dollari e chiude una delle più importanti battaglie giudiziarie intraprese negli Stati Uniti sulla tutela dei minori online. Il contenzioso coinvolge 47 Stati e alcuni territori statunitensi. La causa federale originaria era stata avviata nel 2023 da 33 Stati, 29 dei quali attraverso un’azione congiunta.

Al centro delle contestazioni c’era il modo in cui Meta avrebbe progettato alcune caratteristiche di Facebook e Instagram, accusate di favorire un utilizzo compulsivo delle piattaforme da parte di bambini e adolescenti. Tra le accuse figurava anche la raccolta di dati personali relativi a utenti con meno di 13 anni senza il consenso dei genitori.

Meta ha sempre respinto le accuse e l’accordo non costituisce un’ammissione di responsabilità. Tuttavia il gruppo dovrà introdurre una serie di modifiche destinate agli utenti minorenni nelle giurisdizioni statunitensi interessate dall’intesa.

Due ore al giorno tra Facebook e Instagram

Una delle novità più significative riguarda il tempo trascorso online. Per gli adolescenti sarà impostato automaticamente un limite complessivo di due ore al giorno tra Facebook e Instagram.

Il sistema dovrà tenere conto del tempo trascorso complessivamente sulle due piattaforme, evitando che il semplice passaggio da un social all’altro consenta di aggirare il limite. Durante l’utilizzo compariranno anche avvisi per invitare i ragazzi a interrompere sessioni troppo lunghe.

Stop di notte e notifiche silenziate a scuola

Un’altra misura riguarda le ore notturne. Tra mezzanotte e le 6 del mattino l’utilizzo sarà limitato, mentre durante l’orario scolastico, indicativamente dalle 8 alle 15, le notifiche push saranno silenziate per impostazione predefinita, fatte salve alcune eccezioni.

L’obiettivo è ridurre l’esposizione continua alle piattaforme nei momenti della giornata considerati più sensibili, soprattutto durante il sonno e le ore dedicate alla scuola.

Meno “Mi piace” e restrizioni sui filtri estetici

L’accordo interviene anche su un tema particolarmente delicato: il rapporto tra social network, immagine personale e ricerca dell’approvazione degli altri.

Per gli account degli adolescenti il numero dei “Mi piace” e delle reazioni sarà nascosto per impostazione predefinita, riducendo almeno in parte quella continua misurazione del consenso che caratterizza l’esperienza sui social.

Sono previste inoltre restrizioni per i filtri che modificano, a volte in modo del tutto innaturale, l’aspetto fisico o simulano gli effetti della chirurgia estetica: un fenomeno particolarmente discusso per il possibile impatto sulla percezione del proprio corpo, soprattutto durante l’adolescenza.

Feed non personalizzati e meno autoplay

Le modifiche riguarderanno anche la fruizione dei contenuti. Tra le misure previste ci sono maggiori possibilità di utilizzare feed non personalizzati e di limitare meccanismi come la riproduzione automatica dei video, pensati per mantenere l’utente connesso il più a lungo possibile.

L’intervento tocca quindi alcuni dei meccanismi centrali attraverso cui le piattaforme selezionano e propongono continuamente nuovi contenuti agli utenti.

Il nodo della verifica dell’età

Uno dei problemi che Meta dovrà affrontare è quello dell’età effettiva degli utenti.

Facebook e Instagram prevedono già un’età minima per l’iscrizione, ma dichiarare una data di nascita falsa è sempre stato abbastanza semplice. La società dovrà quindi rafforzare i sistemi di verifica e stima dell’età, uno dei punti più complessi nella protezione dei minorenni online.

Le misure introdotte come conseguenza di questo specifico accordo giudiziario non diventano automaticamente valide in tutto il mondo. Riguardano gli utenti minorenni nelle giurisdizioni statunitensi interessate.

Meta ha già introdotto anche in Europa e in altri Paesi gli Account per adolescenti, con impostazioni più restrittive sulla privacy, sui contatti e sui contenuti. Queste iniziative, però, vanno distinte dagli obblighi derivanti dal nuovo accordo americano, anche se la questione potrebbe comunque avere ripercussioni molto più ampie.

Zuckerberg chiama in causa le altre piattaforme

La posizione espressa dal gruppo è che le protezioni funzioneranno realmente soltanto se saranno adottati standard comuni nell’intero settore.

Il messaggio riguarda inevitabilmente concorrenti come TikTok e YouTube e apre una questione destinata a diventare sempre più centrale: quanto può essere lasciata alle piattaforme la responsabilità di stabilire autonomamente le regole per proteggere bambini e adolescenti?

L’accordo americano non risolve il problema del rapporto tra giovani e social network, né dimostra che limiti e blocchi siano sufficienti a neutralizzarne gli effetti negativi.

Segna però un passaggio importante e soprattutto introduce un principio che potrebbe superare i confini degli Stati Uniti: quando a utilizzare un social network è un minorenne, la protezione non dovrebbe essere un’opzione nascosta nelle impostazioni, ma la condizione di partenza.