L'ALLERTA
Emergenza incendi a Tarquinia, la città assediata dal fuoco: settimane di interventi
Tre roghi in poche ore (e non solo). La guardia resta alta
Tarquinia, 28 agosto 2026 – Non più un incendio isolato. Nemmeno due. A mettere in fila le cronache dell’ultimo mese, quello che emerge è un territorio che da settimane continua a fare i conti con le fiamme.
Dalle Saline di Tarquinia alle campagne lungo l’Aurelia, dalla stazione fino all’Acquetta. Poi, nelle ultime ore, tre nuovi fronti tra la Litoranea, strada del Pidocchio e la zona compresa tra Monterozzi e Aurelia bis.
Il bilancio ricostruibile attraverso gli episodi documentati porta ad almeno sette incendi nell’arco di circa un mese. Un numero che non equivale a uno stato di emergenza formalmente dichiarato, ma che fotografa una pressione ormai continua sulle squadre chiamate a presidiare il territorio.
E soprattutto non sembra essere ancora finita.
Tre incendi in poche ore: la giornata più difficile
L’ultimo campanello d’allarme è arrivato giovedì 27 agosto.
In una sola giornata tre incendi distinti hanno richiesto l’attivazione delle squadre AEOPC Tarquinia da parte della Sala Operativa Regionale, insieme ai Vigili del Fuoco e alle altre forze presenti sul territorio.
Il primo fronte si è sviluppato lungo la strada provinciale Litoranea, a bordo della carreggiata. Il secondo ha interessato strada del Pidocchio, nei pressi della ferrovia.
Il terzo è arrivato nella zona tra la provinciale Monterozzi e l’Aurelia bis, dove le fiamme hanno raggiunto sterpaglie e uliveti.
Per fronteggiare i roghi l’AEOPC ha impiegato due pickup antincendio e un’autobotte da 6mila litri. Nei diversi interventi sono stati coinvolti anche Vigili del Fuoco, Guardia Costiera, Polizia Locale e Carabinieri Forestali.
Tre incendi, tre zone diverse, nello spazio di poche ore.
Ed è proprio questo dato che cambia la prospettiva.
Dalle Saline all’Acquetta: il mese degli incendi a Tarquinia
La sequenza era cominciata già alla fine di luglio.
La sera del 27 luglio un vasto incendio aveva raggiunto la Riserva naturale delle Saline di Tarquinia, facendo scattare un lungo intervento di Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Carabinieri Forestali. Le fiamme, visibili anche a grande distanza, erano state fermate e l’area bonificata dopo diverse ore.
Pochi giorni dopo, la sera del 1° agosto, un altro vasto incendio aveva colpito le campagne nei pressi dell’Aurelia. Diversi ettari di terreno erano andati in fumo e le fiamme erano arrivate a lambire un capannone e la macchia mediterranea. Nessuna persona era rimasta ferita.
Il giorno successivo era toccato alla zona della stazione, con un incendio di sterpaglie sviluppatosi in un campo adiacente al parcheggio. Anche in quel caso era stato necessario l’intervento della Protezione Civile.
Poi una relativa tregua. Fino al 23 agosto.
Cinque ore contro le fiamme all’Acquetta
Domenica 23 agosto il fuoco è tornato a fare paura nella zona dell’Acquetta, tra strada della Fontanaccia e strada degli Oliveti.
Quella volta non si è trattato di un intervento rapido.
Le operazioni di spegnimento e bonifica sono andate avanti per oltre cinque ore, coinvolgendo volontari AEOPC, Vigili del Fuoco, squadra boschiva e Protezione Civile di Allumiere. Nel contrasto alle fiamme è stato determinante anche l’aiuto degli agricoltori presenti nella zona.
Quattro giorni dopo sono arrivati i tre incendi del 27 agosto.
Ed è così che, senza contare eventuali ripartenze dello stesso fronte e senza includere gli incendi nei comuni confinanti, la successione documentata raggiunge almeno sette episodi in circa un mese.
Anche case e necropoli hanno rischiato
Nelle stesse ore del 27 agosto è stata inoltre segnalata un’altra situazione critica lungo via Ripagretta, al bivio di ingresso a Tarquinia.
Le fiamme erano divampate a bordo strada, in una posizione particolarmente delicata per la vicinanza ad alcune abitazioni e alla zona della necropoli etrusca.
Questo episodio non viene inserito nel conteggio dei sette incendi perché, sulla base delle informazioni disponibili, non è possibile stabilire con sufficiente certezza se si tratti di un ulteriore rogo distinto oppure di uno dei fronti già compresi negli interventi comunicati dall’AEOPC.
Il quadro, però, non cambia: in queste settimane il fuoco ha raggiunto aree agricole, infrastrutture, strade, uliveti e zone di grande valore ambientale e archeologico.
Perché l’attenzione resta alta anche oggi
Il dato più importante per le prossime ore arriva direttamente dalla Protezione Civile della Regione Lazio.
Tarquinia appartiene alla Zona di Allerta AIB 1 e per venerdì 28 agosto il livello di pericolosità da incendio boschivo indicato dal Centro Funzionale Regionale è “moderato”. Lo stesso livello è previsto anche per sabato 29 e domenica 30 agosto.
“Moderato” può sembrare una parola rassicurante. Ma nella scala utilizzata dalla Regione significa che le condizioni meteorologiche e lo stato della vegetazione possono generare, in caso di innesco, un incendio con intensità elevata e propagazione veloce, di difficile controllo.
È questo, più del semplice numero dei roghi, il dato da tenere d’occhio nel fine settimana.
Le cause? Per ora nessun filo comune accertato
C’è infine una domanda inevitabile: perché così tanti incendi?
Al momento sarebbe scorretto dare una risposta unica.
Per diversi degli episodi le cause risultano ancora in corso di accertamento. Dopo alcuni roghi di inizio agosto erano emersi sospetti e interrogativi tra i residenti, ma non risultano elementi ufficiali sufficienti per collegare tra loro gli incendi o attribuire alla sequenza una matrice dolosa comune.
È quindi il dato oggettivo a parlare: almeno sette incendi documentati in un mese, tre soltanto nell’ultima giornata censita, squadre antincendio impegnate ripetutamente e un livello di pericolosità che resta moderato almeno fino a domenica.
A Tarquinia l’estate del 2026 si avvia alla conclusione. Ma sul fronte incendi, per il momento, abbassare la guardia sarebbe prematuro.
Foto d’archivio


