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Benzina, scuola e spesa: l’autunno parte con i rincari, quanto rischiano di pagare le famiglie

Il ritorno dalle vacanze coincide con una nuova pressione sui bilanci familiari

Roma, 30 agosto 2026 – Le valigie tornano negli armadi, ma a settembre c’è un altro conto da aprire. Quello del pieno per tornare al lavoro, dei libri da comprare, dello zaino da sostituire e di una spesa alimentare che continua a pesare sui bilanci.

Il rientro dalle vacanze del 2026 porta così le famiglie italiane davanti a un incrocio di spese difficilmente rinviabili. E sopra tutte incombe una data: 5 settembre.

Quel giorno scadrà il taglio straordinario di 17 centesimi al litro sulle accise del gasolio, prorogato dal Governo per accompagnare il controesodo. Dopo, Palazzo Chigi dovrà decidere come intervenire contro il caro-carburanti. L’ipotesi annunciata è quella di passare dagli sconti generalizzati a sostegni selettivi in base al reddito.

Carburanti sopra i 2 euro: cosa succede dopo il 5 settembre

Il primo fronte è quello che gli automobilisti vedono direttamente sul display del distributore.

Negli ultimi dati disponibili del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla rete stradale italiana la benzina self viaggia attorno ai 2,02 euro al litro, mentre il gasolio supera i 2,13 euro. In autostrada i prezzi sono ancora più elevati.

Una distinzione, però, è fondamentale: il provvedimento deciso dal Governo non ha ridotto le accise sulla benzina. Lo sconto di 17 centesimi riguarda il gasolio e resterà in vigore fino al 5 settembre.

Senza un nuovo intervento, la fine dell’agevolazione rischierebbe quindi di produrre un nuovo aumento immediatamente percepibile alla pompa per chi utilizza un’auto diesel.

Ed è proprio per evitare un ritorno secco al vecchio livello fiscale che il Governo sta studiando il passaggio a un nuovo sistema di aiuti. L’indicazione emersa dal Consiglio dei ministri è quella di introdurre sostegni “selettivi sulla base del reddito”, ma modalità, platea e coperture devono ancora essere definite.

Settembre, in altre parole, inizierà con una decisione politica che può tradursi rapidamente in euro in più o in meno per milioni di automobilisti.

Caro-carburanti, per il controesodo 430 milioni in più

A dare la misura del fenomeno sono anche le stime delle associazioni dei consumatori.

Secondo il Codacons, il caro-carburanti potrebbe determinare circa 430 milioni di euro di maggiore spesa per i rifornimenti durante il controesodo rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il problema non si esaurisce però alla pompa. Il costo dell’energia e dei trasporti può propagarsi lungo la filiera, incidendo sui costi sostenuti dalle imprese per movimentare merci e prodotti.

Ed è qui che il pieno incontra il secondo grande capitolo dell’autunno: il carrello della spesa.

Alimentari, i prezzi rallentano ma il carrello continua a pesare

I dati ufficiali raccontano una situazione più complessa di una semplice corsa generalizzata dei prezzi.

A luglio l’inflazione italiana si è attestata al 2,9% su base annua, in lieve rallentamento rispetto al 3% di giugno. Anche il cosiddetto “carrello della spesa” ha rallentato, con i beni alimentari, per la cura della casa e della persona saliti dell’1% su base annua.

Ma dietro la media restano categorie con aumenti decisamente più sostenuti. Gli alimentari non lavorati, per esempio, a luglio risultavano ancora più cari del 3,6% rispetto a un anno prima.

Il risultato è una pressione che le famiglie sentono soprattutto sulle spese frequenti: quelle che non possono essere cancellate dal bilancio semplicemente rinunciando a un acquisto.

Federconsumatori segnala già un cambiamento delle abitudini: meno acquisti di carne e pesce, maggiore ricorso alle offerte e crescita della spesa nei discount.

Il rincaro, quindi, non si misura soltanto alla cassa. Si vede anche in quello che viene lasciato sullo scaffale.

Scuola, fino a 1.300 euro per ogni studente

Poi c’è settembre nella sua forma più riconoscibile per milioni di genitori: il ritorno a scuola.

Secondo le stime del Codacons, tra libri di testo e corredo scolastico la spesa può arrivare quest’anno fino a 1.300 euro per studente.

Zaini, diari, astucci, quaderni, penne e altro materiale di cartoleria registrerebbero incrementi medi compresi tra il 2% e il 4% rispetto allo scorso anno. Per i libri di testo l’aumento stimato è invece dell’1,8%.

Naturalmente il conto cambia profondamente in base alla scuola frequentata, ai testi richiesti e soprattutto alla scelta tra prodotti essenziali e articoli di marca. Lo stesso settore dei librai ha invitato a non trasformare i prodotti più costosi in una rappresentazione dell’intero mercato.

Resta però il punto: nel giro di poche settimane molte famiglie devono concentrare centinaia di euro di acquisti difficilmente evitabili.

E quando gli studenti sono più di uno, la moltiplicazione arriva rapidamente.

Dalla benzina ai libri, il problema sono le spese che non si possono rinviare

È qui che i diversi rincari cominciano a raccontare la stessa storia.

Carburante per andare al lavoro. Libri per mandare i figli a scuola. Alimentari. Bollette. Trasporti. Assicurazioni.

Non sono necessariamente le voci che crescono di più in termini percentuali, ma sono quelle sulle quali è più difficile intervenire. Secondo Confcommercio, le cosiddette spese obbligate assorbono ormai circa il 42% dei consumi complessivi delle famiglie, quasi cinque punti percentuali in più rispetto alla metà degli anni Novanta.

Significa che una parte sempre maggiore del reddito è impegnata prima ancora di poter decidere come spendere ciò che resta.

Cosa può decidere il Governo a settembre

Il primo banco di prova arriverà in pochi giorni.

Il 5 settembre termina lo sconto di 17 centesimi sulle accise del gasolio. La misura era stata prorogata dal Consiglio dei ministri alla fine di agosto con uno stanziamento nell’ordine dei 130 milioni di euro.

Il Governo ha già indicato la direzione successiva: abbandonare progressivamente un taglio uguale per tutti e concentrare le risorse su famiglie individuate in base al reddito.

È ancora da capire come.

Tra le questioni da definire ci sono la soglia economica per accedere agli eventuali aiuti, lo strumento con cui verranno erogati, la durata delle misure e soprattutto le coperture necessarie.

Sono decisioni tecniche soltanto in apparenza. Perché dietro quei 17 centesimi c’è una domanda molto concreta: quanto costerà fare il pieno dal 6 settembre?