IL CASO
|Fiumicino, passeggeri rimasti senza bagagli: 80 valigie ripartono per Lampedusa
Il caso sul volo proveniente da Marsa Alam. Confsal: “Criticità denunciate da mesi, Aviation Services ascolti i lavoratori”
Fiumicino, 31 agosto 2026 – I passeggeri sono scesi a Roma. I loro bagagli, invece, avrebbero proseguito il viaggio fino a Lampedusa. È quanto denuncia Fast Confsal ricostruendo quanto avvenuto il 28 agosto all’aeroporto di Fiumicino su un volo Wizz Air proveniente da Marsa Alam. Secondo il sindacato, l’aeromobile, dopo essere atterrato nello scalo romano, sarebbe ripartito per Lampedusa con ancora nella stiva circa 80 bagagli appartenenti ai passeggeri sbarcati a Fiumicino.
Un episodio che avrebbe lasciato decine di viaggiatori senza valigie e, in alcuni casi, senza effetti personali, medicinali e beni di prima necessità.
“Quanto accaduto è un fatto grave che non può essere liquidato come un semplice disguido”, sostiene Fast Confsal.
Fast Confsal: “Criticità denunciate da mesi”
Per il sindacato, il caso dei bagagli non rappresenterebbe un episodio isolato, ma si inserirebbe in una situazione organizzativa sulla quale sarebbero già state sollevate diverse criticità nei confronti di Aviation Services.
Fast Confsal parla di problemi legati a “carenza di personale, carichi di lavoro, organizzazione delle squadre, formazione, mezzi e condizioni operative”, questioni che, secondo la sigla, sarebbero state già portate anche all’attenzione delle sedi istituzionali.
Proprio queste criticità sono indicate tra le ragioni dello sciopero proclamato per il 13 settembre, quando i lavoratori Aviation Services incroceranno le braccia dalle 11 alle 15.
Da qui l’invito del sindacato a non concentrare l’attenzione esclusivamente su eventuali responsabilità individuali.
“Per questo sarebbe sbagliato cercare oggi un singolo lavoratore sul quale scaricare ogni responsabilità. Occorre invece verificare l’intera organizzazione del servizio: personale disponibile, supervisione, procedure e controlli”, afferma Fast Confsal.
Lo scontro sulle relazioni sindacali
Il caso diventa anche terreno di scontro sul fronte delle relazioni industriali.
Secondo Fast Confsal, Aviation Services dedicherebbe “più attenzione a decidere con quali sindacati confrontarsi che ad ascoltare chi, attraverso i lavoratori, segnala da tempo problemi concreti nell’organizzazione del servizio”.
Una critica che il sindacato accompagna a una posizione precisa: “Le relazioni industriali non servono a selezionare gli interlocutori più graditi. Servono a prevenire problemi, disservizi e tensioni”.
La richiesta a Enac: verificare procedure e centraggio dell’aereo
Fast Confsal chiama in causa anche Enac, chiedendo all’Ente nazionale per l’aviazione civile di verificare quanto avvenuto prima della successiva partenza dell’aeromobile verso Lampedusa.
In particolare, il sindacato chiede di accertare se la presenza a bordo dei bagagli non scaricati sia stata correttamente rilevata e se siano state rispettate tutte le procedure previste in materia di peso, distribuzione dei carichi e centraggio dell’aeromobile.
“Non spetta al sindacato anticipare conclusioni tecniche”, precisa Fast Confsal. “Spetta però al sindacato fare domande quando i fatti le rendono inevitabili”.
Lo sciopero del 13 settembre
La vicenda arriva a meno di due settimane dallo sciopero dei lavoratori Aviation Services, previsto per il 13 settembre dalle 11 alle 15.
Tra le richieste avanzate figurano organici adeguati, turni sostenibili, formazione, mezzi efficienti, rispetto dei tempi tecnici e un diverso modello di relazioni sindacali.
La conclusione di Fast Confsal è affidata a una frase che riassume l’intera contestazione: “Un sindacato che segnala un problema non è il problema. Ignorarlo non migliora il servizio. Prima di scegliere con chi parlare, un’azienda dovrebbe preoccuparsi che i bagagli dei passeggeri non ripartano per Lampedusa”.


