Logo
Progetto Civico guarda al centrosinistra unito, ma il PD di Anzio è assente

L’evento organizzato dai comitati di Anzio, Nettuno e Lido dei Pini del movimento politico di Onorato.

Anzio, 1 settembre 2026 – Mentre Antonio Taurelli, coordinatore regionale di Progetto Civico Italia, chiama il centrosinistra a sciogliere i nodi sul futuro tra appuntamenti elettorali e piani programmatici, il PD di Anzio non risponde.
Impossibile non notare l’assenza di esponenti e rappresentanti del Partito Democratico all’evento organizzato dai comitati di Anzio, Nettuno e Lido dei Pini del movimento politico di Onorato, a cui ha partecipato e preso la parola il vicesindaco di Anzio, Pietro Di Dionisio.

È stato comunque un successo l’incontro, al quale hanno preso parte non solo amici e alleati del centrosinistra di Anzio e Nettuno, ma anche molti cittadini che hanno risposto positivamente, nonostante il forte caldo, riempiendo lo stabilimento balneare e partecipando al confronto.

L’appuntamento di giovedì scorso non è stato un evento di partito fine a se stesso, bensì ha visto la presenza di molti rappresentanti delle forze locali di centrosinistra: il PD di Nettuno con Paolo Rossi, il Movimento 5 Stelle di Anzio con Ciro Nutello, il presidente del Consiglio comunale di Nettuno Roberto Alicandri e il consigliere comunale Gianfranco Rabini (forse pronto al rientro nel Patto per Nettuno?). A far riflettere, tuttavia, è stata l’assenza del PD di Anzio, che potrebbe confermare i malumori all’interno della maggioranza Lo Fazio dopo l’adesione del gruppo Lavinio con Anzio, guidato da Pietro Di Dionisio, a Progetto Civico Italia, avvenuta nell’aprile scorso.

Che la segreteria del PD anziate sia una propaggine diretta del sindaco Lo Fazio e che da qualche tempo non abbia più un’autonomia decisionale non è un mistero, ma che il gelo sia arrivato al punto da non poter garantire la presenza neanche di un consigliere dem all’evento organizzato alle porte di Anzio era difficile da credersi.

Da un lato sono risuonate sincere e appassionate le parole del vicesindaco sul lavoro svolto in questi anni, grazie a un programma che ha unito tutto il centrosinistra anziate riuscendo a “ottenere i numeri per governare la città dopo ventiquattro anni di centrodestra e due anni di commissariamento per infiltrazioni della criminalità”; dall’altro, però, mancava una parte degli alleati ad applaudirlo. Non è venuto meno, invece, il sostegno di Ciro Nutello, già candidato a sindaco per il MoVimento 5 Stelle e per Alternativa per Anzio.

Di Dionisio ha sostenuto con orgoglio: “Siamo un laboratorio funzionale per costruire il centrosinistra di domani. Insieme, ad Anzio governiamo con tutte le sfumature della sinistra. Il civismo ha la funzione di collante tra tutte le forze progressiste. In questo periodo di scollamento evidente tra la società civile e la politica, siamo una forza che avvicina le persone, partita dal basso, ed è proiettata sul territorio per dialogare con i cittadini e affrontare le problematiche locali. Siamo per aggiungere alla coalizione di centrosinistra e non per togliere ai grandi partiti”.

Di Dionisio ha inoltre esposto i risultati di decisioni amministrative molto complesse che riguardano due grandi sfide per il futuro di Anzio: la gestione pubblica del porto e la messa a bando delle concessioni balneari della città, che sono oltre cinquanta. Si tratta di due sfide che ricadono sotto le sue deleghe — lavori pubblici e demanio — per le quali va riconosciuto il continuo impegno in prima persona, nonostante le costanti pressioni di concessionari e privati.

Sulla necessità di un centrosinistra unito in vista dei prossimi appuntamenti elettorali ha aperto il convegno dal titolo “Centrosinistra, quale futuro?” Antonio Taurelli, consigliere del Patto per Nettuno e coordinatore regionale di Progetto Civico Italia.
È una domanda ricorrente per l’area progressista e riformista che, fin dagli albori della Seconda Repubblica, fatica a trovare la quadra per un progetto unitario, identitario e non personalistico, che si ripresenta puntualmente all’indomani di ogni tornata elettorale. Anzi, in vista del prossimo anno e dei primi mesi del 2028, saranno tre gli appuntamenti elettorali fondamentali: le elezioni politiche, le amministrative per Roma Capitale e le regionali.

Il messaggio di Taurelli è chiaro: “Oggi manca la quadra per trovare una figura che unisca il centrosinistra e ne assuma la guida. Serve un dibattito incentrato su un programma unitario. Un progetto civico offre al Paese la possibilità di esprimere una nuova classe politica che abbia il senso di ciò che accade sui territori. No al populismo, no ai burocrati. Vogliamo una classe dirigente ancorata al territorio e che si sia misurata con l’amministrazione, capace di elaborare soluzioni e proposte per rispondere all’esigenza di proiettare il centrosinistra verso una prospettiva concreta.

Come sarà l’Italia tra vent’anni? Quale declinazione sociale dare al progresso? Se siamo progressisti, dobbiamo rappresentare soluzioni e idee su grandi temi come la socialità, i caregiver, il walfere e l’intelligenza artificiale. Il progetto civico è l’ancora del centrosinistra che parte dai territori e dalle province, le prime a risentire dell’impatto della globalizzazione non governata. Basta al totonomi sulle primarie, iniziamo con le primarie delle soluzioni”, conclude Taurelli