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Tarquinia, DiVino Etrusco 2026 da record: 54 cantine, oltre 100 vini e migliaia di visitatori

La 20ª edizione si chiude con il record di presenze e il maggior numero di biglietti venduti in una sola serata

Tarquinia, 1° settembre 2026 – Una ventesima edizione da record per il DiVino Etrusco, che si è chiuso il 29 agosto dopo sette giorni di degustazioni, concerti, spettacoli, incontri e mostre nel cuore del centro storico di Tarquinia.

La manifestazione ha fatto registrare il record di presenze e il maggior numero di biglietti venduti in una singola serata, richiamando complessivamente decine di migliaia di visitatori e confermandosi tra gli appuntamenti di punta dell’estate cittadina.

DiVino Etrusco 2026, 54 cantine e oltre 100 vini

Sono state 54 le cantine protagoniste, con oltre 100 vini proposti in degustazione. La selezione delle aziende e la direzione enogastronomica sono state curate da Carlo Zucchetti, “l’enogastronomo con il cappello”, con il supporto dei sommelier della Fisar Tuscia Viterbese.

Un percorso costruito per mettere insieme qualità, identità territoriale e varietà delle produzioni, trasformando le vie del centro storico in una vera e propria mappa del vino.

Tarquinia guarda al Mediterraneo

Tra le novità più significative dell’edizione 2026, la presenza di cantine provenienti da Sardegna, Sicilia e Calabria.

Un’apertura verso il Mediterraneo che richiama simbolicamente le antiche rotte commerciali degli Etruschi e rafforza la vocazione del festival come luogo di incontro tra territori diversi.

Una scelta che punta a valorizzare l’identità etrusca non soltanto come patrimonio archeologico, ma anche come storia di relazioni, commerci e contaminazioni culturali.

Il press tour e l’attenzione della stampa specializzata

La 20ª edizione ha attirato anche l’attenzione del mondo dell’informazione enogastronomica.

Un press tour dedicato alla stampa specializzata ha portato a Tarquinia giornalisti di importanti testate italiane, impegnati nella visita alle aziende vitivinicole locali, negli incontri con i produttori e nella partecipazione agli appuntamenti del festival.

Un elemento che contribuisce a rafforzare la dimensione nazionale della manifestazione e la sua capacità di promuovere il territorio anche oltre i giorni dell’evento.

Palazzo Vitelleschi cuore culturale del festival

Centrale anche la collaborazione con il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, che ha aperto le porte di Palazzo Vitelleschi.

Il direttore Vincenzo Bellelli ha partecipato a due appuntamenti dedicati al rapporto tra civiltà etrusca e cultura del vino, accompagnando il pubblico in un percorso tra archeologia, territorio e tradizioni.

La sinergia tra patrimonio culturale ed enogastronomia si conferma così uno degli elementi distintivi del DiVino Etrusco.

Sposetti: «Il DiVino Etrusco è ormai un brand di Tarquinia»

«Questa 20ª edizione ci consegna un DiVino Etrusco ancora più forte e riconoscibile – dichiara il sindaco di Tarquinia Francesco Sposetti –. Le decine di migliaia di visitatori, la partecipazione delle cantine e l’attenzione della stampa specializzata dimostrano che la manifestazione ha ormai superato la dimensione del semplice evento».

«Il DiVino Etrusco è diventato un brand di Tarquinia e può rappresentare sempre più un volano economico e culturale per la città», aggiunge il sindaco.

Sposetti ha poi sottolineato la collaborazione tra istituzioni, Pro Loco Tarquinia, Polizia Locale, Forze dell’Ordine, volontari dell’Aeopc e Croce Rossa – Comitato di Tarquinia, ringraziando anche la consigliera comunale Patrizia Giorgini per il lavoro di coordinamento.

DiVino Etrusco, un volano per il centro storico

L’edizione 2026 conferma dunque una trasformazione ormai evidente: il DiVino Etrusco non è più soltanto una manifestazione legata al vino, ma un evento capace di generare ricadute sul tessuto commerciale, turistico e culturale della città.

Per una settimana il centro storico di Tarquinia è diventato un luogo di incontro tra produttori, visitatori, operatori e istituzioni, rafforzando il legame tra vino, identità etrusca e promozione del territorio.

Il festival è stato organizzato dal Comune di Tarquinia con Pro Loco Tarquinia, Carlo Zucchetti e Alessandra Di Tommaso, con il patrocinio della Regione Lazio, Arsial, Provincia di Viterbo, Camera di Commercio Rieti-Viterbo e Ministero della Cultura – Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, e con il supporto dell’associazione culturale Viva Tarquinia.