IL SINDACATO
|Bagagli rimasti sull’aereo e ripartiti, Fast Confsal: “Chiarire la catena dei controlli”
Il sindacato ha chiesto una relazione tecnica urgente e la documentazione relativa all’intera gestione dell’aeromobile
Fiumicino, 2 settembre 2026 – I passeggeri scendono dall’aereo a Roma, i loro bagagli no. E quando lo stesso aeromobile riparte da Fiumicino verso Lampedusa, nelle stive sarebbero ancora presenti circa 80 valigie appartenenti ai viaggiatori arrivati poco prima da Marsa Alam (leggi qui). È sull’episodio del 28 agosto che ora Fast Confsal chiede di fare chiarezza, spostando l’attenzione dal disservizio ai meccanismi che regolano handling, security e safety all’interno dello scalo romano.
Con una lettera datata 1° settembre e indirizzata ad Aviation Services e Aeroporti di Roma, e per conoscenza all’Enac, il Dipartimento Trasporto Aereo – Servizi di Terra della federazione sindacale ha chiesto una relazione tecnica urgente e la documentazione relativa all’intera gestione dell’aeromobile. Nel documento il sindacato precisa di non voler anticipare conclusioni o attribuire responsabilità, ma di voler ricostruire “puntualmente la dinamica dell’accaduto e le procedure adottate”.
Dal volo Marsa Alam-Fiumicino alla partenza per Lampedusa
La ricostruzione contenuta nella nota parte dall’arrivo a Roma del volo Wizz Air proveniente da Marsa Alam. Dopo lo sbarco dei passeggeri a Fiumicino, secondo quanto riportato da Fast Confsal, l’aeromobile sarebbe successivamente ripartito per Lampedusa con ancora nelle stive circa 80 bagagli destinati ai viaggiatori ormai scesi nella Capitale. Una circostanza che, per il sindacato, non pone soltanto il problema evidente della mancata riconsegna delle valigie, ma apre interrogativi sulle procedure di handling, baggage reconciliation, security e safety.
Ed è proprio qui che il caso cambia dimensione. Fast Confsal chiede infatti di sapere quando sia stata individuata la presenza dei bagagli a bordo e quando siano stati informati l’agente di rampa, il load control, il rappresentante del vettore e l’equipaggio. La richiesta riguarda anche l’organizzazione effettivamente presente sottobordo, dalle figure di coordinamento agli addetti alle operazioni di carico e scarico, oltre ai relativi requisiti di formazione e abilitazione.
Il nodo della sicurezza e della “baggage reconciliation”
Uno dei punti centrali riguarda la procedura che deve consentire di ricondurre il bagaglio al relativo passeggero. Il sindacato domanda come siano stati classificati e gestiti, dal punto di vista della security, gli oltre 80 colli rimasti nell’aeromobile dopo lo sbarco dei proprietari e se sia stata effettuata la prevista baggage/passenger reconciliation.
C’è poi un secondo interrogativo legato alla provenienza internazionale del volo e alla successiva utilizzazione dell’aereo su una tratta nazionale: Fast Confsal vuole sapere se fosse necessario un ulteriore controllo di sicurezza o un rescreening dei bagagli prima della partenza verso Lampedusa e, qualora non fosse previsto, quale procedura sia stata applicata.
Load sheet, peso e bilanciamento: chiesti tutti i documenti
La richiesta entra poi nel cuore tecnico delle operazioni di volo. Fast Confsal domanda copia, nei limiti imposti dalle disposizioni di security, della documentazione relativa al carico della tratta Fiumicino-Lampedusa: final load-sheet, loading instruction/report, eventuali Last Minute Changes, numero e peso dei bagagli e loro distribuzione nelle singole stive.
Il sindacato vuole inoltre accertare se le valigie rimaste a bordo fossero già comprese nel piano di carico utilizzato per la nuova tratta. In caso contrario, chiede di sapere se e quando siano stati aggiornati i dati relativi a peso e bilanciamento dell’aeromobile e quando l’eventuale modifica sia stata comunicata al comandante prima della partenza.
Fast Confsal: “Capire dove si è interrotta la catena dei controlli”
L’iniziativa non si ferma però al singolo episodio. Fast Confsal domanda anche se l’accaduto sia stato segnalato attraverso il Safety Management System o tramite procedure di occurrence reporting e quali eventuali misure correttive siano già state individuate. E chiede di verificare se, negli ultimi 24 mesi, nelle attività affidate ad Aviation Services a Fiumicino si siano verificati episodi analoghi: aeromobili partiti con bagagli appartenenti al volo precedente ancora a bordo, anomalie nella riconciliazione o differenze tra carico effettivo e documentazione.
La posizione del sindacato è netta anche sul piano delle responsabilità individuali: l’obiettivo dichiarato non è individuare un singolo lavoratore, ma verificare se abbia funzionato l’intera catena dei controlli, dall’handling alla rampa, dal load control al vettore, passando per security e supervisione aeroportuale. Una verifica che Fast Confsal collega anche alle criticità organizzative già segnalate in passato su organici, formazione, squadre operative, figure di coordinamento e disponibilità dei mezzi.
Per questo la federazione ha chiesto un riscontro urgente e la conservazione di tutta la documentazione operativa relativa all’evento, compresi dati e log informatici. Solo dopo aver ricevuto gli atti, Fast Confsal annuncia che potrà formulare una propria valutazione in materia di flight safety ed eventualmente richiedere un incontro con le parti coinvolte.


