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Studiare nel Lazio è un lusso: affitti fino a 1.000 euro e caro-scuola da record

Nella Capitale una singola parte da circa 350 euro nell’area di Tor Vergata e può arrivare a 1.000 euro vicino alla Luiss. La Rete degli Studenti Medi del Lazio: “Studiare è un diritto, non un privilegio”

Roma, 2 settembre 2026 – Settembre riapre le aule, ma anche i conti. E per migliaia di famiglie del Lazio il ritorno tra scuola e università rischia di trasformarsi in una corsa tra libri, cancelleria, affitti e spese quotidiane.

Da una parte il caro-scuola, con una spesa che secondo le ultime stime può raggiungere 1.300 euro per studente tra libri e corredo. Dall’altra Roma, dove il mercato degli affitti universitari viaggia ormai su più livelli: dalle soluzioni più economiche intorno ai 350 euro fino a una nuova fascia premium che può portare una singola a 1.000 euro al mese.

Due mondi diversi, ma con una stessa domanda sullo sfondo: quanto costa oggi studiare nel Lazio?

Caro-scuola, fino a 1.300 euro per ogni studente

Il primo conto arriva ancora prima dell’inizio delle lezioni.

Tra libri di testo e materiale scolastico, la spesa complessiva può raggiungere i 1.300 euro a studente. A pesare sono sia l’aumento dei prezzi dei libri, indicato nell’ordine dell’1,8%, sia quello del materiale di cancelleria, con rincari compresi tra il 2 e il 4%.

Una situazione sulla quale interviene la Rete degli Studenti Medi del Lazio.

“Al quarto anno di governo Meloni, studiare costa sempre di più. I mercatini dei libri usati, come quelli che organizziamo, ogni anno aiutano concretamente le famiglie, ma non possono sostituire l’intervento delle istituzioni”, dichiara Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio.

L’organizzazione chiede a Ministero e Regione Lazio interventi strutturali, a partire da maggiori risorse per il rimborso dei libri, misure uniformi sul territorio, comodato d’uso ed ebook gratuiti nelle scuole.

“Le forze politiche di opposizione che si candidano a governare il Paese devono affrontare il caro-scuola alla radice, mettendo al centro dei propri programmi elettorali un’evoluzione del sistema del diritto allo studio, capace di rispondere alle esigenze degli studenti di oggi”.

Università, a Roma una stanza può costare da 350 a 1.000 euro

Se per le famiglie degli studenti delle superiori il problema è il costo del rientro, per gli universitari fuori sede il vero ostacolo resta la casa.

La rilevazione di SoloAffitti fotografa un mercato sempre più selettivo, nel quale non conta più soltanto la città, ma anche l’ateneo frequentato, la distanza dalla sede universitaria, la qualità dell’immobile e i servizi offerti.

Roma è probabilmente l’esempio più evidente.

Il canone più frequente per una stanza singola si attesta intorno ai 550 euro al mese, ma il prezzo cambia radicalmente a seconda della zona.

Per chi frequenta la Sapienza una stanza ordinaria può costare tra 500 e 700 euro. Nell’area di Roma Tre, tra Garbatella e Marconi, il range si colloca tra 500 e 650 euro.

Più costosa la zona della Luiss: tra Trieste e Salario si va da 600 a 750 euro, ai Parioli da 650 a 800 euro e nell’area Africano-Libia da 600 a 700 euro.

Per la Lumsa, tra Prati e Mazzini, i valori oscillano tra 600 e 750 euro, mentre tra Trionfale e Balduina scendono a 550-700 euro.

La fascia più accessibile si trova nell’area di Tor Vergata, dove tra Romanina e Anagnina una singola può essere proposta tra 350 e 600 euro.

Studenti fuori sede, quanto costa vivere vicino all’ateneo

La vera accelerazione arriva però negli immobili nuovi, ristrutturati o situati nelle immediate vicinanze delle università.

È il segmento definito “premium” dello student housing.

Nell’area della Sapienza i canoni possono raggiungere 800-900 euro al mese, mentre vicino a Roma Tre si sale fino a 750-800 euro.

Attorno alla Luiss una singola premium può arrivare fino a 1.000 euro. Per la Lumsa si oscilla tra 800 e 950 euro, mentre per Tor Vergata il valore indicato è di circa 650 euro.

Roma finisce così per contenere mercati completamente differenti nel raggio di pochi chilometri.

Una stanza può partire da 350 euro e costarne quasi tre volte tanto semplicemente spostandosi verso un’altra area universitaria o scegliendo un immobile di qualità superiore.

Da Sapienza a Luiss, la mappa dei prezzi a Roma

Per orientarsi nel mercato romano, queste sono le principali fasce indicate dalla rilevazione:

  • Sapienza: 500-700 euro; fascia premium 800-900 euro
  • Roma Tre: 500-650 euro; fascia premium 750-800 euro
  • Luiss: 600-800 euro a seconda della zona; premium fino a 1.000 euro
  • Lumsa: 550-750 euro; premium 800-950 euro
  • Tor Vergata: 350-600 euro; premium circa 650 euro

La posizione diventa quindi una delle variabili decisive, insieme alle condizioni dell’appartamento.

Ex affitti brevi trasformati in case per studenti: doppie fino a 1.500 euro

Nella Capitale emerge poi un fenomeno ancora più estremo.

Alcuni appartamenti precedentemente utilizzati per gli affitti brevi vengono riconvertiti per intercettare la domanda degli universitari, entrando però nella parte più alta del mercato.

In alcuni casi le stanze doppie vengono proposte a 1.200-1.500 euro al mese.

Un segmento lontano dal tradizionale appartamento condiviso tra studenti e rivolto evidentemente a nuclei familiari con una capacità di spesa molto più elevata.

Non basta più trovare una stanza: gli studenti chiedono servizi e costi certi

A cambiare non sono soltanto i prezzi.

La stanza singola resta la soluzione preferita, ma diventano sempre più importanti anche wifi, vicinanza all’università e qualità dell’abitazione.

Cresce inoltre la richiesta di formule che permettano di conoscere immediatamente il costo reale dell’alloggio, attraverso offerte nelle quali canone e spese siano già comprese.

“Il mercato degli affitti universitari sta diventando molto più selettivo”, spiega Silvia Spronelli, ceo di SoloAffitti.

“Nella stessa città possono ormai convivere segmenti completamente diversi: Roma ne è l’esempio più evidente, con una singola che può partire da 350 euro e arrivare a 1.000 euro nella fascia premium”.

Settembre, il conto dello studio per le famiglie del Lazio

Il risultato è una pressione che cambia forma a seconda dell’età, ma accompagna le famiglie lungo tutto il percorso scolastico.

Per chi torna alle superiori il conto è quello dei libri e del corredo scolastico. Per chi parte per l’università, soprattutto nella Capitale, il costo principale può diventare quello di una stanza.

E in una città nella quale poche fermate di metro possono separare un affitto da 350 euro da uno vicino ai 1.000, anche la possibilità di studiare nell’ateneo scelto rischia sempre più di dipendere dalla capacità economica della famiglia.